domenica 30 aprile 2017

The Hermesvilla in Wien, Sisi - Queen Titania's Retreat.



Era l'estate del 1881 quando il Kaiser Franz Joseph, stanco di doversi separare, talvolta anche per lungo tempo, dalla sua amata Sisi che mal tollerava la vita di corte e che non appena poteva lasciava Vienna, talora anche per mesi e mesi, decise di farle dono di un castello alle porte della capitale, utilizzando la riserva di caccia del Lainzer Tiergarten ...

A quel tempo erano in pieno svolgimento i lavori nella zona centrale del RING - l'ANELLO che raccorda i principali viali della capitale, una sorta di circonvallazione che ricalca le antiche mure medievali che anticamente circondavano il centro storico di Vienna, su cui furono edificati i più importanti e prestigiosi palazzi di rappresentanza appartenenti all'epoca imperiale, dal Neue Burg, al Kunsthistorische Museum, al Naturhistorische Museum, allo Staatsoper, al Burgtheater, accanto ai quali sorsero il Parlament, il Rathaus, e l'Universität, rispondenti allo spirito sempre più democratico che andava assumendo il governo.


La Coppia Imperiale inaugura i viali del Ring il 1 maggio del 1865



Come ben potete immaginare, si trattava di lavori davvero imponenti che coinvolsero i più grandi architetti e costruttori del tempo e che li videro impegnati per più di mezzo secolo ( cominciarono con l'anno 1859, l'inaugurazione dei cantieri a lavori già avviati è datata 1 maggio 1865, e gli ultimi palazzi furono conclusi dopo il 1912 ) e proprio all'architetto di corte Karl von Hasenauer, già incaricato di realizzare tali opere, fu fatta richiesta di metter mano al progetto di quello che sarebbe divenuto il castello di Titania 1, dapprincipio nominato"Villa Waldruh" realizzato tra il 1882 ed il 1886.


Carl v. Hasenauer, Entwurf zur Hermesvilla, 1881, Fotostudio Otto, © Wien Museum


L'anno prima del suo completamento, ossia prima ancora che fossero costruite le stalle che dovevano ospitare i cavalli dell'imperatrice, Costei, dopo aver commissionato allo scultore tedesco Ernst Herter l'Hermés der Wächter ("Hermés il Guardiano"), che la mitologia classica voleva fosse protettore dei viaggiatori e che Sua Maestà intendeva porre al centro del giardino della villa, lo rinominò Hermesvilla e fu questo che divenne a Suo dire, il suo Castello dei Sogni (Schloss der Träume).

Non tutti i Viennesi videro di buon occhio tale realizzazione che si sovrapponeva ai lavori di bonifica e di miglioria urbanistici, poiché non era del tutto chiara la reale provenienza dell'ingente somma di denaro che fu necessaria per portare a termine tale castelluccio che possiamo collocare tutt'oggi tra le più belle dimore romantiche che il periodo vittoriano vide sorgere in tutta Europa.



L'Hermesvilla vanta interni opulenti con mobili originali permanentemente in mostra.
Al tempo furono coinvolti i più importanti artisti del periodo vittoriano austriaco: una menzione particolare per gli appartamenti privati ​​dell'imperatrice Elisabetta la meritano i blasonati August Eisenmenger e Hugo Charlemont che si occuparono del progetto della palestra di Sua Maestà, le cui pareti sono affrescate con dipinti che riportano scene sportive tratte dal mondo classico, mentre la camera da letto in cui troneggia un enorme letto di stato appartenente al XVIII° sec. 


deve i suoi dipinti ispirati a il "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, al pittore Hans Makart ( dalla stanza una scaletta a chiocciola consente l'accesso, tramite il piano sottostante, direttamente la giardino ).
Ed ancora degni di nota sono lo studio di Franz Joseph, decorato da Bernhard Ludwig, così come la "Sala Terrena" al piano terra, per il progetto della quale fu incaricato lo scultore Viktor Tilgner.

Il Kaiser pretese che i 2500 ettari appartenenti alla intera proprietà venissero completamente spianati onde eliminare anche le minima asperità del terreno in modo da poter consentire alla sua amata di esercitare al meglio lo sport che prediligeva, ossia l'equitazione, che la vedeva impegnata in lunghe cavalcate ogni giorno - sappiamo infatti che l'imperatrice era tra le più abili ed ammirate amazzoni del suo tempo - e spesso, durante i fine settimana di primavera, l'imperatore si univa a lei in questo luogo incantato immerso nel verde, nell'immediata periferia di Vienna


ed allora Titania ritrovava il suo adorato Oberon.
Pensate che si narra che tale fosse l'amore che questa amabile creatura che fu chiamata a divenire imperatrice nutriva per la Natura, ammirata soprattutto nell'esibizione di quanto di incommensurabile le appartiene, il mare, il cielo, il vento, e le sue incontenibili forze, quali un temporale od una tempesta in mare aperto, amasse prendere un materasso e porlo sotto la finestra della sua stanza per dormire guardando il cielo !


