PRIMA DI TUTTO, DA DOVE DERIVA LA PAROLA CHRISTMAS CHE TRADUCIAMO CON NATALE?
Il 25 dicembre 1038, come riportato da una cronaca anglosassone dell'epoca, fu usata per la prima volta l'espressione "Cristes Maessam", la Messa di Cristo, che con il passare del tempo venne abbreviata in Christmas- in italiano Natale. Quella era l'epoca dell'inglese medio, parlato dopo la conquista normanna (1066) fino alla fine del XV secolo. Il termine a sua volta deriva dall'inglese antico "Cristes-messe", che letteralmente significa la messa di Cristo. La parola "messa" deriva dal latino "missa", una celebrazione dell'Eucaristia, fatta in memoria di Gesù Cristo, dove i cristiani mangiano pane e bevono vino. Ma non tutto è latino. L'abbreviazione XMAS è spesso usata sostituendo al termine christ ("Cristo") una X, variante latina del greco χ (χί, Chi), indicante la prima lettera del nome χριστός (christós - "Cristo"), tratto da il termine ebraico "Messia", che significa unto.
Il termine si trova già a partire dal XVI secolo nell'antico inglese "X'Tmemas" e, ancor prima, nella forma ancora più antica "Xres Mæsse".
LE PAROLE FESTA, AVVENTO E NATIVITÀ
La parola festa deriva dal termine latino "festivus". Originariamente significava gioioso, allegro e giocondo. È anche legato a "festum" che significa intrattenimento o vacanza. Avvento deriva dal latino "adventus", che vuol dire arrivo o avvicinamento, ed è palesemente riferito alla venuta di Cristo.
Natività deriva anche da una famiglia di parole latine: "nativus", "nativitas", "nativitatem", che si riferiscono all'essere venuto alla luce e alla nascita di Gesù Bambino. La parola si fece strada nell'inglese attraverso l'influenza francese, probabilmente durante la conquista normanna delle isole britanniche, durante l'XI secolo.
IL PLUM PUDDING, IL BUDINO DOLCE DI NATALE
Innanzitutto va fatta una precisazione: in inglese il sostantivo 'plum' significa susina, ma non in questo caso. La tradizione inglese e irlandese di mangiare il budino di Natale è stata portata attraverso l'Atlantico e diffusa nelle colonie. Alcuni storici ritengono che il budino di Natale avesse tradizionalmente tredici ingredienti, uno per Cristo e uno per ciascuno degli Apostoli. Ma le ricette attuali sono molto più semplici.
Il lessicografo americano Noah Webster ha definito il budino di Natale come un
"budino contenente uvetta o ribes".
La parte contraddittoria di questa storia è che "budino" non era originariamente usato per indicare un dolce, ma a un mix di carne, spezie e sangue, che veniva bollito dopo essere stato insaccato nell'intestino dell'animale. Ma la parola serpeggiò lungo la storia, fino a diventare associata a cibi ricchi e dolci. Il budino di Natale è un'esempio di questi, dove la parola 'plum' si riferisce, quindi, all'uvetta o al ribes che gli conferiscono dolcezza.
DA DOVE NASCE BABBO NATALE E LA TRADIZIONE DI SCAMBIARSI DONI?
Il nome Santa Claus, per noi italiani Babbo Natale, proviene da San Nicola il santo patrono dei bambini; egli era nato nell'attuale Turchia intorno all'anno 280 e, rimasto orfano di entrambi i genitori da giovane, decise di donare la sua eredità per aiutare i poveri, divenendo, in seguito, sacerdote. La tradizione di fare regali per emularlo divenne popolare nel Nord Europa fino al 1500, grazie anche alla sua fama di compiere miracoli. I coloni olandesi, che lo avevano soprannominato Sinterklaas, portarono il termine negli Stati Uniti, dove la parola si trasformò lentamente in Santa Claus. Questa è una parola che ha davvero viaggiato per il mondo, portando tradizione e significato ovunque andasse!
CHE LEGAME ESISTE TRA I RAGNI E GLI ALBERI DI NATALE?
La storia dei ragni e degli alberi di Natale era popolare in Germania. In passato, le persone volevano che i loro animali facessero parte della celebrazione del Natale perché si credeva che il Gesù Bambino fosse nato in una stalla. Quindi, permettevano ai loro animali di entrare nelle loro case per vedere l'albero di Natale alla sera della vigilia.
