mercoledì 22 febbraio 2017

The 'Petticoat Duellists' of 1792 and of 1892.




Quando pensiamo ad una Lady, sia essa del XVIII o del XIX secolo, immediatamente la nostra mente ci suggerisce ritratti leggiadri che comunicano eleganza, delicatezza, fragilità ... tale è quanto il concetto di femminilità esprime ed esprimeva nell'immaginario collettivo, ma non tutte le Ladies erano così ... femminili, vi era chi esibiva tratti mascolini ed esprimeva temperamenti aggressivi al punto, pensate, di giungere a duellare, non solo con altre Ladies, persino con individui dell'altro sesso !
Ma a noi qui oggi interessa trattare di due duelli completamente al femminile che passarono alla storia come i più famosi PETTICOAT DUELS, ossia duelli in sottoveste, separati l'uno dall'altro da un secolo esatto.

Nel 1792 il Carlton House Magazine ci racconta che Lady Almeria Braddock e Mrs Elphinstone ( probabilmente Hester Maria Elphinstone, Viscontessa Keith ) 


Portrait of Hester Maria, Viscountess Keith Elphinstone née Thrale (1764-1857)
by George Sander (1774 - 1846)



si sfidarono a duello in quello che venne definito il primo "PETTICOAT DUEL": Lady Almeria Braddock, durante una visita della venerabile Mrs Elphinstone si sentì insultare con insolenza da quest'ultima la quale le disse con la più totale indifferenza che dimostrava almeno il doppio dei suoi anni, ossia che invece che 30 ne dimostrava 61 e la metteva a conoscenza del fatto che fosse opinione diffusa che quella fosse la sua reale età; ella si sentì così autorizzata a chiedere di sfidarla in un duello che si sarebbe tenuto in Hyde Park a Londra dove le Ladies, a dieci passi l'una dall'altra, cominciarono a duellare con le pistole: Mrs Elphinstone dimostrò una migliore abilità con il grilletto tanto che centrò con un proiettile il cappello di Lady Almeria. 

I loro secondi supplicarono affinchè le ostilità avessero così una loro conclusione, ma rifiutandosi Mrs Elphinstone di chiedere scusa il combattimento proseguì, questa volta con le spade: Lady Almeria riuscì a colpire la propria avversaria ad un braccio e fu così che l'onore di entrambe si disse gratificato; entrambe le Ladies lasciarono il campo e Mrs Elphinstone accettò di far pervenire per iscritto a Lady Almeria Braddock le proprie scuse.

Il racconto ci risulta intrigante, ma va detto che non è mai esistita una Lady o un Lord Braddock ... a quel tempo viveva una certa Lady Almeria Carpenter (1752-1809), 


Lady Almeria Carpenter by Richard Cosway (1742 - 1821)



figlia del Conte di Tyrconnell, e amante del Principe William Henry, il Duca di Gloucester ed Edimburgo (1743-1805 - figlio di re Giorgio II) e madre di sua figlia illegittima Louisa Maria La Coast ... ma ciò non toglie che ella potesse comunque essere protagonista del fatto ed abbia scelto un falso cognome per mantenere l'anonimato ...




Ma con ogni probabilità il più famoso "PETTICOAT DUEL" fu quello combattuto a petto nudo esattamente un secolo dopo quello su menzionato, analogamente al quale doveva essere al primo sangue, ma data la gravità della controversia e la ferocia delle combattenti, costoro non si fermarono finché non furono entrambe ferite. 


Emile Bayard, An Affair of Honor, 1886 ca.




Ci troviamo questa volta nell'estate del 1892 e non più nella capitale britannica, bensì in Austria, mentre stanno fervendo i preparativi per la rassegna teatrale musicale di Vienna a proposito della quale due nobildonne entrarono in diatriba: la Principessa Paulina Metternich


 Princess Pauline von Metternich by Franz Xaver Winterhalter, 1860




Presidente Onorario della Mostra, e la Contessa Anastasia KiielmanseggPresidente del Comitato delle Dame, erano in disaccordo circa l'arredo floreale dell'evento.

Dovete sapere che la rivalità tra Principessa Paulina e la Contessa Kielmannsegg era evidentemente risaputa nella Vienna del tempo tanto da essere persino documentata nelle pagine della rivista femminile britannica The Lady’s Realm: si diceva che la contessa Anastasia, russa di nascita ed abbastanza giovane da poter essere figlia della sua rivale in opere caritatevoli, fosse molto ambiziosa ed avesse un grande talento per l'organizzazione di spettacoli di ogni genere, ed inoltre che durante il lutto della giovane principessa Paulina si fosse data da fare con inesauribile energia. 


Primo piano della Contessa Anastasia Kielmannsegg tratto direttamente da The Lady’s Realm




Ebbene, tornando al suddetto contenzioso, le aristocratiche dame decisero che a placare la controversia altro non potesse essere che un duello armato, e fu così che e nobildonne si diedero appuntamento a Vaduz, sulla frontiera svizzera, al di fuori del territorio austriaco, dove s'incontrarono in compagnia dei loro secondi, la Principessa Schwarzenberg e la Contessa Kinsk, e di un medico preparato, la Baronessa Lubinska, su consiglio della quale le due duellanti furono fatte spogliare fino alla cintola prima che il conflitto avesse inizio, in modo da far sì che nessun elemento dell'abbigliamento potesse essere d'intralcio ai loro movimenti e potesse infettare eventuali ferite.

Quando la lotta fu sul punto di cominciare tutti gli uomini, ossia i rispettivi servi che erano al seguito, furono fatti allontanare e messi di schiena perché non potessero vedere le loro dame seminude.

Entrambe le signore sferzarono un paio di colpi con la loro spada finché la principessa Paolina finì con il tagliare il naso della contessa Anastasia: alla vista del sangue, e forse colpita da ciò che aveva procurato, la principessa abbassò le difese, ma invece di cessare, i combattimenti proseguirono e la contessa accoltellò la principessa ad un braccio.

