giovedì 16 novembre 2017

Decorating a Victorian Buffet Table.


Like true aesthete, attentive to the details aimed to create the beauty even in the smallest and negligible area of their everyday life as they were, our Victorians were real artists in decorating tables laid out for special occasions, from those for a simple buffet to those prepared for the Christmas celebrations.




A Buffet Table decorated with a large wreath and a lavish fountain in the middle, and golden ribbons draping the sides of the towel

Artistic arrangement for dinner table, complete with garlands of flowers and a fountain.



When THE ENCYCLOPEDIA OF PRACTICAL COOKERY - Editor Theodore Francis Garrett - was published in England in 1892, Queen Victoria had been sitting on her throne for more than 55 years and had already consecrated the period which we call in her honor Victorian Age just as a golden era for everything which was domestic and it is unquestionable that such a publication, which in the culinary sector represented one of the vertices, opened a new style for food, both for preparing and for presenting it.

Eliza Acton had published her Modern Cookery for Private Families that sold copies very quickly and introduced some of the conventions we may find in modern kitchen books such as measurements and cooking times and Mrs Beeton's Book of Household Management followed it as a best-seller for about 50 years.

You have to know that during the XIXth century over 100 popular cooking books were published, therefore the choice of time to produce an eight-volume encyclopedia should have been chosen with extreme accuracy and well-guided. It was a kind of thorough and detailed cooking treatise, with contributions of no fewer than ten kitchen chefs and far competent confectioners.

It was undoubtedly ambitious in its field - its subtitle is "A Complete Dictionary of All Pertaining to the Art of Cooking and Table Service," and it contains recipes for every occasion, including "ball suppers, picnics, garden party refreshments, race and boating baskets."

In all its details, the format of the Encyclopedia is quite classic, as it contains recipes, illustrations and descriptions of foods, but it's written with such care and passion that it happens to read more poetic than accurate measures: just think that in a recipe to prepare "Broad beans and cream" it's needed "a lump of butter the size of a fowl's egg."

It also contains recipes that could be rare for a today's chef, and on the other hand, they are far from our tastes! The black pudding, for example, is a sort of pork blood sausage, for the description of which there is a detailed half-page book; the first advice to prepare it it's to "Get a supply of large pig's entrails." And it was not entirely secondary the knowledge of the preservation of fresh products at that time, since as for the half-liter of pork blood required, it is essential to get it the same day that the animal is slaughtered.

The recipes are intertwined with a series of extremely sumptuous illustrations: some are only demonstrative, while others show more elaborate table decorations that clearly appear to be not part of nowadays "practical cooking"; it is the case of some center-table that are real works of art, such as a plate of woodcocks and other birds decorated with white swan statues arranged on several levels,




or of a fish dish decorated with King Neptune, with his trident facing upwards,



or a plaster rooster wearing a pince-nez and a hat that makes ornament for a game-based dish.



And others not less fascinating at all ...




Yes because at that time plaster statues, small fountains, etc. were used to decorate tables and dishes.

Thanks to the New York Academy of Medicine, which keeps the Encyclopedia in its collection, today we can see how people - of course only those belonging to a certain rank - cooked and ate at the end of 1800, and we do it above all with images that are a real treat for the eyes !

And always the most extraordinary decorations belong to desserts and gateaux ... judge yourself ...



I wonder why such an art was lost, along with so many, many things belonging to that period that I love so much, or should only be reserved for exceptional occasions because it does not belong to the middle class, which at the time didn't exist yet ..!

Finally, I'm  leaving you with an image suggesting the decoration for a wedding-breakfast table ... well it is an image that 'speaks' for itself!




And before taking my leave of you, 
let me thank you as always for having followed me up to here with your usual enthusiasm, 
thanks to all of you from the bottom of my heart



see you soon ðŸ’•










SOURCE: 

The Encyclopaedia of Practical Cookery: A Complete Dictionary of All Pertaining to the Art of Cookery and Table Service, Editor Theodor Francis Garrett, Contributor William A. Rawson, Illustrators Harry Furniss, George Cruikshank, W. Mann Andrew.