WANDLE ICH AUCH UNTLER MENSCHEN,
IHRESGLEICHEN BIN ICH NICHT ... 2


ANCHE SE VADO ERRANDO TRA GLI UOMINI,
NON SONO PARI LORO ... 




Ma con il trascorrere degli anni e l'aumentare delle afflizioni che il destino aveva in serbo per la nostra amata imperatrice, sempre più andò crescendo l'irrequietezza che tormentava il suo animo, e sempre più la vedremo lontana dalla capitale austriaca e dalla sua famiglia, sovente per recarsi in località turistiche balneari dove svernare o in stazioni termali onde lenire i suoi malesseri ... si sa quanto l'emotività ed uno stato depressivo profondo e costante agisca irrimediabilmente minando il fisico, indebolendo cuore e polmoni inducendola a cercare sempre quel qualcosa che mai si troverà ... almeno qui su questa nostra terra ... ( da non dimenticare che Sisi soffriva anche di gotta, forse dovuta o senz'altro aggravata dai 'succhi di carne' che facevano parte da molti anni della sua dieta quotidiana: erano questi un pieno di proteine ben maggiore di quanto fosse necessario per avere l'energia che il suo fisico richiedeva onde reggere la superattività cui ella lo voleva sottoporre )


Stanchissima Titania vagando va nel parco, 
pensosa le trecce si scioglie
e compone strofe nuove ripensando ai vecchi tempi,
quando lei qui indugiava ad attendere l'amato
che a raggiungerla si affrettava al chiarore della luna --
"Su questa panchina a lungo sedevamo abbracciati,
mentre dal parterre si udivan suoni e canti; 
là partivano razzi, si accendevano fuochi del Bengala,
qui filtrava appena l'argento della luna piena attraverso
la volta di foglie di castani
e ci scambiavamo baci ardenti, come la più tiepida
notte di luna,
mai pensando al mattino che tutto rende grigio e,
ahimè!, più freddo".
Questi i malinconici ricordi di Titania durante le sue
passeggiate serali.
E' rimasto solo il grigio e da tempo è muto il canto!3



Con il cuore colmo di gioia, così come accade ogni qualvolta tratto di tali argomenti, 
prendo congedo da voi, 
augurandovi tanta letizia e tanta serenità di cuore,


a presto 💕










FONTI BIBLIOGRAFICHE: 


Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München
1995;

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998;

ELISABETTA D'AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989;

Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001;


Marguerite Cornell Owen, THE MARTYRDOM OF AN EMPRESS WITH PORTRAITS FROM PHOTOGRAPHS [ 1898]HARPERS & BROTHERS PUBLISHERS, NEW YORK AND LONDON, collected by Benno Loewy, bequeathed to Cornell University - The Cornell University Library Digital Collection;

Conte Egon Cesar Corti, L'imperatrice ElisabettaMondadori, Milano, 1937;

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982;

Brigitte Hamann, (a cura di)ELISABETH Bilder einer KaiserinAmalthea Verlag, 1998;

Marie Louise, Countess Larisch von Wallersee-Wittelsbach with Paul Maerker Branden and Elsa Brander, HER MAJESTY Elisabeth of Austria-Hungary, The Beautiful, Tragic Empress of Europe's Most Brilliant Court, DOUBLEDAY, DORAN & COMPANY Inc. GARDEN CITY, NEW YORK, 1934;

Maria Matray - Answald Kruger, L'attentato, MGS PRESS, Trieste, 1998;

Xavier Paoli, THEIR MAJESTIES AS I KNEW THEM - Personal Reminescences of the Kings and Queens of Europe, EDITORA GRIFFO (edizione originale Parigi, 1934);

Gabriele Praschl - Bichler, L'Imperatrice Elisabetta, Longanesi & C., Milano, 1997;


Gabriele Praschl-Bichler, Josef Cachée, "...von dem müden Haupte nehm' die Krone ich herab": Kaiserin Elisabeth Privat, Amalthea Signum Verlag, Wien, 1981; 


Irma Sztáray, Elisabeth gli ultimi anni, L'imperatrice raccontata dalla sua Dama d'onore, (titolo originale: Aus den letzten Jahren der Kaiserin ElisabethMGS PRESS, Trieste, 2010.