Si segnala che entrambi i secondi, alla vista del sangue, si sentirono mancare e nell'udire le grida delle signore, i cavallereschi (o curiosi) fanti e cocchieri tentarono di accorrere in loro aiuto.

Dal momento che la principessa fu la prima a colpire e a far scorrere il primo sangue fu dichiarata vincitrice, anche se alcuni ritenevano che il colpo di striscio non era meritevole di riconoscimento almeno tanto quanto quello inflitto dalla contessa che provocò nel braccio della principessa un taglio ben più profondo. Indipendentemente da ciò, sotto la spinta dei loro due secondi, rianimati dopo poco il ferimento di entrambe, il ​​duello si concluse e le signore si ricomposero per fare ritorno a Vienna con i loro cocchi, per recuperare il loro posto nella scala sociale che le voleva aggraziate e sotto gli occhi di tutti per l'eleganza e l'etichetta di cui erano portatrici ... pensate !


Ed anche per oggi il nostro tempo insieme si conclude qui, vi ringrazio sentitamente per la dedizione con cui sempre mi seguite e vi aspetto per altre curiosità, altri eventi storici, altri viaggi a ritroso nel tempo ...

A presto 💕 


















- picture 1




When we think of a Lady, both of the XXVIIth and XIXth century, immediately our mind suggests us graceful portraits showing elegance, delicacy, fragility ... this is how the concept of femininity expresses and expressed in the collective imagination, but not all the ladies were so ... feminine, there were those who exhibited masculine traits and showed aggressive temperaments to the point, think, to fight, not only with other ladies, even with individuals of the opposite sex !

But we here today are interested to deal with two duels, completely female, which went down in history as the most famous PETTICOAT DUELS, separated from each other exactly by one century.

In 1792 the Carlton House Magazine reads that Lady Almeria Braddock and Mrs. Elphinstone (probably Hester Maria Elphinstone, Viscountess Keith)




- picture 2 - Portrait of Hester Maria, Viscountess Keith Elphinstone née Thrale (1764-1857) by George Sander (1774 - 1846)




challenged themselves to a duel which was called the first PETTICOAT DUEL: Lady Almeria Braddock, during a call paid by the venerable Mrs. Elphinstone felt insulted with insolence when the latter said with complete indifference that she was showing at least the double of her age, namely that instead of 30 she looked 61, and made her aware of the fact that it was widely believed that this was her real age; she felt so resentful to ask to fight with her a duel which had to be held in Hyde Park in London where the Ladies, ten paces from each other, began to battle with pistols: Mrs. Elphinstone showed better skills with trigger given she centered with a bullet Lady Almeria's hat.

Their seconds pleaded for the hostilities to be at their conclusion, but refusing Mrs Elphinstone to apologize,  the fight continued, this time with swords: Lady Almeria managed to hit her opponent in her arm and that was how the honor of both was told to be gratified; both ladies left the camp and Mrs. Elphinstone agreed to provide in writing to Lady Almeria Braddock her apologizes.

This story is quite intriguing, but it must be said that there has never been a Lady or a Lord Braddock ... at that time lived a certain Lady Almeria Carpenter (1752-1809),




- picture 3 - Lady Almeria Carpenter by Richard Cosway (1742 - 1821)




daughter of the Earl of Tyrconnell and lover of Prince William Henry, Duke of Gloucester and Edinburgh (1743-1805 - son of King George II) and the mother of his illegitimate daughter Maria Louisa The Coast ... but why couldn't she be the protagonist of the fact deciding to choose a fake name to remain anonymous ... ?



But probably the most famous PETTICOAT DUEL was the one fought bare-chested exactly a century after that  mentioned above, similar to it since it also was to be first blood, but given the seriousness of the dispute and the ferocity of the fighter, they didn't stop until they were both injured.




- picture 4 - Emile Bayard, An Affair of Honor, 1886 ca.




This time we find ourselves in the Summer of 1892 and no more in the British capital, but in Austria, while preparations for the musical theater festival in Vienna are underway and this is just the subject on which two noblewomen entered the controversy: Princess Paulina Metternich,




- picture 5 - Princess Pauline von Metternich by Franz Xaver Winterhalter, 1860




Honorary President of the Festival, and the Countess Anastasia Kiielmansegg, President of the Ladies Committee, disagreed about the event floral decoration.

You should know that the rivalry between Princess Paulina and Countess Kielmannsegg was evidently well known in Vienna as much as to be even documented in the pages of the British women's magazine The Lady's Realm: it was said that the Countess Anastasia, Russian born and young enough to be the daughter of her rival in charitable works, was very ambitious and had a great talent for organizing events of all kinds, and that during the mourning of the young Princess Paulina had been busy with endless energy.




- picture 6 - Close-up of the Countess Anastasia Kiielmansegg taken directly from The Lady's Realm




Well, coming back to this dispute, the aristocratic Ladies decided that to pacify the dispute could not be other than an armed duel, and that was how they arranged to meet themselves in Vaduz, on the Swiss border, outside the territory of Austria, where they arrived in the company of their seconds, Princess Schwarzenberg and Countess Kinsk, and a noblewoman prepared in medical science, Baroness Lubinska, on advice of whom the two duelists were made to strip to the waist before the conflict began, so as to ensure that any clothing item couldn't be a hindrance to their movements and couldn't infect any wounds.

When the fight was about to start all men, that is their servants who were following them, they were taken away and put on ther back toward the scene because they could not see their half-naked ladies.

Both ladies lashed a few shots with their sword until Princess Pauline cut off Countess Anastasia's nose: maybe for the sight of the blood, or maybe for the scare for what she had procured, the Princess lowered her defenses, but instead to cease, the fighting continued and the Countess stabbed the Princess to an arm.