Da veri esteti, attenti ai dettagli volti a dar vita al bello anche nel più piccolo e trascurabile ambito della loro vita quotidiana, i Victorians erano veri artisti nel decorare le tavole imbandite per occasioni speciali, da quelli per un semplice buffet a quelli addobbati per le celebrazioni natalizie.




- immagine 1 - tavolo imbandito per un buffet con tanto di fiocchi a drappeggiare i bordi della tovaglia e fontana nel centro di una vasta ghirlanda decorata che separa i piatti dei commensali



Quando THE ENCYCLOPEDIA OF PRACTICAL COOKERY - Editore Theodore Francis Garrett - venne pubblicata in Inghilterra nel 1890, la regina Vittoria sedeva sul trono già da più di 55 anni ed aveva consacrato quel periodo che noi chiamiamo in suo onore Vittoriano, appunto, come un'epoca d'oro per tutto ciò che era domestico ed è indubbio che una tale pubblicazione, che in ambito culinario rappresentò uno dei vertici, inaugurò un nuovo stile per alimentarsi. 

Eliza Acton aveva pubblicato il suo Modern Cookery for Private Families che vendette copie molto velocemente e introdusse alcune delle convenzioni dei libri di cucina moderni, come le misurazioni delle vivande ed i tempi di cottura. Il Mrs Beeton’s Book of Household Management gli fece seguito rimanendo un best-seller per circa 50 anni.

Pensate che durante il XIX secolo oltre 100 libri di cucina popolari sono stati pubblicati perciò la scelta di tempo per dare alle stampe un'enciclopedia di otto volumi doveva essere stato scelto con estrema accuratezza e del tutto indovinato. Era questo una sorta di trattato di cucina completo e dettagliato, con contributi di non meno di dieci chef di cucina e pasticceri. 
Era indubbiamente ambizioso nel suo ambito - questo è il suo il suo sottotitolo "un dizionario completo di tutto ciò che riguarda l'arte della cucina e del servizio a tavola", e contiene ricette per ogni tipo di occasione, tra cui "cene date in occasioni di balli, pic-nic, rinfreschi da giardino, cesti preparati in occasione di gare all'aperto e di gite in barca."

In tutti i dettagli, il formato dell'Encyclopedia è decisamente classico, poiché contiene ricette, illustrazioni e descrizioni di alimenti, ma è redatto con una tale cura e passione che accade di leggervi misure più poetiche che accurate: pensate che in una ricetta per preparare " Fave in brodo con panna " è scritto che è necessario "un pezzo di burro delle dimensioni di un uovo di gallina" !

Essa contiene anche ricette che potrebbero essere rare per il cuoco di oggi, e, pur se ricercate al tempo, sono lontane dai nostri gusti ! Il budino nero, per esempio, è una sorta di sanguinaccio di maiale, per la descrizione del quale è impegnata una mezza pagina dettagliata del libro; il primo consiglio per prepararlo è "procurarsi intestini di maiali di grandi dimensioni". E non era del tutto secondaria anche una conoscenza della conservazione dei prodotti freschi a quell'epoca: a causa del mezzo litro di sangue di maiale richiesto, l'Encyclopedia afferma che è essenziale prepararlo il medesimo giorno in cui si macella l'animale.


Le ricette sono intercalate ad una serie di illustrazioni decisamente sontuose: alcune sono solamente dimostrative, mente altre mostrano decorazioni da tavola più elaborate che appaiono chiaramente come non appartenenti all'ambito della "cucina pratica"; è il caso di alcuni centro-tavola che sono vere opere d'arte - Ã¨ il caso di un piatto di beccacce ed altri volatili decorato con statue di cigni bianchi disposti su più livelli 



- immagine 2



di una portata di pesce decorata con re Nettuno, con il suo tridente in alto, 



- immagine 3



o di un gallo in gesso che indossa un pince-nez e un cappello che fa da ornamento per un piatto a base di selvaggina.