CITAZIONI E NOTE:

1 - Titania, Regina delle Fate, è la bella sposa di Oberon, Re degli Elfi. Entrambi, sono protagonisti, con la loro intricata storia d'amore, della commedia shakespeariana: A Midsummer Night's Dream; in lei l'imperatrice s'identificava quando prendeva la sua penna in mano per scrivere versi poetici e sotto tale pseudonimo scriveva.

2 - Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998, pag. 262;

3 - Op. cit. pag. 65.





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- picture 1




It was the Summer of 1881 when the Kaiser Franz Joseph, tired of having to separate, sometimes even for long times, from his beloved Sisi, who hated the court life and, as soon as she could, left Vienna, sometimes for months and months, dedided to give her a castle as a gift at the doors of the Austrian capital, using the Lainzer Tiergarten hunting reserve ...

At that time they were in full progress the works in the central RING area connecting the main avenues of the capital, a sort of beltway that resembles the ancient medieval walls that formerly surrounded the historic center of Vienna, on which they were built the most important and prestigious representative buildings belonging to the imperial era, the Neue Burg, the Kunsthistorische Museum, the Naturhistorische Museum, the Staatsoper, the Burgtheater, next to which emerged the Parliament, the Rathaus and the Universität, in order to respond to the spirit always more democratic that the government was taking.




- picture 2 - The Imperial Couple inaugurates the Ring Avenues on May 1st, 1865




As you can imagine, these were really impressive works involving the greatest architects and builders of the time and they saw them busy for more than half a century (they began with the year 1859, the inauguration of the yards at work already started is dated May 1st, 1865, and the last palaces were completed after 1912), and the court architect Karl von Hasenauer, who was already commissioned to carry out such works, was asked to give a hand to the project of what would have became Titania's Castle 1, named at first "Villa Waldruh"




- picture 3 - Carl v. Hasenauer, Entwurf zur Hermesvilla, 1881, Fotostudio Otto, © Wien Museum




realized between 1882 and 1886.
The year before it were ended, that is just before they were built the stables that had to accommodate the Empress' horses, She, after commissioning the Hermes der Wächter (Hermès the Guardian) to the German sculptor Ernst Herter - Hermes was for the Classic mythology the protector of travelers and Her Majesty wanted to lay it in the center of the garden of the villa - renamed this little castle Hermesvilla and this was what became Her Dream Palace Schloss der Träume ).

Not all Viennese people saw with sympathize this realization 'overlapping' the works of reclamation and improvement of their city because it was not entirely clear which was the real origin of the huge amount of money that was needed to bring about that castelluccio that we can still place amongst the most beautiful romantic buildings that the Victorian period saw building throughout Europe.




- picture 4


- picture 5




The Hermesvilla boasts opulent interiors with original furniture still on display.
O f course, at the time, the most important artists of the Austrian Victorian period were involved: a special mention for the private apartments of the Empress Elisabeth deserves the distinguished and titled August Eisenmenger and Hugo Charlemont who took care of the project of the gym of Her Majesty, the walls of which are frescoed with paintings depicting sports scenes from the classical world, while the bedroom has a huge bed belonging to the age of Empress Marie Therese, the 18th century




- picture 6




and has paintings inspired by Shakespeare's "Dream of a Midnight's Night", by Hans Makart (from the bedroom a spiral staircase allows to access, through the floor below, directly to the garden).
And still worthy of note are Franz Joseph's study, decorated by Bernhard Ludwig, as well as the "Sala Terrena" on the ground floor, for which the sculptor Viktor Tilgner was commissioned.

The Kaiser claimed that the 2500 hectares belonging to the entire property would be completely paved so as to eliminate even the slightest roughness of the ground to allow her  beloved one to exercise at her best the sport she loved most, that is horse riding, which saw her engaged in long rides every day - we know that the Empress was one of the most skilled and admired amazons of Her time - and often during the Spring weekends, the Emperor joined Her in this enchanting place immersed in green, in the immediate periphery of Vienna




- picture 7




And then Titania found back Her beloved Oberon.
Just think that so immense it was the love that this lovable creature, who was called to become Empress, nourished for Nature, the Nature admired especially in the exaltation of its immeasurable dimensions, the sea, the sky, the wind, and its incontinable forces, such as a storm or a gale in the open sea, that she often loved to take a mattress and put it on the floor under the window of Her bedroom to sleep not in Her bed, but looking at the sky !


