domenica 11 aprile 2021

The True Story Behind the West Toughest Trousers - La vera storia dei 'jeans'.

 


Gruppo di minatori di una cava di ghiaia fotografati nel 1895: ognuno di loro veste un paio di jeans Levi Strauss.


Quest’oggi vi racconto una storia che ci porta molto, molto lontano nel tempo: con le parole torniamo nel XV secolo e sul mare, nella città marittima di Genova, la città in cui sono nata.
Si chiamava a quel tempo Serenissima Repubblica di Genova ed era già ricchissima di storia e di storie da narrare; i suoi fiorenti traffici con l’Oriente ne avevano già fatta una ricca Repubblica Marinara, con Venezia, la più ricca e famosa di quelle italiane.
suoi robusti vascelli ed i galeoni che solcavano incessantemente i mari per raggiungere le terre in cui trovare spezie, seta e altri preziosi, dovevano essere fornite di vele molto resistenti così come dovevano essere spessi e solidi i tessuti con cui venivano coperte le merci acquistate.

I cantieri navali ed i mercanti genovesi usavano un tipo di cotone a intreccio incrociato, economico, ruvido e resistente sia per fabbricare le vele sia per proteggere le loro merci. Questo tipo di tessuto era prodotto nella città francese di Nimes, da cui deriva il nome "denim", ed era tessuto in combinazione con del fustagno. A Genova tessuti simili erano tinti di blu derivato dall'indaco scambiato con l'India. Il loro uso si estendeva anche alla manifattura di abiti da lavoro e alle divise dei marinai e venivano esportati con il nome francese "bleu de Gênes", blu di Genova.
Particolarmente apprezzato nel nord dell’Europa anche durante i secoli successivi, raggiunse il Nuovo Continente nel XIX secolo grazie ad un intraprendente mercante bavarese, Herr Levi Strauss: egli era partito con la sua scorta di tela di cotone lavorata a pantaloni semplici, senza passanti per cintura e senza tasche posteriori. Divenuto proprietario di uno spaccio a San Francisco nel 1853, iniziò a commerciare questi pantaloni che resistevano agli sfregamenti contro le rocce, contro le cortecce degli alberi, alle lotte contro supporti di legno e lunghi viaggi compiuti a dorso di muli e cavalli, anche senza sella; erano economici e comodi e vennero presto forniti di numerose tasche robuste come richiesto dai cercatori d’oro.
Negli anni '60 dell'Ottocento, i pantaloni blu di Levi Strauss erano indossati quotidianamente da minatori, agricoltori e allevatori in tutto l'Ovest. 

Nel 1873 egli comprò, per $ 69, la domanda di brevetto, richiesta dopo che un sarto russo immigrato a Reno gli diede l’idea di rivettare le cuciture più sottoposte a sforzi per rendere più resistenti i pantaloni da minatore. Sono stati soprannominati ‘blue jeans’ mutuando il nome dal francese "bleu de Gênes".
Nel 1880 il Levi era in piena regola, con cuciture arancioni, rivetti, tasca dell'orologio e toppa in pelle "Two Horse" per cavalcare.
Anche Henry David Lee legò il suo nome ai jeans, ma per altri motivi. Egli iniziò la sua attività commerciale vendendo cherosene in Ohio e trasferendosi quindi a Salina in Kansas, con un piccolo pacchetto di capitale in cerca di avventura. La H. D. Lee Mercantile Company vendeva prodotti in scatola e offriva una linea di abiti da lavoro che provenivano dall’Oriente. Quando la merce scarseggiava e le spedizioni tardavano ad arrivare Henry David creava i suoi capi di abbigliamento, ovvero tute, giacche e salopette, originariamente dette "dungarees", che presero il nome da Dungri, la tintoria di Bombay, dove ebbero origine. 
L'autista di Lee probabilmente inventò la "Lee Union-All", una tuta di jeans che è diventata l'uniforme dei meccanici e di altri lavoratori addetti a lavori in ambienti sporchi.

Negli anni '20, più o meno nel periodo in cui Lee stava introducendo la prima patta con cerniera, Levi Strauss stava eliminando il rivetto posto all’altezza del cavallo, che durante le lunghe cavalcate diventava fastidioso.
Ecco che i jeans che ancora oggi vestiamo erano definitivamente 'decollati'.
Nel tempo hanno subito variazioni di conseguenza ai dettami della moda, ma per quanto riguarda l'abbigliamento sportivo sono ormai diventati un indumento classico in tutto il mondo.


E torniamo così ai giorni nostri. Come sempre mi trovo in difficoltà quando devo esprimervi i miei ringraziamenti, ancora una volta mi avete seguito fin qui con l'entusiasmo di sempre e ve ne sono immensamente grata.

