domenica 25 agosto 2013

Ludwig e Sisi, due anime legate da un unico, grande, sogno romantico.



C'era una volta un'isola incantata ...

si chiamava Roseninsel - Isola delle Rose, era situata al centro di un lago da fiaba, lo Starnbergersee ed era sconosciuta ai più, frequentata solamente da loro, dall' aquila e dal gabbiano ...





Stampa dello Starnbergersee con sullo sfondo la Roseninsel, © H.Th. Wenner GmbH & Co. KG 2013



vi ci si recavano, sospinti da un unico battito d'ali, dandosi spesso, segretamente, appuntamento .. talvolta accadeva che vi s'incontrassero casualmente, guidati dallo stesso impeto di fuggire in quel meraviglioso luogo senza tempo, talvolta poteva anche accadere che non s'incontrassero affatto ...

Il loro dialogo era fatto di lettere e di poesie, privo di alcun interesse che non fosse altro che intellettuale, di quella poesia che la realtà in cui vivevano negava loro; Re Luigi II di Baviera (Ludwig) l'aquila,






 Imperatrice Elisabetta d'Austria (Sissi) il gabbiano,






entrambi di casato Wittelsbach, Ludwig da parte di padre, Sissi da parte di ambedue i genitori, cugini legati da profondo affetto già in tenera età, affetto che diverrà sempre più importante e quasi fondamentale per le vite di entrambi con il trascorrere del tempo ( soprattutto a partire dall'anno 1864), per entrambi eccessivamente pesante la corona, costretti ad interpretare un ruolo che troppo soffocava il loro spirito liberale, poetico, romantico, ma capaci entrambi, in egual misura, di trovare compensazione alla loro posizione "secolare" in una dimensione fatta del loro sogno realizzato: poesia, musica, letteratura, arte erano la realtà che li vedeva compiutamente appagati e vivi .. quasi nessuno li comprendeva, erano giudicati stravaganti, diversi,.. erano solamente dotati di spiccata sensibilità e di eccezionale intelletto,.. erano "fuori dal tempo", lontani dal loro mondo, erano due "anime belle", due artisti in un mondo fatto di gente comune.

Situato sulle rive del lago Starnberg, Il castello di Possenhofen, residenza estiva dei Duchi in Baviera "era una dimora di campagna piuttosto che un palazzo, con i muri coperti di caprifoglio e di glicine.




Il castello era confortevole anche se un po' trasandato con i tappeti lisi e le mucche che vagavano liberamente per i giardini di rose. Da bambino il principe ereditario aveva fatto spesso visita ai cugini a Possenhofen e, rispetto alla rigida vita di corte, questa residenza doveva essergli sembrata un paradiso: era innanzitutto una casa di famiglia,





 Sissi ( sulla sinistra) ritratta a Possenhofen con i genitori e quattro dei suoi sette fratelli - Helena Bavorsk (?)


 piena non di cortigiani ossequiosi, ma di risate e di giochi sfrenati"1 e perciò, anche da Imperatrice, Elisabetta continuò a rimanere molto legata a questi luoghi; a circa cinque chilometri di distanza, sull'altra sponda del lago, quasi di fronte a Possenhofen, si ergeva il castello di Berg, che divenne la residenza del re di Baviera ...





" la posizione del castello era splendida: si ergeva sulla riva del lago Starnberg, tranquillo ed appartato, ed il suo isolamento piaceva molto al re. Questi amava passeggiare per i sentieri di ghiaia che costeggiavano le rive dai fitti canneti porgendo l'orecchio al canto degli uccelli o al battito delle onde contro gli scogli, gli unici suoni che rompevano la quiete del primo mattino. Al di sopra della lieve foschia mattutina poteva scorgere in lontananza le Alpi, coperte di neve fresca anche d'estate."2