It is noted that both the seconds, at the sight of blood, felt to swoon and hearing the cries of the ladies, either for chivalry or for curiosity, infantrymen and coachmen tried to go to their aid.

Since the Princess was the first to strike and to slide the first blood, she was declared the winner, although some felt that the glancing blow was not worthy of recognition at least as much as the one that inflicted the Countess who caused a well deeper cut on the Princess's arm. Regardless, under the pressure of their two seconds, fastly revived,  the duel ended and the ladies composed themselves to return to Vienna with their chariots, to regain their place in the social ladder which wanted them to be graceful and under the eyes of everybody for the elegance and the etiquette, which they were the bearers of... think you !


And even today our time together here has reached its end, thank you for the dedication with which you always follow me, and I'm waiting for you for sharing other curiosities, other historical events, others travel back in time ...

See you soon 💕 








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domenica 12 febbraio 2017

A romantic tea for two.



“Surely everyone is aware of the divine pleasures which attend a wintry fireside; candles at four o'clock,
 warm hearthrugs, tea, a fair tea-maker, shutters closed,
curtains flowing in ample draperies to the floor,
whilst the wind and rain are raging audibly without.” 

 Thomas de Quincey (1785 - 1859), Confessions of an English Opium Eater



"Sicuramente tutti sono consapevoli dei piaceri divini che sono coinvolti nel sedersi davanti un caminetto in inverno; 
con le candele accese alle alle quattro del pomeriggio,
 i parafiamma incandescenti, il tè ed una graziosa fanciulla che lo prepara, le persiane chiuse,
tende ampiamente drappeggiate che raggiungono il pavimento,
mentre il vento e la pioggia si odono infuriare fuori. "

  Thomas de Quincey (1785 - 1859), Confessions of an English Opium Eater



Quale occasione migliore se non un romantico tè per due con cui festeggiare i nostri compleanni, separati da una sola settimana l'uno dall'altro, ed il giorno di San Valentino, per inaugurare il servizio vittoriano recato con tanto amore dall'Inghilterra da Susy, la dolcissima, amorevole amica che cura il blog SUSYCOTTAGE ?



Il camino del salone è acceso, Semplicità ed Amore sono nostri ospiti,


e ci sediamo intorno al fuoco, la cui luce da sola crea l'atmosfera giusta per ogni cosa od evento che comporti intimità familiare, seguendo il rituale descritto da Thomas de Quincey per gustare una tazza di tè caldo, la bevanda che come asseriva William Ewart Gladstone, Primo Ministro durante il Regno di sua Maestà la Regina Vittoria nominato per ben quattro volte per un totale di più di tredici anni di servizio:


“If you are cold, tea will warm you;
if you are too heated, it will cool you;
If you are depressed, it will cheer you;
If you are excited, it will calm you.” 




"Se avete freddo, il tè vi scalderà;
se siete troppo accaldati, vi rinfrescherà;
Se siete depressi, vi allieterà;
Se siete agitati, esso vi calmerà. "


E le candele ed i vecchi lumi a petrolio fanno il resto aggiungendo quel calore che arriva dritto al cuore.

Scoperto da fanciulla quando rappresentava una piacevole pausa ristoratrice durante i pomeriggi di studio, quello del tè è divenuto a pieno titolo un momento irrinunciabile per me, ritempra il mio animo, rasserena la mia mente, scalda il mio cuore ...

E quest'oggi ho voluto prepararlo usando il bollitore che tengo sulla vecchia stufa a legna in ghisa che abbiamo in  lavanderia - nella stagione fredda può essermi utile per asciugare i panni - accesa stamani per scaldare questa fredda giornata d'inverno.




Il servizio recatomi da Susy è completo di piattini da dolce e di piatto da torta, davvero una chicca d'altri tempi che solo il suo buon gusto poteva riuscire a trovare tra gli antiquari che periodicamente visita nella terra d'oltremanica dove si reca alla ricerca di rarità !








“There are few hours in life more agreeable 
than the hour dedicated to the ceremony 
known as afternoon tea.” 

― Henry James, The Portrait of a Lady



"Poche sono le ore della vita più gradevoli
di quella dedicata alla cerimonia
conosciuta come il tè del pomeriggio. "

- Henry James, The Portrait of a Lady


Ah, dimenticavo, noi oggi abbiamo inaugurato anche le nostre vecchie poltrone, appena rimesse a nuovo (abbiamo finito di tappezzarle stamani mattina ! )




E concluso questo delizioso intervallo romantico, auguro a tutti coloro che lo festeggiano un dolcissimo San Valentino ...


... e a chi non lo festeggia giunga gradito il mio più sincero e forte abbraccio !

A presto 💕















“Surely everyone is aware of the divine pleasures which attend a wintry fireside; candles at four o'clock,
 warm hearthrugs, tea, a fair tea-maker, shutters closed,
curtains flowing in ample draperies to the floor,
whilst the wind and rain are raging audibly without.” 


 Thomas de Quincey (1785 - 1859), Confessions of an English Opium Eater





- picture 1





What better occasion than a romantic tea for two with which to celebrate our birthdays, separated one another by only one week, and our Valentine's Day, to inaugurate the Victorian service brought with much love from England by Susy, the sweet, loving friend who cares the blog SUSYCOTTAGE ?




- picture 2




The fireplace in the living room is lit, Simplicity and Love are our Guests,




- picture 3




and we are sitting around it, the light of which, alone, creates the right atmosphere for every thing or event that involves family intimacy, following the ritual described by Thomas de Quincey to enjoy a cup of hot tea, that drink which, as said William Ewart Gladstone, Prime Minister during the reign of her Majesty Queen Victoria nominated for four times for a total of more than thirteen years of service:


“If you are cold, tea will warm you;
if you are too heated, it will cool you;
If you are depressed, it will cheer you;
If you are excited, it will calm you.” 