WANDLE ICH AUCH UNTLER MENSCHEN,
IHRESGLEICHEN BIN ICH NICHT ... 2





- picture 8 - Kaiserin Elisabeth together with her Greek reader Mr.Backer





EVEN IF I GO WANDERING AMONGST THE MEN,
I'M NOT LIKE THEM ...


But with the passing of the years and the increasing afflictions that fate had in store for our beloved Empress, the growing turmoil that tormented Her spirit grew more and more and we will see Her far away from the Austrian capital and her family, often to go to seaside resorts where to spend the Winter or to thermal resorts so as to soothe Her illness ... it is known how a deep and constant depressive mood and depression itself can work irretrievably by undermining the physic, weakening the heart and lungs, and pushing always to look for that something that will never be found ... at least here on the earth ...let's don't forget that Sisi also suffered from gout, perhaps due to or unduly aggravated by the 'juices of meat' that were part for many years of Her daily diet: these were a full of proteins far greater than needed to give her physic the energy it required to sustain the superactivity she wanted to submit it )



Far tired Titania goes wandering into the park,
thoughtful her braids she gets undone
and compose new verses thinking back to the old times,
when she was here to wait for her beloved one
who to reach her he was going at the clarity of the moon -
"On this bench for long time we were hugging,
while sounds and songs we heard from the parterre;
there were rockets and they lighted flames from Bengal,
here just the full moon silver filtered through
the vault of the Chestnut trees leaves
and we exchanged kisses, as flamboyant as the warmest
moon night,
never thinking about the morning that everything makes gray and,
Alas!, colder. "
These are the melancholy memories of Titania during her
evening walks.
Only the gray is left and the song is mute for so long!3





With my heart filled with joy, as I always happen when I deal with such topics,
I take my leave of you,
wishing you so much gladness and serenity of heart,


see you soon 💕















BIBLIOGRAPHIC SOURCES: 


Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München
1995;

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998;

ELISABETTA D'AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989;

Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001;


Marguerite Cornell Owen, THE MARTYRDOM OF AN EMPRESS WITH PORTRAITS FROM PHOTOGRAPHS [ 1898]HARPERS & BROTHERS PUBLISHERS, NEW YORK AND LONDON, collected by Benno Loewy, bequeathed to Cornell University - The Cornell University Library Digital Collection;

Conte Egon Cesar Corti, L'imperatrice ElisabettaMondadori, Milano, 1937;

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982;

Brigitte Hamann, (a cura di)ELISABETH Bilder einer KaiserinAmalthea Verlag, 1998;

Marie Louise, Countess Larisch von Wallersee-Wittelsbach with Paul Maerker Branden and Elsa Brander, HER MAJESTY Elisabeth of Austria-Hungary, The Beautiful, Tragic Empress of Europe's Most Brilliant Court, DOUBLEDAY, DORAN & COMPANY Inc. GARDEN CITY, NEW YORK, 1934;

Maria Matray - Answald Kruger, L'attentato, MGS PRESS, Trieste, 1998;

Xavier Paoli, THEIR MAJESTIES AS I KNEW THEM - Personal Reminescences of the Kings and Queens of Europe, EDITORA GRIFFO (edizione originale Parigi, 1934);

Gabriele Praschl - Bichler, L'Imperatrice Elisabetta, Longanesi & C., Milano, 1997;


Gabriele Praschl-Bichler, Josef Cachée, "...von dem müden Haupte nehm' die Krone ich herab": Kaiserin Elisabeth Privat, Amalthea Signum Verlag, Wien, 1981; 


Irma Sztáray, Elisabeth gli ultimi anni, L'imperatrice raccontata dalla sua Dama d'onore, (titolo originale: Aus den letzten Jahren der Kaiserin ElisabethMGS PRESS, Trieste, 2010.





QUOTATIONS AND NOTES:

1 - Titania, Queen of the Fairies, is the beautiful bride of Oberon, King of all the Elves. Both are the protagonists, with their intricate love story, of Shakespeare's comedy: A Midsummer Night's Dream; in her the Empress identified Herself as soon as She took Her pen in Her hand to write Her poems and under that pseudonym She wrote.

2 - Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998, p. 262;

3 - Op. cit. p. 65.




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domenica 23 aprile 2017

Lines Written in Early Spring: William Wordsworth, the Romanticism in the English poetry and Rydal Mount.



Lines Written in Early Spring.

I heard a thousand blended notes, 
While in a grove I sate reclined, 
In that sweet mood when pleasant thoughts 
Bring sad thoughts to the mind. 

