Le ladies vittoriane
erano lettrici davvero appassionate. L'aumento del tasso di
alfabetizzazione promosso dall’obbligo scolastico, la produzione
più economica e
la più ampia disponibilità di libri nelle
biblioteche promossero la lettura, così
come, intorno alla metà del
XIX° secolo, l'illuminazione a gas ed elettrica
resero agibile anche
leggere dopo il tramonto o prima di dormire la notte, cosa
che prima
era possibile solo al lume di una candela o di una lampada ad olio
dalla luce debole e confusa.
2 - Edward
John Pointer (Parigi, 1836-Londra, 1919), AN EVENING AT HOME
I romanzi erano
spesso pubblicati in fascicoli mensili, il che li
rendeva più
economici, più facilmente accessibili e condivisibili.
La parte che veniva
pubblicata spesso finiva con un "cliff-hanger",
una sorta di richiamo che serviva
per mantenere viva la memoria del
lettore e anticipare la prossima puntata.
3 - Maria R.Dixon
(Americana, 1823-1896) WOMAN IN BONNET READING A BOOK
4 - Thomas Benjamin
Kennington (Britannico, 1856-1916) TITLE UNKNOWN
5 - William Kay
Blacklock (Britannico, 1872-1924 QUIET READ
6 - Peter Philipp Rumpf
(Tedesco, 1821-1896) YOUNG WOMAN READING IN THE PARK
Per le ladies
appartenenti alle classi più abbienti che potevano permettersi le
edizioni appena pubblicate, leggere dalla propria collezione era una
quasi
un’esigenza quotidiana. Sei mesi dopo la pubblicazione originale, i libri
vedevano il loro prezzo scendere, dato che anche quelli che erano stati
pubblicati in fascicoli venivano venduti in volumi singoli.
7- Alfred
Emile Léopold Joseph Victor Stevens (Bruxelles, 1823-Paris, 1906) THE
READER
8 - Charles
Baugniet (Belga, 1814-1886) THE READER
9 - Auguste
Toulmouche (Francese, 1829-1890) SWEET
DOING NOTHING
10 - Auguste
Toulmouche (Francese, 1829-1890) IN THE LIBRARY
E l'incremento delle reti ferroviarie contribuì a rendere i libri più economici
anche nelle stazioni. C'era sempre qualcosa di nuovo da leggere durante un
lungo viaggio.
11 - Augustus
Leopold Egg (Londra, 1816-Algeri, 1863) THE TRAVELLING COMPANIONS
Era opinione diffusa che la narrativa potesse influenzare la mentalità dei lettori.
Mentre nel XVIII° secolo si credeva che la lettura di romanzi contemporanei
fosse un'attività di svago che riempiva il tempo e distraeva dall'ozio, durante
il periodo vittoriano si fece largo l'idea che essi avessero un valore educativo.
I vittoriani credevano che, sebbene i romanzi mancassero della serietà
culturale dei testi classici, inducessero comunque consapevolezza dei periodi
storici e fossero in grado di sviluppare valori morali cristiani.
12 - George
Goodwin Kilburne (Londra, 1839-1924) A YOUNG LADY READING IN AN
INTERIOR
Ecco
perché durante il XIX°
secolo il romanzo più letto in Inghilterra fu The
Uncle Tom's Cabin - La
capanna dello zio Tom
(1852) della scrittrice americana
Harriet Beecher Stowe, che
diffondeva ideali contro la schiavitù.
Ma se i romanzi potevano
esercitare
un’influenza positiva sul lettore,
si pensava
che fossero anche in grado di influenzarlo
negativamente,
specialmente se
si
trattava di
ragazze o di
persone
prive di cultura appartenenti alle classi
lavoratrici, che potevano
essere incoraggiate a emulare la vita dei criminali
immaginari le
cui vicende venivano in essi raccontate.
13 - Alexander
Mark Rossi (British, 1840-1916) FORBIDDEN BOOKS
Forse
fu
proprio questo
il motivo che spinse
Charles Dickens a scrivere romanzi
didattici: le sue storie
ritraevano
le classi socialmente
più basse
e avevano
sempre
una morale che, implicitamente, diventava
un esempio da seguire per
ogni lettore. La regina Vittoria era
la sua lettrice più entusiasta, dato che ha
sempre voluto essere la
prima a leggere l'ultimo romanzo che questi
scriveva
prima che fosse pubblicato, non con uno scopo puritano o per
controllarlo, ma
perché, con i loro valori, i suoi libri erano la
vera espressione dell'era di cui Ella
era
l'emblema.
FOTOGRAFIA:
la PRINCIPESSA BEATRICE legge con la madre, la REGINA VICTORIA
Dickens
ebbe
l'intelligenza e la capacità di diventare parte integrante di quel
mondo che ancora si stava facendo, sia da un punto di vista
intellettuale che
da un punto di vista morale, e probabilmente, il
fatto di
trovare 'tradotto' in
parole quello che divenne per Lei il
significato di un'epoca,
animava
il Suo
divertimento,
il Suo
fervore ed
il Suo diletto.
Dovremmo
dire che Charles Dickens fu
il vero scrittore vittoriano.
Spero di tutto cuore che abbiate apprezzato anche questo piccolo 'viaggio'
nell'era che tutti noi amiamo e,
con la più sincera gratitudine,
invio tutto il mio affetto a ciascuno di voi
A presto e Felice Pasqua💕
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