Candles and oil lamps do the rest by adding that warmth that arrives straight to our heart.

Discovered when I was a girl as a nice refreshing break during the afternoons of study, the afternoon tea has become fully an essential moment for me, it restores my soul, calms my mind, and warms my heart ...

And today I wanted to prepare it using the kettle that I keep on the old wood-burning cast iron stove that we have in our scullery - during the cold season it can be useful for drying clothes - on this morning to warm this cold Winter day.




- picture 4 - Our old stove in the scullery


- picture 5 - The old kettle is boiling




The set from Susy is complete with cake plates and a big cake-dish, truly a gem of ancient times that only her good taste could be able and find amongst the antiquarians whom she periodically visits in the land on the other hand of the Channel where she goes looking for rarity!




- picture 6 - Details on our tea-table


- picture 7 -  Details on our tea-table


- picture 8 -  Details on our tea-table


- picture 9 -  Details on our tea-table


- picture 10 - Our tea-table is ready






“There are few hours in life more agreeable 
than the hour dedicated to the ceremony 
known as afternoon tea.” 

― Henry James, The Portrait of a Lady





Oh, and today we also inaugurated our old armchairs, just broughtto a new life (we finished to coat them this very morning !)




- picture 11 - Hubby smoking his pipe


- picture 12 - Our armchairs with their 'new dress'


- picture 13 - Hubby smoking his pipe




and to conclude this delightful romantic interlude, I wish all those who are celebrating it a sweet Valentine's Day ...




- picture 14 - Amore




... And for those who doesn't celebrate the Day of Love, may it reach you welcome my most sincere and big hug!

See you soon 💕








lunedì 6 febbraio 2017

Franziska (Fanny) Angerer Feifalik, Sisi's hairdresser and occasional invaluable double.



C'è una fotografia che gli Asburgo ci hanno tramandato 
e che conosciamo come uno degli ultimi scatti 
che ritrae l'anziana imperatrice, ormai incanutita, 
con la devota Ida von Ferenczy, 
compagna fedele a Corte, 
ed affezionata amica e confidente ...



Orbene, essa è da tempo al centro di dibattiti che hanno come fulcro una certa perplessità circa l'autenticità della persona che siede in primo piano, al suo tavolino di scrittura, con lo sguardo trasognato, sulla destra dell'immagine ...



 Primo piano sulle mani dell'imperatrice



Storici e biografi ci hanno sempre fatto credere che fosse l'imperatrice, ma ben sappiamo che ella dopo i 40 anni non volle più farsi immortalare da alcun fotografo, le poche fotografie che possediamo risalenti a dopo il 1875 la vedono ritratta schermata o da un parasole, o, più spesso, da un ventaglio ... 

... si dice che Ella non volesse mostrare i segni dell'invecchiamento precoce che, ereditato da parte materna, la stava turbando, nonostante la vita sana che stesse conducendo ... forse più che le lunghe passeggiate respirando l'ossigeno dei monti del Tirolo e delle Alpi Svizzere poteva l'alimentazione, decisamente scorretta poiché quasi esclusivamente costituita da proteine che contribuivano a renderla sì vitale, attiva e forte nonostante l'evidente magrezza, ma priva di quegli elementi nutritivi che solo un'alimentazione completa e varia può fornire - tanto da procurarle una precoce forma di artrosi e di gotta che la indurranno ad abbandonare presto la caccia impedendole di cavalcare. 
... Fonti attendibili ci parlano di un'esantema sgradevole a vedersi, che avrebbe minato la bellezza del suo volto e che Ella non gradisse mostrare ... sta di fatto che continuiamo da anni a chiederci chi in effetti sia la suddetta dama, dai lineamenti così marcati, dal volto più squadrato di quello dell'imperatrice, e, seppur magra, più corpulenta di lei, dalle mani più tozze, dagli occhi più sporgenti ... molto, davvero molto somigliante a Fanny Feifalik, la coiffeuse di Sisi, colei che aveva creato l'esclusiva acconciatura per tenerne in ordine la lunghissima e fiorente capigliatura, con la treccia che le ornava il capo come una corona, per scendere sulle spalle e poi tornare sul capo in una sorta di mantello, di strascico naturale,




acconciatura che spesso anche le sorelle avevano preso ad esempio, sto pensando soprattutto a Sophie Charlotte, divenuta Duchesse d'Alençon, che ammirava molto la sorella maggiore e vedeva in Lei un modello da seguire in tutto ...







- FRANZISKA ANGERER FEIFALIK -



Era figlia di una levatrice e di un parrucchiere e barbiere che lavorava a Spittelberg, un quartiere di Vienna, dove ella venne alla luce nel 1842; poco dopo l'apprendistato ella lavorò presso i più famosi teatri di Vienna e presto le sue doti di acconciatrice la condussero a mettersi in evidenza tanto da essere chiamata ancora giovanissima per preparare le attrici prima che entrassero in scena al Burgtheater, dove rimase davvero per poco tempo, poiché le sue pettinature originali e fantasiose furono subito notate dall'imperatrice che non esitò a convocarla alla Hofburg perché rimanesse al suo fianco, lasciando il suo precedente lavoro.
Lungo, si narra, fu il dibattito sul titolo al quale assumere la giovane fanciulla, se come 