- immagine 4



Ed altri ancora ...


- immagine 5


- immagine 6



Sì perché a quel tempo per decorare i piatti che si servivano in tavola venivano utilizzati statue in gesso, piccole fontane, etc.

Grazie all'Accademia di Medicina di New York, che conserva l'Encyclopedia nella sua collezione, oggi siamo in grado di intravedere come le persone - ovviamente solo quelle appartenenti ad un certo rango - cucinavano e mangiavano alla fine del 1800, e lo facciamo soprattutto con immagini che sono una vera delizia per gli occhi !

E sempre le decorazioni più straordinarie appartengono ai desserts e ai gateaux ... giudicate voi stessi ...


- immagine 7


- immagine 8



Mi chiedo perché una tale arte sia andata perduta, insieme a tante, troppe cose che appartengono a quel periodo che tanto amo, o la si debba riservare solamente ad occasioni eccezionali perché non divenuta alla portata del ceto medio, che al tempo ancora non esisteva ... !


Per concludere vi lascio con un'immagine che suggeriva la decorazione di un tavolo per un buffet di nozze ... è un'immagine che si commenta da sé !



- immagine 9






E prima di prendere congedo da voi, 
vi ringrazio come sempre per avermi seguita fin qui con l'entusiasmo di sempre,
 grazie a tutti voi dal profondo del cuore


a presto ðŸ’•








FONTE: 

The Encyclopaedia of Practical Cookery: A Complete Dictionary of All Pertaining to the Art of Cookery and Table ServiceEditor Theodor Francis Garrett, Contributor William A. Rawson, Illustrators Harry Furniss, George Cruikshank, W. Mann Andrew.





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giovedì 9 novembre 2017

James Hayllar, English Victorian Painter and beginner of a dinasty of artists.



The Centre of Attraction




~ JAMES HAYLLARD'S BIOGRAPHY ~ 

Born in Chichester - at that time Sussex, now West Sussex, James Hayllar begun his studies at the Cary's Art Academy in London (in 1851 he painted a portrait of Francis Steven Cary rector of the Academy and already famous painting teacher of some Pre-Raphaelites such as Millais and Rossetti) and then attended the Royal Academy.

He traveled to Italy from 1851 to 1853, staying in the main Italian cities of art during his trip and particularly in Rome where he met another famous Victorian English painter (and sculptor), Sir Frederic Leighton. Regular exhibitor at the Royal Academy from 1850 to 98, he also showed his canvases at the British Institution and at the Royal Society of British Artists (RBA).

Initially Hayllar gained fame as a portraitist, but then he adapted his brush to what was called in English 'genre painting', that kind of painting that immortalizes scenes of daily and family life, thus making his work even much more popular.

Together with George Dunlop Leslie, who like him lived in the small town of Wallingford, located in Berkshire - now South Oxfordshire - and with whom he shared the same kind of painting, painted a great portrait of Queen Victoria to celebrate the Golden Jubilee in 1887, painting that today is still hanging on one of the walls of the town hall.

After marrying Edith Phoebe Cavell (1827-1899), aunt of Edith Cavell, the famous British nurse who was to be shot by the Germans because of betrayal during the Great War, he bought "Castle Priory" where he lived from 1875 to 1899, that is until he was widowed - and it is precisely during the years he lived there together with his family that the most expressive paintings date back, they're those depicting life scenes of the village and the surrounding areas.
This dwelling is remembered, especially by the daughters, as a place of gladness in which echoed cries of joy coming from children who not only lived there, but who often joined them, such as neighbors and cousins: the couple had nine children, four males and five females, five of whom became affirmed artists in turn.

Due to his wife's death, Hayllar moved to Bournemouth, where he remained until he expired in 1920.