Qui, nel suo regno incantato, nel suo castello in stile neogotico con merlature e torri (Massimiliano, in occasione del restauro avvenuto tra il 1849 ed il 1851, ne aveva fatte erigere quattro, Ludwig ne fece aggiungere una che chiamò Isotta)"Ludwig attendeva con ansia le frequenti visite di Elisabetta alla famiglia a Possenhofen. Durante la permanenza della cugina percorreva in sella ad uno dei suoi cavalli il perimetro del lago di Starnberg per lasciarle un mazzo di rose davanti alla porta prima del suo risveglio. Spesso attraversavano il lago per tutta la lunghezza nel piccolo piroscafo 'Maximiliam' 





o si rifugiavano sulla Roseninsel, un'isoletta di proprietà del sovrano situata in mezzo al lago. Massimiliano vi aveva fatto piantare quasi trentamila cespugli di rose che, durante l'estate, esplodevano in una profusione di colori e di soavi fragranze. Al centro di questo giardino si ergeva un piccolo chalet in stile svizzero 





                    Casino sulla Roseninsel negli acquerelli di Franz Jacob Kreuter, c. 1850



con un'alta torre di guardia, dove Ludwig ed Elisabetta trascorrevano interminabili ore soli, parlando, leggendo poesie l'uno all'altra e, quando uno dei due era assente, lasciandosi reciprocamente delle lettere nello scomparto segreto di uno scrittoio nel salotto affacciato sul lago. Vagavano soli nei boschi, a cavallo o a piedi, portandosi la colazione al sacco e leggendo a voce alta all'ombra dei pini e dei castagni. Il re amava intensamente questi pomeriggi solitari con la diletta cugina."3

Nato a Monaco di Baviera il 25 agosto del 1845, Ludwig (Ludwig Otto Friedrich Wilhelm von Wittelsbach ) venne incoronato re Luigi II di Baviera ancora molto giovane di conseguenza alla prematura morte del padre Massimiliano II: era il 1864 ed egli aveva da

poco compiuto 18 anni, non era preparato emotivamente e spiritualmente non solo alla corona, ma soprattutto al tormentato periodo storico che allora la Baviera stava attraversando (il dilagare del potere della Prussia di Bismarck che a poco a poco cercava di fagocitare gli stati più piccoli della confederazione germanica impose alla Baviera una guerra che il giovane re cercò con ogni mezzo di evitare e che straziò al fine il suo animo sensibile) : a Ludwig erano cari gli interessi di natura intellettuale, era votato all'arte, alla poesia di Heine, alla letteratura classica, alla mitologia delle saghe germaniche che trovò concretarsi nelle opere e nelle rappresentazioni teatrali di Wagner, di cui divenne affezionato amico e mecenate e al quale fu sempre profondamente legato da ammirazione e da stima incondizionata, nonostante questi del re e della sua disponibilità economica spesso approfittò smisuratamente; Ludwig si immedesimava in Lohengrin, il cavaliere del cigno, uno dei custodi del Sacro Graal, (figlio di Parsifal, tra i più importanti cavalieri della Tavola Rotonda che alla ricerca del Graal dedicò la propia vita, Lohengrin è protagonista del poema epico medievale tedesco 'Parzival' appartenente al ciclo arturiano scritto da Wolfram von Eschenbach : Lohengrin fu chiamato, in qualità di custode del Graal a difendere Elsa di Brabante, ingiustamente accusata di avere ucciso il fratello: egli l'avrebbe al fine sposata a patto che non avesse indagato sulla sua identità, ma una volta conclusa la sua missione ella insistette a tal punto che Lohengrin fu costretto a svelarsi e perciò a scomparire per fare ritorno sulla montagna sacra attraversando le acque del fiume su di un'imbarcazione guidata da un cigno, lo stesso che lo avrebbe aiutato nella ricerca del Sacro Graal) e del cigno aveva le fattezze, l'eleganza innata, la bellezza straordinaria, lo sguardo profondo ed indagatore, azzurro e terso come le volte celesti oltre cui gli occhi della sua anima volevano giungere, lo spirito libero e fu per questo sempre amato ed ammirato dal suo popolo, nonostante nei suoi ultimi anni di regno, contrito da susseguenti delusioni politiche ed esistenziali, divenne sempre più votato alla sua arte e alla creazione di imponenti castelli in cui trovare "rifugio" che oggi impreziosiscono la Baviera.
All'epoca, questa sua "sospinta" artisticità, fece inorridire i membri del governo a tal punto che segretamente, nell'arco di circa dieci anni, riuscirono ad ordire e portare a compimento un complotto per detronizzarlo: con un'accusa infondata e non comprovata di follia e conseguentemente d'incapacità a proseguire nel regnare lo fecero deporre ed arrestare .. il giorno dopo il suo corpo era trasportato dalle acque dello Starnbergersee e sono tutt'oggi avvolte da mistero le cause della sua morte ...
Di lui scriveva Wagner nel 1864 in una lettera ad un amico: "Egli è, triste a dirsi, così bello, così dotato, così pieno di sentimenti profondi e così meraviglioso, che ho timore che la sua vita possa svanire come un sogno divino in questo nostro mondo tanto rozzo."4