semplice parrucchiera o piuttosto come stilista personale, e di conseguenza sul relativo compenso, che al fine venne fissato a 2000 ducati d'oro annui, retribuzione più che onorevole da che corrispondeva allora a quella di un professore universitario e, tenuto conto del fatto che l'Imperatrice non aveva vietato alla ragazza di prestarsi occasionalmente anche per acconciare le attrici di Corte e le dame di palazzo che lo avessero richiesto, Fanny 'arrotondava' la sua imperial rimunerazione facendola 'lievitare' ulteriormente.
Ella divenne la più famosa pettinatrice dell'Impero ed aveva per certo grandi meriti visto che contribuì, con le sue acconciature decisamente originali, a creare quell'immagine così diafana e quasi trascendentale dell'imperatrice che ogni dama del tempo solo poteva ammirare ed invidiare. 
Ogni mattina Fanny era la protagonista assoluta del rito della pettinatura - acconciatura dell'imperatrice: vestita in abito di corte nero con un lungo strascico, con un grembiule bianco legato in vita, ella correva intorno all'imperatrice la quale era seduta su di una sedia speciale, avvolta in un mantello di pizzo bianco decorato; la giovane fanciulla faceva scorrere il cosìddetto "pettine magico" - che secondo le credenze dell'Imperatrice, dati i materiali di cui era fatto, ovvero ambra ed argento, avrebbe dovuto prevenire la caduta dei capelli - tra la cascata castano-dorata delle chiome che erano il vanto di Sua Maestà, vi passava le sue esili e delicate dita, rigorosamente senza anelli, con le unghie corte e ricoperte di guanti bianchi in cotone, per accarezzarli prima di legarli nei modi più estrosi che la sua creatività potesse suggerirle (basti pensare all'acconciatura corredata di stelle di diamanti che passò alla storia, creata per un famoso ballo di Corte del 1865, immortalata inoltre da Winterhalter nel celeberrimo dipinto che molto spesso ci capita di ammirare).


Franz Xaver Winterhalter, 1865, detail



I capelli che, ahimè, rimanevano intrappolati nel pettine o cadevano, venivano alla fine della cerimonia mostrati all'imperatrice su di un vassoio d'argento, ma Fanny, conoscendo la sua Signora, provando amore per lei e sapendo quanto si rammaricava nel vederli, e quanto il suo umore poteva guastarsi, aveva escogitato un piccolo trucco ... non glieli mostrava tutti, teneva una striscia adesiva applicata sotto il grembiule e ve ne faceva aderire, di nascosto, una parte !

Circa ogni tre settimane Fanny e l'imperatrice erano impegnate nel rito del lavaggio dei capelli, che sempre riscopriva nuove essenze, lasciando inalterati gli ingredienti fondamentali, ovvero cognac e tuorli d'uovo.

Ma alla dolce Fanny non competeva solo la responsabilità delle chiome dell'imperatrice, ella doveva prender parte al cosìddetto "Servizio di misura": l'imperatrice, cultrice del proprio corpo e della propria forma pretendeva che Fanny ogni mattina ed ogni sera le misurasse il girovita, i polpacci e le cosce, e che le cifre così rilevate venissero da lei annotate in un quaderno speciale.

Ed ancora un altro ruolo molto inusuale era ascritto alla stilista dell'imperatrice, sempre al suo fianco anche durante i viaggi all'estero che, come ben sappiamo, dopo la morte del principe ereditario, sempre più la vedranno impegnata e lontano dall'angusta corte viennese: Ella più volte approfittò del comportamento impeccabile di Fanny per mantenere intatto il suo anonimato ... sì, vi sto dicendo che in più casi la lieve simiglianza che vi era tra le due, almeno quanto ad immagine, da un punto di vista generale


L'imperatrice in un raro ritratto risalente agli anni sessanta con uno dei suoi amati cani, probabilmente si tratta di Houseguard





Alcuni scatti che ritraggono la giovane Fanny mettendo in evidenza la sua classe e la sua grazia



fu spesso motivo di sollazzo per l'imperatrice, poiché all'estero, dove Costei non era conosciuta, accadde che l'acconciatrice 'prendesse il posto dell'imperatrice' venendo scambiata per Sua Maestà e di ciò quest'ultima ebbe a giovarsi in più circostanze: nel 1874 l'imperatrice giunse a Strasburgo dove volle visitare la cattedrale temendo, tuttavia, di essere riconosciuta, il che la opprimeva molto, e decise perciò di anticipare tale visita di un paio d'ore. Quando fece ritorno all'albergo dove alloggiava con il suo seguito vide la sua stilista che accoglieva e salutava dignitosamente le persone che accorrevano da dritta e da manca, convinte di essere al cospetto dell'imperatrice; Ella, quindi, rimase a guardare la scena da lontano traendone grande diletto, senza alcun dubbio, e senza punto interferire.
Nel 1885 l'imperatrice lasciò Fanny nel porto di Smirne su di un'imbarcazione per ricevere gli onori dei dignitari locali, mentre Ella raggiungeva inosservata, su di una chiatta, le coste della città e, non riconosciuta da alcuno, compì indisturbata un dilettevole giro per l'antico centro storico.
Ed infine, lasciamo che sia la giovane dama d'onore dell'imperatrice, la Contessa Irma Sztáray, che trascorse accanto all'imperatrice gli ultimi quattro anni della sua vita, per assisterla fino alla fine, quel tragico 10 settembre del 1898 a Ginevra, la quale, nelle sue memorie dell'anno 1894, annota un episodio che occorse quando si recarono in Costa Azzurra e furono in procinto di partire da Marsiglia:

Eravamo quindi ritornate a Marsiglia. Prendemmo alloggio all'Hotel de la Paix dove la prima preoccupazione di Sua maestà fu di ordinare un meraviglioso pranzo.
Cominciammo con uno dei piatti preferiti dalla Sovrana, delle ostriche francesi, cui seguirono pesce e carne, entrambi eccellenti. Per finire delle fragole di bosco. Ah, come era tutto buono ! Bevemmo dell'Asti spumante, un vino mosso , il solo che Sua Maestà gradiva. [...] Forse non mangiai mai più così bene come quel giorno. E tutte le cose piacevoli hanno una fine: un gelato ! Ne andammo a mangiare uno in una pasticceria ed occupammo il tempo che ci restava guardando le vetrine e facendo acquisti.
Una mezz'ora prima della partenza eravamo già alla stazione dove assistemmo ad una scena graziosa e divertente.
La gente doveva aver saputo, in un modo o in un altro,che noi saremmo andate a prendere il treno, così quando arrivammo sulla banchina, trovammo dei piccoli gruppi di persone che si accalcavano per vedere l'imperatrice.
Generalmente queste manifestazioni d'interesse angustiano molto Sua Maestà, ma questa volta ella fece di tutto perché la curiosità dell agente fosse pienamente soddisfatta... prima del suo arrivo !
Ora eravamo curiose di sapere perché gli occhi di tutti erano puntati verso una certa direzione e che cosa ispirasse quel silenzio rispettoso. Ci avvicinammo con circospezione e scoprimmo la chiave del mistero. Frau Feifalik, la pettinatrice di Sua Maestà, percorreva in su e in giù la banchina, con andatura maestosa, facendo del suo meglio per assomigliare all'imperatrice. Che grazioso racconto umoristico ne avrebbe tratto una mano d'artista !
Sua Maestà trovò questo intermezzo molto divertente.
"Non disturbiamo la brava Feifalik" disse, e salì velocemente sul treno senza farsi notare.1

Ma torniamo alla fotografia in questione; dopo quello che vi ho testè descritto, non credete ancor più verosimile il fatto che quella fotografata non sia Sisi, bensì Fanny ?
E se vi mostro questa foto che ritrae Fanny in età più matura insieme con Ida von Ferenczy, che le tiene la mano, inginocchiata ai suoi piedi, 



e ne ritagliamo un primo piano per accostarlo a quello della misteriosa dama, non vi sembra il tutto ancor più non solo più credibile, ma vero ?
Che Fanny per la sua amata imperatrice si sia prestata anche a questo ... 'gioco'?


Per questa dama che l'imperatrice aveva voluto al suo fianco e che era divenuta una compagna del tutto ... particolare, Sua Maestà aveva fatto anche un deciso strappo alla regola: tutte le donne che Ella aveva al proprio servizio dovevano conservare il nubilato, qualora avessero dovuto contrarre matrimonio sarebbero state immediatamente dimesse dal loro incarico a Corte, ma quando nel 1866 Fanny s'innamorò di Hugo Feifalik, impiegato di banca medio borghese, ed espresse il desiderio di maritarlo, l'imperatrice acconsentì a mantenerla accanto a sé ed, anzi, a Corte trovò impiego anche il suo futuro marito, il quale fece una veloce scalata al successo per giungere a divenire infine Tesoriere del Nobile Ordine della Croce stellata - Sternkreuzorden -, ordine cavalleresco femminile fondato all'interno dell'Impero Asburgico nel 1668 da Eleonora Gonzaga, vedova dell'imperatore Ferdinando III.

Queste alcune delle curiosità che appartengono all'aspetto più intimo, per non dire privato, della vita di una donna che con l'etereo velo di carisma e di grazia di cui, parte volutamente, parte del tutto inconsapevolmente, era avvolta, contribuì a scrivere la storia della politica e della femminilità del XIX secolo, divenendo un mito che perdura nel tempo.


Vi giunga infine gioioso, colmo di affetto e di riconoscenza 
il mio più sincero ringraziamento,

a presto 💕 










FONTI BIBLIOGRAFICHE: 


Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München
1995;

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998;

ELISABETTA D'AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989;

Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001;


Marguerite Cornell Owen, THE MARTYRDOM OF AN EMPRESS WITH PORTRAITS FROM PHOTOGRAPHS [ 1898]HARPERS & BROTHERS PUBLISHERS, NEW YORK AND LONDON, collected by Benno Loewy, bequeathed to Cornell University - The Cornell University Library Digital Collection;

Conte Egon Cesar Corti, L'imperatrice ElisabettaMondadori, Milano, 1937;

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982;

Brigitte Hamann, (a cura di)ELISABETH Bilder einer KaiserinAmalthea Verlag, 1998;

Marie Louise, Countess Larisch von Wallersee-Wittelsbach with Paul Maerker Branden and Elsa Brander, HER MAJESTY Elisabeth of Austria-Hungary, The Beautiful, Tragic Empress of Europe's Most Brilliant Court, DOUBLEDAY, DORAN & COMPANY Inc. GARDEN CITY, NEW YORK, 1934;

Maria Matray - Answald Kruger, L'attentato, MGS PRESS, Trieste, 1998;

Xavier Paoli, THEIR MAJESTIES AS I KNEW THEM - Personal Reminescences of the Kings and Queens of Europe, EDITORA GRIFFO (edizione originale Parigi, 1934);

Gabriele Praschl - Bichler, L'Imperatrice Elisabetta, Longanesi & C., Milano, 1997;

Gabriele Praschl-Bichler, Josef Cachée, "...von dem müden Haupte nehm' die Krone ich herab": Kaiserin Elisabeth Privat, Amalthea Signum Verlag, Wien, 1981; 

Irma Sztáray, Elisabeth gli ultimi anni, L'imperatrice raccontata dalla sua Dama d'onore, (titolo originale: Aus den letzten Jahren der Kaiserin ElisabethMGS PRESS, Trieste, 2010.




CITAZIONI:

1 - Irma Sztáray, Elisabeth gli ultimi anni, L'imperatrice raccontata dalla sua Dama d'onore, (titolo originale: Aus den letzten Jahren der Kaiserin ElisabethMGS PRESS, Trieste, 2010, pag. 35.













There is a photograph that the Habsburgs 
have hand down to us
and we know as one of the last shots
that portrays the old Empress, now hoary ,
with devout Ida von Ferenczy,
faithful companion at Court,
and affectionate friend and confidant ...