∗⊱༺*༺*⊰∗



~ WHAT WE INHERITED 



As the Twig is bent so is the Tree inclined





A Family Grouping




Title unknown




 The Thorn





Mabel's Pensioners




 The Only Daughter




Never too late to Learn




Tea Time




May Day





Grandfather's Little Nurse




The First Born




Miss Lily's Carriage Stops the Way




 The Lemonade Drink


As for his offspring, one of the male children became a listed sculptor (we don't know exactly which one) and four daughters of his, following their father's footsteps, became famous painters in turn so much to see their works exhibited at the Royal Academy: I'm talking of


JESSICA HAYLLAR (1858-1940);


When we first met


EDITH HAYLLAR (1860-1948);


A Christmas Dinner at the Rectory



MARY HAYLLAR (1863-1950);


A Summer Shower


KATE HAYLLAR (1883-1900).


The Age of Innocence





In the hope to have delighted you with this collection of authentic works of art,
I heartily thank you and wish you all my best.



See you soon ðŸ’•








SOURCES:

Framing the Hayllar Sisters: a multi-genre biography of four English Victorian painters
Mary Gabrielle Hayllar, 2012;

James Hayllar's biography in Victorian Artists.










- immagine 1 - The Centre of Attraction





~ BIOGRAFIA DELL'AUTORE ~ 


Nato a Chichester nell'allora Sussex (ora West Sussex) James Hayllar vide formarsi la sua preparazione in ambito artistico presso la Cary's Art Academy di Londra ( è datato 1851 è un suo ritratto di Francis Steven Cary rettore della Academy è già insegnante di pittura di celebri Preraffaelliti tra cui Millais e Rossetti ) e quindi presso la Royal Academy.

Egli viaggiò in Italia dal 1851 al 1853 toccando, durante il suo viaggio, le principali città d'arte italiane e soggiornando particolarmente a Roma dove ebbe occasione di incontrare un altro famoso pittore ( e scultore ) dell'Inghilterra Vittoriana, Sir Frederic Leighton; espositore regolare presso la Royal Academy dal 1850 al 98, egli esibì le sue tele anche presso la British Institution e la Royal Society of British Artists (RBA), di cui era inoltre membro.


- immagine 2 sulla sinistra - Inizialmente Hayllar guadagnò fama come ritrattista, ma poi adeguò il suo pennello a quella che viene chiamata in inglese 'genre painting' ossia quel tipo di pittura che immortala scene di vita quotidiana e famigliare, facendo divenire così il suo operato ben più popolare.
Insieme con George Dunlop Leslie, che abitava con lui nella piccola cittadina di Wallingford, situata allora nel Berkshire - ora Oxfordshire meridionale - e con cui condivideva il genere di pittura, dipinse un grande ritratto della Regina Vittoria per celebrare il Golden Jubilee nel 1887; il dipinto ora è appeso ad una delle pareti del municipio della cittadina.

Dopo aver sposato Edith Phoebe Cavell (1827-1899), zia di Edith Cavell, la famosa infermiera britannica che doveva essere fucilata dai tedeschi sotto accusa di tradimento durante la prima guerra mondiale, acquistò "Castle Priory" dove abitò dal 1875 al 1899 - ossia fino a che rimase vedovo - ed è proprio a questo periodo che risalgono i dipinti più espressivi che ritraggono scene di vita del villaggio e delle zone limitrofe.
Questa dimora viene ricordata, soprattutto dalle figlie, come luogo della gioia in cui riecheggiavano le grida dello stuolo di bambini che non solo vi abitavano, ma che spesso a loro si univano, tra vicini e cugini: la coppia ebbe infatti nove figli, quattro maschi e cinque femmine, dei quali ben cinque divennero affermati artisti a loro volta.

In seguito alla morte della moglie, Hayllar si trasferì a Bournemouth, dove rimase fino alla sua dipartita, avvenuta nel 1920.