"Elisabetta aveva otto anni più del cugino Luigi II di Baviera. Spesso definita la più bella donna d'Europa, conquistò il cuore d'innumerevoli uomini. Aveva lineamenti classici, la carnagione simile ad un petalo di rosa e gli occhi di un'azzurro intenso il cui sguardo faceva intenerire gli animi."5

Divenuta Imperatrice d'Austria sposando Francesco Giuseppe d'Asburgo, ma di natali bavaresi, Elisabetta ( Elisabeth Amalie Eugenie von Wittelsbach, Duchessa in Baviera, Arciduchessa d'Austria nacque a Monaco di Baviera il 24 dicembre del 1837 ), legata alla lettura di Victor Hugo, alla mitologia classica (l'eroe in cui si identificava era Achille e a lui dedicò il castello che fece costruire a Corfù, l'Achilleion appunto), alla poesia di Heine cui si ispirò nella creazione dell'ampio repertorio poetico che coltivò nel corso di tutta la sua travagliata esistenza, era anch'essa un'anima tormentata dalla vita, troppo grande interiormente per rimanere serenamente racchiusa tra le mura di ampi e sontuosi palazzi, tappezzati da preziosi velluti e damaschi di antica tessitura, per essere vincolata a "sterili" e futili cerimoniali ...

Fuggire, per questi personaggi era l'unico mezzo per sopravvivere ed accettare la realtà, fuggire nell'arte, in lunghe cavalcate nei boschi della verde Baviera e trovare respiro altrove, per Ludwig lontano dalla città di Monaco nelle stanze dei suoi castelli affrescati con episodi epici dei personaggi storici e mitologici che ammirava, per Sissi viaggiando all'estero, talvolta con pretesti che la tenessero comunque lontana da Schönbrunn e dalla corte compassata, fatta di apparenze, di rituali privi di senso, dall'atmosfera soffocante, noiosa ed "aristocratica" di Vienna.


Ludwig e Sissi erano legati da parentela per tramite di re Luigi I, nonno del re di Baviera (e predecessore di suo padre sul trono) e prozio dell'Imperatrice, in quanto zio della madre, la  duchessa Ludovica (va tenuto presente che i legami di parentela anticamente erano più stretti che ai giorni nostri, e soprattutto lo erano tra i Wittelsbach ed Asburgo visto che spesso all'interno di questi casati intervenivano matrimoni tra consanguinei a rafforzarli).

"... Luigi I aveva parecchie qualità - arguzia, amore dell'arte e dell'ellenismo, sentimento patriottico - che dovevano riaffacciarsi poi in molti personaggi della casa di Baviera. Scriveva versi, sebbene con scarso talento, ed era entusiasta d'ogni cosa nobile e bella [...] Questo culto del bello non si limitava alla poesia e alle arti. Nessuno fu più sensibile alla bellezza di un volto femminile di Luigi I, creatore di questa famosa galleria di beltà dove, accanto ai ritratti di principesse di sangue reale, di dame di corte e di donne di teatro, trovava posto anche quello della graziosa figliola di un bravo calzolaio.
Molte di queste qualità e propensioni si ritrovano fra i suoi discendenti, in particolare nell'Imperatrice Elisabetta e in suo nipote, Luigi II di Baviera.(mi permetto di fare un inciso dicendo che è documentato che anche Ludwig e Sissi curavano già dall'infanzia una raccolta di ritratti e di foto dell'epoca di belle donne) Anche Elisabetta aveva uno spiccato senso dell'umorismo, il gusto dell'ironia  e dello scherzo, doti che tuttavia, contrariamente ad altre, non segnarono a fondo il suo carattere. I suoi momenti di allegria e buonumore erano sempre di breve durata perchè l'Imperatrice, come numerosi altri membri della famiglia, soggiaceva a continui cambiamenti d'umore, con passaggi repentini da un 'estremo all'altro. [...] In Luigi II, futuro re di Baviera questi cambiamenti bruschi e improvvisi erano particolarmente vistosi."6