To her fair works did Nature link 
The human soul that through me ran; 
And much it grieved my heart to think 
What man has made of man. 

Through primrose tufts, in that green bower, 
The periwinkle trailed its wreaths; 
And ’tis my faith that every flower 
Enjoys the air it breathes. 




The birds around me hopped and played, 
Their thoughts I cannot measure:— 
But the least motion which they made 
It seemed a thrill of pleasure. 

The budding twigs spread out their fan, 
To catch the breezy air; 
And I must think, do all I can, 
That there was pleasure there. 

If this belief from heaven be sent, 
If such be Nature’s holy plan, 
Have I not reason to lament 
What man has made of man?


William Wordsworth,  April 1798.




Along with Samuel Taylor Coleridge, William Wordsworth is considered in full-standing the poet who, at the end of the eighteenth century, introduced the Romantic movement in the English poetry scene consecrated by the LYRICAL BALLADS (1798) - at which worked they worked together in four poems, the luckiest of which by far is The Rime of the Ancient Mariner - because in his entire poetic production shows a particular sensitivity and affinity with the Nature, so much so that sometimes he's also defined as the initiator of the Naturalism, often with the Romantiscism superimposed and aligned , especially if we read the famous lines of his poetry I wandered Lonely as a Cloud, also known under the title Daffodils, which of the English Romance can be considered a sort of 'manifesto':

I wandered lonely as a cloud
that floats on high o'er vales and hills,
when all at once I saw a crowd,
a host, of golden daffodils;
beside the lake, beneath the trees,
fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company.
I gazed--and gazed--but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.


William Wordsworth, April 10th, 1815



It is Dorothy, the poet's sister whose extraordinary sensitivity became a key point of mediation in his dialogue with the Nature, who describes the occasion that gave rise to his desire to write these verses:

« When we were in the woods beyond Gowbarrow Park we saw a few daffodils close to the water side, we fancied that the lake had floated the seed ashore & that the little colony had so sprung up – But as we went along there were more & yet more & at last under the boughs of the trees, we saw that there was a long belt of them along the shore, about the breadth of a country turnpike road. I never saw daffodils so beautiful they grew among the mossy stones about and about them, some rested their heads upon these stones as on a pillow for weariness & the rest tossed and reeled and danced & seemed as if they verily laughed with the wind that blew upon them over the Lake, they looked so gay ever dancing ever changing. This wind blew directly over the lake to them. There was here & there a little knot & a few stragglers a few yards higher up but they were so few as not to disturb the simplicity & unity & life of that one busy highway – We rested again & again » 1


The empathy for Nature which Wordsworth patently manifest to exist in his mind and the 'conversation' which he entertains with It introduces he to us as a man with a keener sensitivity than what is ordinary to have, with more enthusiasm and more feeling than it's usual, with a deeper knowledge of the human nature and a soul capable of greater understanding; everything leads us to suppose that if it had not become a poet, in all likelihood he would have become a landscape designer, it's enought to have a look at how he organized the green which he designed and realized in the residence at the time that he had already chosen for his family, composed by his wife Mary, three of their children, John, William and Dora - two had died just the year before: Catherine, aged three, for seizures, and Thomas, six, for measles - and his sister Dorothy: I'm talking about Rydal Mount,




a lovely house located in the Lake District, where he spent about half of his life, ie 37 years, until his death which came in 1850: rented in 1813 it became the place that rocked each verse of his since then and where, on the other hand, he gave the final form to the poem that made him famous, and which a few minutes ago we have read just above.

Here he gave life to an extraordinary Romantic garden which still preserves intact the original imprint that he would give it, leading him to dig by his own hand four long terraces and a series of natural pools, moving the stones to vary the sound. One of them became home to some goldfish that were donated to Dorothy in a glass jar and the gesture to render them the freedom inspired in him two poems, that's why when some visitors or guests arrived at Rydal Mount, when they were shown the house, the servant so expressed himself:



“This is my master’s library... but his study is out of doors.”2



In Wordsworth the transportation for the Nature is evident and tangible, and the frequentation of Coleridge introduced him to the Kantian naturalism leading him to sharpen his sensitivity for the Voice of Creation ... like a painter who with his easel sits and immerses himself in the green to transfer it to the canvas, Wordsworth created his own poems either verbally, dictating the verses aloud to his wife Mary or his beloved daughter Dora to transcribe them while walking in the garden, or with his own hands, creating scenarios that even today speak of him through the many flowering plants that he planted, including rhododendrons and laburnum, but being particularly fond of wild flowers he did not fail to plant primroses, wild geraniums, poppies, lichens, mosses and ferns which, with their leaves, overshadowed plants of clover and wild strawberries.