∗⊱༺*༺*⊰∗


~  CIO' CHE LASCIO' IN EREDITA' AI POSTERI 



- immagine 3 - As the Twig is bent so is the Tree inclined

- immagine 4 - A Family Grouping

- immagine 5 - Title unknown

- immagine 6 - The Thorn

- immagine 7 - Mabel's Pensioners

- immagine 8 -  The Only Daughter

- immagine 9 - Never too late to Learn

- immagine 10 - Tea Time

- immagine 11 - May Day

- immagine 12 - Grandfather's Little Nurse

- immagine 13 - The First Born

- immagine 14 - Miss Lily's Carriage Stops the Way

- immagine 15 -  The Lemonade Drink



Quanto alla sua discendenza, uno dei figli maschi divenne un quotato scultore ( non si sa con esattezza quale ) e quattro delle figlie, seguendo le orme del padre, divennero famose pittrici a loro volta tanto da vedere anche le loro opere esposte alla Royal Academy: sto parlando di



JESSICA HAYLLAR (1858-1940);

- immagine 16 - When we first met




EDITH HAYLLAR (1860-1948);

- immagine 17 - A Christmas Dinner at the Rectory




MARY HAYLLAR (1863-1950);

- immagine 18 - A summer Shower




KATE HAYLLAR (1883-1900).

- immagine 19 - The Age of Innocence





Certa di avervi deliziati con questa carrellata di autentiche opere d'arte, 
vi ringrazio sentitamente e vi auguro ogni bene.


A presto ðŸ’•











FONTI BIBLIOGRAFICHE:

Framing the Hayllar Sisters: a multi-genre biography of four English Victorian painters
Mary Gabrielle Hayllar, 2012;

James Hayllar's biography in Victorian Artists.








THURSDAY FAVORITE THINGS 
This post was featured by ANGELINA and BEV !
 I thank you wholeheartedly Lovely Ladies, you filled my heart ❤



mercoledì 1 novembre 2017

The ancient Art of Sewing.


From the manner in which a woman draws her thread at every stitch of her needlework, 
any other woman can surmise her thoughts.  

~Honoré de Balzac



Grandmother Emma, ​​mom's Mom, after completing her compulsory education, went to learn how to sew in such a prestigious dressmaking's that worked for the most affluent and welthy Gentlemen and Ladies in Genoa (I'm talking about the early 1900s); still a maiden, being the last one to arrive, she was delivering the clothes just finished directly to the home of those who ordered them or went to their homes to take the test measures and then bring them back to the laboratory for the finishing touches with perfect measurements - she told me about dream apartments, such as those we may see in the movies - and she soon, being a work of love for her, became a very capable dressmaker with unspeakable precision, specialized mainly in the preparation of trousers, one of the most difficult garments amongst all the clothes to sew !


Grandmother Emma as a young girl



Imagine how charmed I could feel while seeing her sewing when her ability had reached its peak, at a speed for me, who a little girl, really incredible: when she sewed her tiny points all perfectly identical to each other so much to look like if they were sewed with the machine, and when she was sewing with her very heavy machine, inserted in the briar root furniture, typical of the forties and fifties, the speed with which that needle went up and down ... well, I didn't even saw it, and in a moment the seam was made ... for me she was a sort of 'needle fairy', she was so able, so that soon, among her many colleagues, she became shortly the best in a quite short time and often the most difficult works came to her, not by chance !

My Grandfather used to watch my abduction in observing her and often told me:
- Learn, learn how to sew little darling, for a woman the art of sewing is so precious ( Mom didn't want to learn it since she didn't like it all )!
which stimulated my desire to learn what seemed to me to be almost a magical art, that in very few moments turned pieces of fabric in garments, to say the least perfect, or that, wonderfully, if they were blown, it was able to repaired them ...
And so I could not really escape from the desire to learn how to use the needle, discovering in sewing not only an art of extreme utility, but also a very relaxing, fulfilling one that can go hand with hand with creativity and inspiration when it is applied with passion.