Augurando ogni bene ad ognuno di voi vi do appuntamento al prossimo post 
e vi abbraccio calorosamente.

A presto 










HEADER - Group of gravel miners photographed in 1895: each of them is wearing a pair of Levi

Strauss jeans.
 

Today I’m going to tell you a story that takes us back far, far away in time: with the words we return to the XVth century and let’s go the maritime city of Genoa, the city where I was born.
At that time it was called the Serenissima Republic of Genoa and was already very rich in history and stories to tell; its flourishing trade with the East had already made it rich Maritime Republic, with Venice, the richest and most famous of the Italian ones.
Its sturdy vessels and the galleons that incessantly plowed the seas to reach the lands in which to find spices, silk and other precious, had to be equipped with very resistant sails as well as the fabrics with which the purchased goods were covered had to be thick and solid.


- image 1 on the left -  The Serenissima Republic of Genoa in the XVth century


The shipyards and the Genoese merchants used a type of cross-woven cotton, cheap, rough and resistant both to make the sails and to protect their goods. This type of fabric was produced in the French city of Nimes, hence the name "denim", and was woven in combination with moleskin. In Genoa, similar fabrics were dyed blue derived from the indigo exchanged with India. Their use was also extended to the manufacture of work clothes and sailors' uniforms and were exported under the French name of "bleu de Gênes", blue of Genoa. Particularly appreciated in northern Europe also during the following centuries, it reached the New Continent in the XIXth century thanks to an enterprising Bavarian merchant, Herr Levi Strauss: he departed from Europe with his stock of cotton canvas worked in simple trousers, without loops for belt and no back pockets. Having become the owner of a drugstore in San Francisco in 1853, he began trading these trousers that resisted rubbing against rocks, against the bark of trees, fighting against wooden supports and riding mules and horses, even bareback, for long journeys; they were cheap and comfortable and were soon provided with numerous sturdy pockets as required by gold seekers. In the 1860s, Levi Strauss's blue trousers were daily worn by miners, farmers and ranchers across the whole West.


- image 2 on the right -  The Levi Strauss trade mark


In 1873 he bought the patent application for $ 69, which was requested after a Russian tailor immigrated to Reno gave him the idea of riveting the most strained seams to make miner's trousers more resistant. They were nicknamed 'blue jeans', taking their name from the French "bleu de Gênes".

By 1880 the Levi was full blown, with orange stitching, rivets, watch pocket and "Two Horse" leather patch for riding.
Henry David Lee also tied his name to jeans, but for other reasons. He started his business by selling kerosene in Ohio and then moving to Salina, Kansas, with a small package of capital in search of adventure. The H. D. Lee Mercantile Company sold canned goods and offered a line of workwear that hailed from the Orient. When goods were scarce and shipments were slow to arrive, Henry David created his clothing items, jackets and dungarees, called after Dungri, the dry cleaners in Bombay, where they were originated.



- image 3 on the left -  The Lee Union-All



Lee's driver probably invented the Lee Union-All, a jeans overalls that has become the uniform of mechanics and other workers in dirty environments.
In the 1920s, around the time Lee was introducing the first zip fly, Levi Strauss was eliminating the rivet placed at the height of the crotch, which became annoying during long rides.
So the jeans we still wear today were definitely 'taken off'.
Over the time they have undergone changes as a result of the dictates of fashion, but as a item of clothing they have now become a classic sportswear garment all over the world. 

And so let’s come back to the present day. 
As usual I find myself in difficulty when I have to express my thanks: once again you have followed me here with the usual enthusiasm and I am immensely grateful to you. 

Wishing each of you all my best
I give you appointment at the next post and I hug you warmly. 

See you soon 








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26 commenti:

  1. And still today, I believe the most popular of all jeans are the Levi Strauss ones. Thank you, Dany, for this wonderful post educating me as to the beginnings of the old favourites. I did not know that Levi Strauss was Bavarian and that he set sail for The United States. As ever, your research has thoroughly interested me.

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    1. Kim
      Dearest friend of mine, your words sounds like sweet music to my heart and seem to embrace my warmly, I thank you wholeheartedly!
      ✻ღღ✻ Wishing you a most wonderful remainder of your week ✻ღღ✻

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  2. That's a fascinating story behind the now ubiquitous piece of clothing. It's certainly my favorite workwear.

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    1. messymimi
      I think that the characteristic which makes these trousers so unique is that they are perfect as workwear and with a white shirt and a blue blazer they can become an elegant garment!
      Thank you for appreciating this post of mine too, my lovely friend, and with utmost gratitude let me send you hugs and more hugs across the miles ❀≼♥≽❀

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  3. Buongiorno Dany. Molto interessante, grazie della condivisione.
    Buon blogging!