Si diceva che le casalinghe non permettevano ai ragni di entrare nelle loro case perché non volevano che essi ne rovinassero gli interni. I ragni, infelici per essere esclusi, si lamentarono con Gesù Bambino, il quale si rattristò a sua volta e li aiutò ad entrare in casa a tarda notte per guardare l'albero di Natale.
I ragni ne furono felicissimi: si muovevano lenti e allegri da un ramo all'altro per tutta la notte. Gli alberi furono coperti da ragnatele. Le casalinghe rimasero davvero sorprese il giorno dopo vedendo cosa avevano fatto i ragni. Tutte le ragnatele erano state trasformate in fili argentati scintillanti grazie all'aiuto di Gesù Bambino.
La tradizione di decorare l'albero di Natale con la canutiglia è ancora oggi seguita. Danno lucentezza e brillantezza all'albero di Natale.
LA TRADIZIONE DI INVIARE CARTOLINE DI NATALE RISALE ALL'ETÀ VITTORIANA, COSI' COME SI DICE?
Dovete sapere che la storia dell'invio delle cartoline di Natale risale a molto prima. Essa ci riporta all'inizio del XVII secolo, quando un eminente medico tedesco, Michael Maier, inviò festosi saluti al re Giacomo I d'Inghilterra.
Il medico nato a Rendsburg e consigliere reale dell'arciduca d'Austria, Rodolfo II, era in visita in Inghilterra nel dicembre 1611 quando inviò la cartolina di Natale a re Giacomo e a suo figlio, il principe di Galles, Enrico Federico.
A differenza delle odierne cartoline di Natale stampate, il saluto di Maier era un manoscritto contenente un disegno di una rosa che si credeva fosse basato su immagini rosacrociane, ossia volte ad indicare la perfezione morale e spirituale. Una rosa su una croce è il simbolo della fratellanza spirituale mondiale, basata sulla saggezza e la cultura tramandata dai tempi antichi.
La cartolina di Natale conteneva il testo:
“Un saluto per il natale del Sacro Re e al venerabilissimo ed energico signore ed eminentissimo Giacomo, re di Gran Bretagna e Irlanda, difensore della vera fede, con un gesto di gioiosa celebrazione del Natale del Signore. Con grande gioia e fortuna, entriamo nel nuovo fausto anno 1612”.
Ora è negli archivi nazionali scozzesi, ma non è esposta al pubblico a causa della sua fragilità. Gran parte del testo che adorna la rosa è quasi invisibile ad occhio nudo e può essere visto solo dalla luce ultravioletta.
Nonostante il legame reale nel 1611, le cartoline di Natale non decollarono commercialmente fino a due secoli dopo. La tradizione delle grandi celebrazioni per il Natale è cresciuta rapidamente nel 1800, in soprattutto dovuta al desiderio del pubblico di emulare le sontuose celebrazioni della regina Vittoria e del principe Alberto. Fu così che l'usanza di inviare cartoline di Natale divenne commerciale.
Nel 1843, un alto funzionario statale, Sir Henry Cole, ricco uomo d'affari, desiderava inviare un biglietto di auguri ad amici e colleghi di lavoro per augurare loro un Buon Natale. Incaricò quindi l'artista inglese John Callcott Horsley di disegnare la cartolina augurale. Horsley disegnò, quindi, di sua iniziativa, una scena festiva raffigurante un gruppo di persone che consumano la cena di Natale intorno al tavolo da pranzo, con un saluto stagionale.
E PER QUANTO RIGUARDA L'ESPRESSIONE MERRY CHRISTMAS CHE TRADUCIAMO CON BUON NATALE?
L'espressione Merry Christmas è stata coniata nel Regno Unito.
Nell'inglese antico la parola "merry" significava piacevole, allegro aveva un significato più forte di felice anche se noi lo traduciamo semplicemente con 'buon'.
La prima volta che venne usata questa espressione risale al 1565: la troviamo in un manoscritto della cittadina inglese di Hereford:
"E così ti affido a Dio, che ti invii un (Merry Christmas)-Buon Natale".
Al successo del termine contribuì anche il primo biglietto di auguri stampato per il Natale del 1843, di cui abbiamo parlato poco sopra, che conteneva la scritta:
"(Merry Christmas)-Buon Natale e Felice Anno Nuovo a te".
Il Natale si avvicina sempre di più, Carissimi Amici,
prepariamo il nostro cuore a riceverlo.
Ci vediamo per un altro post prima che arrivi!
A presto ❤
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