Grandmother Emma and Grandfather Gino at the time of their engagement



I remember with love the patience and the passion with which she taught me to sew the first buttons (I was only 6 years old) and then to pin, to baste, to make the first seams by hand and then to use her sewing machine, with her great anxiety, because it had no protection for the fingers, and it was driven by a large, heavy iron pedal to which I originally came to feet when my age was low and my still low stature didn't allow me to reach it: I needed two cushions on my chair to reach the seam plan, but I was getting away from the pedal that I literally used with the tip of my feet's fingers.

With her help I prepared my home-made trousseau when I got married, and when Daddy retired, just considering this passion of mine, gave me as a gift a more modern, lightweight and handy sewing machine, and even today, that I'm sure, she keeps on following me and driving me from Up Above, whenever I hold her scissors which so much have worked in her hand, I feel her presence by my side, almost as if she would still drive me; unfortunately, time is always too limited for all the interests and passions of mine, so I am forced to devote a little time to sewing, as well as to embroidery, but as soon as I can, I try to forget all the rest and allow myself to enjoy a little bit of this passion, especially to make the home more welcoming during this period of the year when we spend more time in our nest enjoying the warmth of the hearth.

Days ago I have been delighted to sew these little things


that, with the addition of some of our woods gifts, have become the centerpiece of our kitchen for these Autumn days ... 




Ah, Autumn, the season which brings us back to our homes waiting for the fascination of Winter that's so wonderful to contemplate behind the window panes !

Thank you Grandma for helping me and for passing me down this talent ... although I will never be as good and skillful as you were, to sew goes on representing a relaxing and satisfying activity for me, able to create pretty and communicating warmth objects with which 'to dress' the intimacy of our home ... and thank you for having always been by my side to the last with your so precious Love.



Dearest Friends and Readers of mine, 
before than taking my leave of you,
with the deepest gratitude ever, 
let me send you all my love !


See you soon ðŸ’•












Dal modo in cui una donna tira il filo ad ogni punto del suo lavoro di cucito,
qualsiasi altra donna può supporre i suoi pensieri.


~ Honoré de Balzac



- fotografia 1 




Nonna Emma, la mamma di mamma, dopo aver concluso le scuole dell'obbligo, andò ad imparare a cucire in un'allora prestigiosa sartoria che lavorava per i più abbienti signori di Genova ( vi parlo dei primi anni del 1900 ); ancora fanciulla, essendo l'ultima arrivata, era lei che consegnava gli abiti appena ultimati direttamente a casa di chi li ordinava e che si recava a domicilio per prendere le misure di prova per poi riportare gli indumenti in laboratorio da ultimare con le misure perfette, - mi raccontava di appartamenti da sogno, come quelli che si vedono nei films - e che presto, trattandosi altressì di un lavoro che la appassionava, divenne un'abilissima sarta dalla precisione indicibile, specializzata soprattutto nella preparazione di pantaloni da uomo, uno dei capi d'abbigliamento più difficili in assoluto da confezionare !



- fotografia 2 - Nonna Emma da ragazzina



Immaginate quanto potesse affascinarmi il vederla cucire, quando ormai la sua abilità aveva raggiunto l'apice, ad una velocità per me, bambina ancora piccola, incredibile: quando cuciva a mano i suoi punti piccolissimi erano tutti perfettamente identici l'uno all'altro tanto da sembrare dati con la macchina, quando cuciva con la sua pesantissima macchina, inserita nel mobile di radica, tipico degli anni quaranta-cinquanta, la velocità con cui quell'ago andava su e giù ... io neppure lo vedevo, ed in un attimo la cucitura era fatta ... per me era una sorta di fata dell'ago, era davvero bravissima, tanto che presto tra le sue numerose colleghe in breve tempo era infatti divenuta a suo tempo la migliore e spesso i lavori più cavillosi capitavano a lei, non a caso !