- picture 1


- picture 2



Well, for long it is the focus of debates a certain perplexity about the authenticity of the person who sits in the foreground, at her writing table, with a dreamy gaze, on the right side of the image ...



- picture 3


- picture 4 - Close-up on the Empress' hands



Historians and biographers have always been led us to believe that she were the Empress, but we all know that after the age of 40, she no longer wanted to be immortalized by any photographer, the few photographs that we have dating from after 1875 see her portrayed screened by a parasol, or, more often, by a fan ...



- picture 5 on the left - ... It is said that she didn't want to show the signs of her premature aging, which, inherited from her maternal side, was troubling her, despite the healthy life she was leading ... perhaps more than the long walks breathing the oxygen of the mountains of Tyrol and the Swiss Alps could decidedly her incorrect way of feeding herself since almost exclusively she ate proteins that helped her to be so vital, active and strong in spite of her marked thinness, but completely deprived by those nutrients that only a complete and varied diet can provide - to the point to cause her an early form of arthritis and gout that will induce her to leave the hunting preventing her to ride already quite young.

... Reliable sources tell us of a rash unpleasant to look at, that would compromise the beauty of her face and that she did not like to show ... the fact is that for years we continue to wonder who in fact the above-mentioned lady is, a lady by her features so very marked, from the face more squared than that of the Empress, and, although lean, more corpulent than Her, from the stubby hands, the more bulging eyes ... very, very similar to Fanny Feifalik, Sisi's hairdresser, the one who had created the unique hairstyle to keep in order Her long and flourishing hair, with the braid that adorned her head like a crown, to go down on her shoulders and then come back on the head making a sort of cloak, a natural train,



- picture 6


- picture 7


- picture 8



hairstyle which often her sisters took as an example, I'm thinking especially to Sophie Charlotte, became Duchesse d'Alençon, who greatly admired her older sister and saw in her a model to follow in everything ...



- picture 9






- FRANZISKA ANGERER FEIFALIK -



- picture 10



She was the daughter of a midwife and a barber who worked in Spittelberg, a district of Vienna, where she was born in 1842; shortly after the apprenticeship she worked in the most famous theaters of the capital and soon her skills of haidresser led her to put herself in evidence as to be, still young, called to prepare young actresses before they entered the scene at the Burgtheater, where she remained for a very little time since her original and imaginative hairstyles were immediately noticed by the Empress who didn't hesitate to summon her at the Hofburg to remain by Her side, leaving her previous job.
Long, it is said, was the debate about the title at which to assume the young girl, as if simple hairdresser or rather as a personal hair-stylist,



- picture 11 on the right - and as a result about the relative compensation, which at the end was fixed at 2000 gold ducats per year, a more than respectable salary if we think that at that time it corresponded to that of an university professor and if we also think that the Empress had not forbidden the girl to lend herself, even occasionally, to style the actresses of the Court and the palace Ladies who requested her work, which means that Fanny 'rounded off' her imperial remuneration making it 'rise' even further.

She became the most famous hairdresser of the Empire and had surely gained the great merits which contributed, with her decidedly original hairstyles, to create that image so diaphanous and almost transcendental of the Empress that every Lady of the time could only admire and envy.
Fanny every morning was the protagonist of the ritual of combing - hairstyling the Empress: dressed in black dress with a long train, with a white apron tied around her waist, she ran around the Empress who was sitting on a special chair , wrapped in a decorated white lace cloak; the young girl using the so-called "magic comb" - which according to the Empress beliefs, given the materials by which it was made, amber and silver, would have to prevent hair fall - amongst the golden-brown cascade of hair that was the pride of Her Majesty, she passed her slender and delicate fingers, strictly with no rings, with short nails and covered with white cotton gloves, to 'caress' them before tying them in the most imaginative ways that her creativity could suggest her (just think to styling accompanied by diamond stars that went down in history, created for a famous dance of Court of 1865, also immortalized in the famous painting by Winterhalter that very often we happen to admire).



- picture 12



The hair which, alas, remained trapped in the comb or fell down, was at the end of the ceremony shown the Empress on a silver platter, but Fanny, knowing her Lady, feeling love for Her and knowing how much She regretted to see it and how Her mood could fail, had devised a little trick ... she kept an adhesive strip applied under her apron where she made adhering, in secret, a part of it !

About every three weeks Fanny and Her Empress were engaged in the ritual of washing hair, which always rediscovered new essences, leaving unaltered the fundamental ingredients, cognac and egg yolks.

But the sweet Fanny competed not only the responsibility of the Empress' hair, she was the protagonist of the so-called "Measuring Service": the Empress, lover of Her own body and physical fitness, wanted Fanny every morning and every evening to measure Her waist, calves and thighs, and to note them in a special copybook.

And yet another very unusual role was ascribed to the Empress's personal hair-stylist, always at her side even while travelling abroad, which, as we all know, after the death of the crown prince, more and more will see her busy and away from the narrow Viennese Court: She repeatedly took advantage of Fanny's impeccable behavior to maintain Her anonymity ... yes, I'm just telling you that in most cases the slight resemblance which there was between the two women, at least as for their image, seen from a general point of view,



- picture 13 - A rare image of the Empress, dating back to the 60's, portrayed with one of her beloved dogs, probably Houseguard


- picture 14


- picture 15 - Some shots portraying the young Fanny highlighting her class and her grace.