And could this enchanted universe be lacking of the daffodils, that are the spontaneous narcissus ?

Although they were not the flowers that he preferred, Wordsworth sown 1847 bulbs in a lawn to mark the year of the demise of his beloved daughter Dora who left this life at only 42 years since they were the flowers she loved so: since then they are naturalized and every April the carpet that they have created thickens increasingly:


‘When the sun streams across the lake from the fells it’s a magical sight.’3


In his Romantic, intimate and unique bond with the Nature, Wordsworth admires It as a Superior Entity, accessed through the Beauty which comes from the philosophical mind, since, even in Its mutate, It always remains equal to Itself, while the man, called to live his life, evolves, grows, suffers, thinks, often, more and more with the passing of the years to his immortality, and depresses himself discovering his frailty ... well, in Its great Benevolence the Nature becomes Protectress and almost Maternal, is able to make us understand and accept this limitation of our human existence, the Nature comforts us, welcomes us, can make us rejoice ... always ...


Then, sing, ye birds, sing, sing a joyous song!
          And let the young lambs bound
          As to the tabor’s sound!
     We, in thought, will join your throng, 
          Ye that pipe and ye that play, 
          Ye that through your hearts to-day 
          Feel the gladness of the May!
What though the radiance which was once so bright 
Be now for ever taken from my sight,
     Though nothing can bring back the hour 
Of splendour in the grass, of glory in the flower;
          We will grieve not, rather find
          Strength in what remains behind;
          In the primal sympathy
          Which having been must ever be;
          In the soothing thoughts that spring
          Out of human suffering;
          In the faith that looks through death, 
In years that bring the philosophic mind.


And 0, ye Fountains, Meadows, Hills, and Groves,
Forebode not any severing of our loves!
Yet in my heart of hearts I feel your might;
I only have relinquish’d one delight
To live beneath your more habitual sway;
I love the brooks which down their channels fret
Even more than when I tripp’d lightly as they;
The innocent brightness of a new-born day
               Is lovely yet;
The clouds that gather round the setting sun
Do take a sober colouring from an eye
That hath kept watch o’er man’s mortality; 
Another race hath been, and other palms are won.
   Thanks to the human heart by which we live,
   Thanks to its tenderness, its joys, and fears,
   To me the meanest flower that blows can give
   Thoughts that do often lie too deep for tears.

  From Intimations of Immortality from Recollections of Early Childhood, 1807







Thank you so much for having followed me up to here, 
my dear friends and loyal readers,
I'm leaving you with my warmest hug,



see you soon 💕













SOURCES:

Stephen Gill, William Wordsworth: A Life, Oxford University Press, New Ed edition, 1990;

William Wordsworth, The Poetical Works of William Wordsworth, Thomas Hutchinson Editor, Oxford University Press, 1963;






QUOTES:

1 - WIKIPEDIA;

2 - MailOnline;

3 - MailOnline.













Versi scritti all'inizio della primavera


Sentii migliaia di note mischiate tra loro,
Mentre sedevo adagiato in un boschetto,
In quel dolce stato in cui i pensieri dilettevoli
Portano alla mente pensieri tristi.

Al suo giusto lavoro la natura ha collegato
L’animo umano che è corso lungo me;
E molto si è addolorato il mio cuore a pensare
Ciò che l’uomo ha fatto all’uomo.

Attraverso i ciuffi delle primule, in quel dolce luogo ombroso,
La pervinca ha strascicato la sua corona;
E così la mia fede che ogni fiore
Apprezzi l’aria che respira.




- fotografia 1



Gli uccelli intorno a me saltellavano e giocavano:
Non potevo misurare il loro pensieri,
Ma anche il minimo movimento che facevano,
Sembrava un trillio di piacere.

I ramoscelli in erba spargevano i loro ventagli,
Per catturare l’aria fresca;
E devo pensare, facendo tutto il possibile,
Che ci fosse piacere in questo luogo.

Se questa convinzione fu inviata dal paradiso,
Se tale è il sacro piano della Natura,
Non ho forse ragione di lamentarmi
Di ciò che l’uomo ha fatto dell’uomo?


William Wordsworth,  aprile 1798.