Il nonno, nel vedere il mio rapimento nell'osservarla, era solito dirmi:
- Impara, impara a cucire piccola mia, che per una donna l'arte del cucito è preziosissima !
il che non faceva che incentivare il mio desiderio di apprendere quello che mi sembrava un fare quasi magico, che nell'arco di pochissimi istanti trasformava pezzi di stoffa staccati in capi d'abbigliamento a dir poco perfetti o che, meravigliosamente, se sdruciti, li riparava ...
E così non potei davvero sottrarmi dalla volontà di imparare ad usare l'ago, scoprendo nel cucire non solo un'arte di estrema utilità, ma anche decisamente rilassante, appagante, che si piega alla creatività e all'estro, quando è applicata con passione.



- fotografia 3 - Nonna Emma e Nonno Gino all'epoca del loro fidanzamento



Ricordo con amore la pazienza e la passione con cui m'insegnò a cucire i primi bottoni (avevo allora 6 anni) e poi a spillare, imbastire, a fare le prime cuciture a mano e poi quelle a macchina, con sua grande ansia, perché la sua macchina da cucire non aveva alcuna protezione per le dita, ed era azionata da un grande, pesante pedale in ferro al quale dapprincipio i miei piedi stentavano ad arrivare data la mia tenera età e la mia ancora esigua statura: mi ci voleva il cuscino sulla seggiola per raggiungere il piano di cucitura, ma così mi allontanavo sempre di più dal pedale che azionavo letteralmente in con la punta delle dita dei piedi !

Con il suo aiuto mi sono preparata il corredo per la casa quando mi sono sposata, dato che quando papà andò in pensione mi fece dono di una macchina da cucire portatile, più moderna, leggere e maneggevole della sua, ed ancor oggi, che, ne sono certa, mi continua a seguire e guidare dall'alto dei Cieli, ogni qualvolta prendo in mano le sue forbici che tanto, tanto hanno lavorato nelle sue mani, sento la sua presenza al mio fianco, quasi come se ancora mi guidasse; purtroppo il tempo è sempre troppo limitato per i miei interessi e le mie passioni, per cui al cucito, così come al ricamo, sono costretta a dedicare ben poco tempo, ma non appena posso, cerco di dimenticare il resto e mi lascio andare a questa passione, soprattutto per rendere la casa più accogliente in quei momenti dell'anno in cui trascorriamo più tempo nel nostro nido cercando appagamento nel calore del focolare domestico.

Giorni fa mi sono dedicata con diletto a confezionare queste piccole cose 



- fotografia 4 - zucche di stoffa confezionate da me



che, con l'aggiunta di alcuni doni dei nostri boschi, sono divenute il centro tavola della nostra cucina in questi giorni di autunno ... 



- fotografia 5, fotografia 6 e fotografia 7 - centrotavola autunnale



Ah, l'autunno, la stagione che ci riconduce nelle nostre case in attesa del fascino dell'inverno da contemplare dietro i vetri delle nostre finestre !


Grazie nonna per avermi aiutata e per avermi tramandato questo tuo talento ... anche se mai diventerò brava ed abile come te, il cucito continua a rappresentare per me un'attività distensiva ed appagante grazie alla quale poter realizzare anche oggetti graziosi e che comunicano il calore con cui vestire l'intimità della nostra dimora ... e grazie per essermi sempre stata vicino fino all'ultimo con il tuo Amore. 





Carissimi Amici e Lettori,
prima di prendere congedo da Voi,
con la più profonda gratitudine che mai,
lasciate che vi invii il mio più sentito affetto !


A presto 💕










Sandee's WORDLESS WEDNESDAY

HOME AND GARDEN THURSDAY


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THURSDAY FAVORITE THINGS 

 This blog post was featured from Katherine and Marilyn; I'm over the moon happy and so grateful to both of you, sweetest friend of mine, that's truly a privilege to me 

VINTAGE CHARM PARTY


FRIDAY FOTO FRIENDS

PINK SATURDAY