was often a cause of amusement for the Empress, given abroad, where She wasn't known, it happened that Her hairdresser 'took the place of the Empress' being mistaken for Her Majesty and of it She wanted to benefit in more circumstances: in 1874 the Empress arrived in Strasbourg where She wanted to visit the cathedral fearing, however, to be recognized, which oppressed her a lot, and therefore decided to anticipate the visit of a few hours. When She returned to the hotel where She was staying with Her entourage, She saw her stylist who welcomed and greeted with dignity the people who rushed from right and from left, convinced of being in the presence of the Empress; She, therefore, watched the scene from afar drawing such a great delight, with no doubt, and minding of not to interfer.
In 1885 the Empress left Fanny in the port of Izmir on a vessel to receive the honors of the local dignitaries, while She,   unnoticed, on a barge, reached the coasts of the city, and, unrecognized by anyone, made a delectable tour around the old city center.
And finally, let's let the young lady of honor of the Empress, the Countess Irma Sztáray, who spent next to the Empress the last four years of her life, to assist Her until the end, that tragic September 10th, 1898, in Geneva, who, in her memoirs of the year 1894, noted an incident that occurred when they went to the French Riviera and were about to leave Marseilles:

We then came back to Marseilles. We were staying at the Hotel de la Paix, where the first concern of Her Majesty was to order a wonderful lunch.
We started with one of the Sovereign's favorite dishes,  French oysters, which was followed by fish and meat, both excellent. To finish with wild strawberries. Ah, how it was all good ! We drank Asti Spumante, a rough wine, the only one that Her Majesty liked. [...] Perhaps I never ate so well as that day. And all the pleasant things come to an end: an ice cream! We went to eat one of them in a confectionery and we occupied the time that was left looking at the shop windows and doing purchases.
At half a hour before our departure we were already at the station, where we witnessed a pretty funny scene.
People must have known, in one way or another, that we would go to catch the train, so when we arrived on the dock, we found small groups of people who flocked to see the Empress.
Generally these expressions of interest afflicted much Her Majesty, but this time she did everything to satisfy the people's curiosity ... before Her arrival !
Now we were curious to know why all eyes were pointed toward a certain direction and what was inspiring that respectful silence. We approached cautiously and discovered the key to the mystery. Frau Feifalik, the hairdresser of Her Majesty, walked up and down the platform, with majestic gait, doing her best to look like the Empress. What a pretty humorous story it would had drawn a hand of an artist!
Her Majesty found this a very funny interlude.
"Don't let's disturb the good Feifalik" She said, and went quickly on the train without be noticed.

But let's come back to the photograph in question; after what I have just described to you, isn't it even more likely that the woman photographed isn't Sisi, but Fanny?
And if I show you this picture that portrays Fanny at a more mature age along with Ida von Ferenczy, who holds her hand, knelt at her feet,



- picture 16 



and if I cut out a first plan to put it beside that of the mysterious lady, don't you think this hypothesis to be not only more believable, but even a real fact ?
Did Fanny played this ... 'game' too for her beloved Empress ?



- picture 17



For this lady whom the Empress had wanted at Her side and had become a very special companion, Her Majesty had also made a strong exception to the rules: all the women that She had at Her service had to keep the hen, if they wanted  to get married She would have immediately discharged them from their post at Court, but when in 1866 Fanny fell in love with Hugo Feifalik, a middle-class employee of bank, and expressed the desire to marry him, the Empress agreed to keep her close to Her and, indeed, at Court found employment also her future husband, who made a quick rise to fame to reach eventually the role of Treasurer of the Noble order of the Starry Cross - Sternkreuzorden -, a women's chivalric order founded inside the Hapsburg Empire in 1668 by Eleonora Gonzaga, the widow of Emperor Ferdinand III.

These are some of the curiosities belonging to the most intimate aspect, that is to say to the private life, of a woman who, with the ethereal veil of charisma and grace which, partly deliberately, partly quite unconsciously, she was wrapped in, helped to write the history of politics and femininity of the XIXth century, becoming a myth that persists over time.



May it reach you, eventually, my most sincere thanks, 
filled with joy, affection and gratitude


see you soon 💕











BIBLIOGRAPHIC SOURCES: 


Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München
1995;

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998;

ELISABETTA D'AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989;

Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001;


Marguerite Cornell Owen, THE MARTYRDOM OF AN EMPRESS WITH PORTRAITS FROM PHOTOGRAPHS [ 1898]HARPERS & BROTHERS PUBLISHERS, NEW YORK AND LONDON, collected by Benno Loewy, bequeathed to Cornell University - The Cornell University Library Digital Collection;

Conte Egon Cesar Corti, L'imperatrice ElisabettaMondadori, Milano, 1937;

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982;

Brigitte Hamann, (a cura di)ELISABETH Bilder einer KaiserinAmalthea Verlag, 1998;

Marie Louise, Countess Larisch von Wallersee-Wittelsbach with Paul Maerker Branden and Elsa Brander, HER MAJESTY Elisabeth of Austria-Hungary, The Beautiful, Tragic Empress of Europe's Most Brilliant Court, DOUBLEDAY, DORAN & COMPANY Inc. GARDEN CITY, NEW YORK, 1934;

Maria Matray - Answald Kruger, L'attentato, MGS PRESS, Trieste, 1998;

Xavier Paoli, THEIR MAJESTIES AS I KNEW THEM - Personal Reminescences of the Kings and Queens of Europe, EDITORA GRIFFO (edizione originale Parigi, 1934);

Gabriele Praschl - Bichler, L'Imperatrice Elisabetta, Longanesi & C., Milano, 1997;

Gabriele Praschl-Bichler, Josef Cachée, "...von dem müden Haupte nehm' die Krone ich herab": Kaiserin Elisabeth Privat, Amalthea Signum Verlag, Wien, 1981; 

Irma Sztáray, Elisabeth gli ultimi anni, L'imperatrice raccontata dalla sua Dama d'onore, (titolo originale: Aus den letzten Jahren der Kaiserin ElisabethMGS PRESS, Trieste, 2010.




QUOTATIONS:

1 - Irma Sztáray, Elisabeth gli ultimi anni, L'imperatrice raccontata dalla sua Dama d'onore, (titolo originale: Aus den letzten Jahren der Kaiserin ElisabethMGS PRESS, Trieste, 2010, page 35.




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