Insieme con Samuel Taylor ColeridgeWilliam Wordsworth è considerato a pieno titolo colui che alla fine del XVIII° secolo introdusse il movimento Romantico nel panorama poetico inglese consacrato dalle LYRICAL BALLADS (1798) - a cui lavorarono a quattro mani in quattro poesie, la più fortunata delle quali in assoluto rimane The Rime of the Ancient Mariner - poiché nell'intera sua produzione poetica manifesta una particolare sensibilità ed affinità con la Natura, tanto che talora lo si trova definito come iniziatore del Naturalismo in poesia, spesso con il Romanticismo sovrapposto ed allineato, soprattutto se si leggono i famosi versi della sua poesia I Wandered Lonely as a Cloud, conosciuta anche con il titolo Daffodils, che del Romanticismo Inglese può essere considerata una sorta di manifesto:

Vagavo solitario come una nuvola
che fluttua in alto sopra valli e colline,
quando all'improvviso scorsi una folla,
un mare, di narcisi dorati;
vicino al lago, sotto gli alberi,
tremolanti e danzanti nella brezza.

Intermittenti come stelle che brillano
e luccicano nella Via Lattea,
si estendevano in una linea infinita
lungo il margine della baia:
con uno sguardo ne vidi diecimila,
che scuotevano il capo danzando briosi.

Le onde accanto a loro danzavano; ma essi
superavano in gioia le luccicanti onde:
un poeta non poteva che esser felice,
in una tale compagnia gioiosa.
Osservavo - e osservavo - ma non pensavo
a quanto bene un tale spettacolo mi avesse donato:

poiché spesso, quando mi sdraio sul mio divano
in uno stato d'animo ozioso o pensieroso,
essi appaiono davanti a quell'occhio interiore
che è la beatitudine della solitudine;
e allora il mio cuore si riempie di piacere,
e danza con i narcisi.


E' Dorothy, la sorella del poeta la cui straordinaria sensibilità divenne elemento di mediazione essenziale nel suo dialogo con la Natura, che ci descrive l'occasione che fece sorgere in lui il desiderio di scrivere tali versi:

« Arrivati nei boschi oltre Gowbarrow Park, abbiamo visto qualche giunchiglia sulla riva del lago e abbiamo immaginato che la piccola colonia fosse nata dai semi che il lago aveva portato sulla spiaggia. Ma proseguendo ne abbiamo viste sempre di più e alla fine sotto i rami degli alberi ne abbiamo notato una lunga striscia, larga più o meno quanto una strada di campagna, che costeggiava la spiaggia. Non ho mai visto giunchiglie tanto belle: crescevano tra le pietre muscose e tutt'intorno, alcune appoggiavano le corolle sulle pietre come per riposare su di un cuscino, il resto si agitava, ondeggiava, danzava e sembrava ridere sotto il vento che soffiava dal lago. Sembravano così allegre, sempre mutevoli, sempre sfuggenti. Il vento soffiava dritto su di loro dal lago. Qua e là si notava un viluppo e più in alto qualche pollone, ma erano così rade che non disturbavano affatto la semplicità, l'armonia e la vitalità di quella strada movimentata. Ci siamo fermati spesso. » 1




- fotografia 2




L'empatia che Wordsworth manifesta esistere nel suo animo per la Natura ed il colloquio che con essa intrattiene ce lo presenta come un uomo realmente dotato di una più acuta sensibilità di quanto sia ordinario, di maggiore entusiasmo e più sentimento del comune, che ha una più profonda conoscenza della natura umana e un'animo capace di maggiore comprensione; tutto ciò ci fa supporre che se non fosse divenuto un poeta, con ogni probabilità egli sarebbe divenuto un landscape-designer, ossia un paesaggista, basta osservare l'allestimento del verde che disegnò e curò nella residenza che egli aveva al tempo già scelto per la propria famiglia, composta dalla moglie Mary, da tre dei loro figli, John, Dora e William - due erano deceduti proprio l'anno prima: Catherine, di tre anni, per convulsioni, e Thomas, di sei, per morbillo - e da sua sorella Dorothy: sto parlando di Rydal Mount, 




- fotografia 3 e fotografia 4 - Rydal Mount





una deliziosa dimora situata nella regione del Lake District, dove trascorse circa metà della propria vita, ossia 37 anni, fino alla sua morte che sopraggiunse nel 1850: affittata nel 1813 divenne il luogo che cullò da allora ogni suo verso e dove, tra l'altro, diede definitiva stesura alla poesia che più lo rese famoso e che abbiamo da poco letto sopra.