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    1. italiafinlandia
      buon pomeriggio a te mia cara e grazie per la visita che cercherò di contraccambiare al più presto, nonché per le parole di apprezzamento.
      Con tutto il cuore ❥

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  4. Dany che bello anche questo post! Interessantissimo e così ben documentato, come tu fai abitualmente. Conoscevo la storia della provenienza dei jeans ma tu ne hai fatto un racconto avvincente.
    Buon inizio di settimana
    Susanna

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    1. Susanna
      dici davvero che ne sia uscito un racconto avvincente?!?
      Ne sono davvero felice!
      Auguro anche a te giorni sereni, carissima, e con tutto il mio affetto lascia che ti stringa a me...virtualmente lo possiamo fare!!!
      ⊰♥⊱ A presto ⊰♥⊱

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  5. And of course we have all had these in our closet. It's always been an amazing story. Find a need and fill it, then it is SUCCESS ...loving this story! Sandi

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    1. Sandi
      your words of enthusiasm bless my heart and make my day, thank you Dearest One!
      Take care and stay safe ♡ஐ♡

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  6. Oh wow I never did hear the story about how it all got started I knew that Levi's were named after him but didn't know that Lees jeans were named from the maker. Amazing how things can just take off and how they are named :)
    Hope you have a great week!

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    1. Conniecrafter
      I sincerely hope you too are having a great week and with all my heart I thank you truthfully, you're such a faithful friend of ~ My little old world ~!
      Sending much love across the Ocean Dearie ♡❤♡

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  7. Hello Dany,
    Thanks for sharing this story, The history of jeans, it is amazing they are still very popular today. I have a few pairs in my closet. Take care! Have a great day and a happy weekend!

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    1. eileeninmd
      I heartily thank you for your visit, darling friend!
      I think that we all couldn't live without some pairs of jeans in our closets: actually I have a few pairs of them to work in the country ansd two pairs quite classical, to wear when I go shopping o for a walk.
      If we can enjoy them still today, they were a wonderful invention for sure!
      Enjoy your day, today, Dearie,
      thank you once again ✿⊱╮

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  8. Un inno ai Jeans, alla loro spontaneità, al loro essere una colonna portante evergreen del modo di vestire nel mondo
    Post interessantissimo!
    Sereno fine settimana
    Franca

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    1. Franca
      mia cara, grazie per le tue parole di entusiasmo!
      Vi sto rispondendo in ritardissimo, per cui non posso contraccambiare il tuo augurio per un sereno fine settimana se non con quello per una gioiosa nuova settimana, che è già cominciata da due giorni!
      •♥•♥• Un abbraccio forte forte •♥•♥•

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  9. Thank you for sharing at #OverTheMoon. We appreciate your shares. They have been Tweeted Pinned. Have a lovely week. I hope to see you at next week’s party too! Please stay safe and healthy. Come party with us at Over The Moon! Catapult your content Over The Moon! @marilyn_lesniak @EclecticRedBarn

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    1. Marilyn
      Dear, thank you for visiting and commenting.
      Wishing you a beautiful new week,
      ༺❀༻ with sincere gratitude ༺❀༻

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  10. I've always loved the story of Levi Strauss and his jeans. I first read it in German class many years ago. Thanks for sharing!

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    1. Magical Mystical Teacher
      I welcome you with a big hug, it is I who thank you, and from the deep of my heart, believe me!
      Sending blessings of Joy on your day ಌ•❤•ಌ

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  11. I will think of this every time I pull on my pants! I wear jeans more than any or type of trousers.

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    1. David M. Gascoigne
      your nice words put a smile on my face, thank you dear friend of mine!
      Sending hugs and more hugs across the miles ∗⊱༺♡❀♡༻⊰∗

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  12. Sempre curato nei minimi dettagli ogni tuo post..
    Dolce dany grazie per averlo condiviso con noi..
    Un abbraccio

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    1. infuso di riso
      grazie infinite per le belle parole e per la visita, carissima, sempre tanto, tanto gradita!
      Contraccambio il tuo abbraccio con tutto il cuore
      augurandoti una piacevole serata *♥*Ƹ̴Ӂ̴Ʒ*♥*

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  13. What an interesting history! Thanks for sharing at Vintage Charm! xo Kathleen

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    1. Kathleen
      it I who thank you both for your visit and for your so beautiful words!
      Enjoy the remainder of this Spring weekend,
      ╰⊰✿ darling friend ✿⊱╮

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I WHOLEHEARTEDLY THANK YOU FOR YOUR THOUGHTS AND WORDS, SO PRECIOUS TO ME.