Qui egli diede vita ad uno straordinario giardino Romantico che conserva ancor oggi intatta l'originaria impronta che volle conferirgli, giungendo a scavare di propria mano quattro lunghi terrazzamenti ed una serie di piscine naturali, spostando le pietre per variare il suono dell'acqua. Una di esse divenne patria di alcuni pesci rossi che erano stati donati a Dorothy in un vaso di vetro ed il gesto di render loro la libertà ispirò in lui due poesie, ecco perché quando capitavano visitatori od ospiti cui veniva mostrata la casa, il domestico così si esprimeva: 



 “Questa è la biblioteca del mio padrone ... ma il suo studio è fuori casa.”2




- fotografia 5 e fotografia 6 - Finestra della biblioteca di Rydal Mount




In Wordsworth il trasporto per la Natura è palese e tangibile e la frequentazione di Coleridge che gli fece conoscere il naturalismo kantiano lo portò ad affinare la sua sensibilità per la Voce del Creato ... come un pittore che con il proprio cavalletto si siede e si immerge nel verde per trasferirlo sulla tela, Wordsworth creava le proprie poesie e verbalmente, dettando ad alta voce alla moglie Mary o all'amata figlia Dora i versi da trascrivere mentre passeggiava in giardino, o con le proprie mani, dando vita a scenari che ancor oggi ci parlano di lui attraverso le innumerevoli piante da fiore che impiantò, tra cui rododendri e maggiociondoli, ma essendo particolarmente affezionato ai fiori spontanei non mancò di piantare primule, gerani selvatici, papaveri, licheni, muschi e felci che con le proprie foglie facevano ombra a piante di trifoglio e a fragole di bosco.



- fotografia 6


- fotografia 7


- fotografia 8




E potevano in questo universo fatato mancare le giunchiglie, ossia i narcisi spontanei, i Daffodils ?
Anche se non erano i fiori che preferiva, Wordsworth interrò ben 1847 bulbi in un prato per ricordare l'anno della scomparsa dell'adorata figlia Dora che la morte strappò a questa vita a soli 42 anni e che le amava: da allora si sono del tutto naturalizzati ed ogni anno in aprile il tappeto che hanno creato si infoltisce sempre più: 



- fotografia 9 - Daffodils a Rydal Mount




‘Quando il sole s'insinua attraverso il lago dalle colline lo spettacolo di cui si può godere è davvero magico.3


E allora cantate uccelli,

Cantate una gioiosa canzone !

E lasciate saltare i giovani agnelli

Al suono del tamburello !

Noi col pensiero ci uniamo alla folla

Quei flauti e quei suoni

Che attraversino i vostri cuori oggi

Senti la felicità di Maggio !

Ciò che per radianza era così luminoso

Sia preso per sempre dal mio sguardo

In quanto niente può far arretrare

L’ora di splendore nell'erba

Di gloria nel fiore

Non siamo più addolorati,

Piuttosto troviamo forza in ciò che è rimasto indietro

Nella primaria simpatia che è dovuta essere

Ciò che fu mai più sarà

Nei pensieri calmanti

Che fioriscono dalle sofferenze umane

Nella fede che guarda oltre la morte

Negli anni che porta con sé la mente filosofica.


E le Fontane, i Prati, le Colline, e i Boschi

Presagiscono nessun cruccio nei nostri tanti amori !

Ancora nel mio cuore sento dei cuori la tua potenza

Ho solo lasciato un diletto,

Per vivere lontano dalla tua abituale influenza

Amo i ponti sotto i quali scorrono i ruscelli

Ancor di più quando viaggiavo leggero come loro

L’innocente lucentezza di un giorno appena nato

È ancora amabile

Le nuvole che si muovono attorno al sole che tramonta

Prendono un colore sobrio

Per un occhio che ha osservato la mortalità dell’uomo

Un’altra razza è stata,

Ed altri palmi hanno vinto,

Grazie al cuore umano con cui viviamo

Grazia alla sua tenerezza, le sue gioie, e paure

Per me il più significativo dei fiori che sboccia può dare

Pensieri che spesso giacciono troppo in profondità per le lacrime.


Da Intimations of Immortality from Recollections of Early Childhood, 1807




Vi ringrazio infinitamente per avermi seguita fino a qui, 
miei cari amici ed affezionati lettori, 
e vi lascio con un caloroso abbraccio, 
dandovi appuntamento 



a presto 💕








- fotografia 10





FONTI BIBLIOGRAFICHE:

Stephen Gill, William Wordsworth: A Life, Oxford University Press, New Ed edition, 1990;

William Wordsworth, The Poetical Works of William Wordsworth, Thomas Hutchinson Editor, Oxford University Press, 1963;






CITAZIONI:

1 - WIKIPEDIA;

2 - MailOnline;