Incontro a Bad Kissingen nel 1864: da sinistra il re Ludwig II di Baviera, imperatrice di Russia Alexandrowa Maria, suo marito, lo zar Alexander II di Russia, Imperatrice Elisabetta (Sissi) d'Austria e il duca Max di Baviera.



Le loro affinità abbracciavano per intero il loro temperamento e le sfumature caratteriologiche del loro modo di comportarsi: "Proprio come Elisabetta, Luigi (II) dispensava favori e amicizie a seconda degli umori del giorno e prescindendo del tutto dalla posizione sociale delle persone con cui aveva a che fare.. Il re, benchè per certi versi suscettibile e irritabile, non si sottraeva in malo modo ai contatti con la gente. Durante le brevi passeggiate che faceva non lo infastidiva, per esempio, l'incontro con persone la cui presenza nei boschi fosse giustificata dall'attività che svolgevano, e a volte era lui stesso a rivolgere la parola a un cacciatore. Certo è che conosceva tutti per nome e talora s'informava anche su di loro. Come l'Imperatrice Elisabetta - che durante le escursioni usava entrare nelle baite di montagna per bere un bicchiere di latte in compagnia di contadini e vaccari, e che nel corso dei viaggi all'estero era capace di far pervenire somme elevate di denaro a estranei in difficoltà, o s'interessava a Corfù ai problemi dei pescatori -, anche Luigi II era particolarmente amato per la spontanea premura che dimostrava verso i sudditi: " Fra gli agricoltori, che i precedenti sovrani avevano trattato con indifferenza o ignorato del tutto, il re godeva d'una straordinaria popolarità. Fu il primo dei Wittelsbach a trascorrere al sua vita quasi esclusivamente in campagna ( e i contadini dubitavano anche dell'attendibilità delle voci che circolavano sulla sua malattia mentale ), evidentemente perchè il sovrano, altrove così timido e introverso, si sentiva attratto da loro. Spesso e inaspettatamente, quasi cedendo a improvvisi impulsi a  comportarsi come una persona qualunque, chiedeva ospitalità nelle case di contadini oppure, in montagna, si sedeva accanto a un boscaiolo. Conversava amichevolmente con queste persone e faceva occasionalmente anche qualche regalo."7



Erano davvero tanto simili, Sissi e Ludwig, li accomunava la tendenza costante a migliorare il proprio livello culturale e leggevano molto, soprattutto letteratura classica, li legava l'ammirazione per la filosofia di Schopenhauer , l'antimilitarismo e persino l'inquietudine che li costringeva ad essere sempre in movimento, la passione per l'equitazione e per i cavalli, comune a tutti i Wittelsbach ( erano entrambi abili e spericolati cavallerizzi - Sissi aveva anche frequentato corsi di equitazione acrobatica e si dice che fosse tra le più abili amazzoni del suo tempo)






e li accomunava una straordinaria bellezza: statuari (Ludwig era alto 1,91 mt, Sissi 1,72), solenni, imponenti si facevano notare per quel rifulgere nello sguardo reso radioso dal sole che brillava loro interiormente ..
Ma quanto tempo potrei trascorrere a scrivere di questi due personaggi storici che tanto amo e che sento emotivamente così vicini, con il rischio di annoiarvi e di non riuscire comunque ad esaurire l'argomento !!!

Ed ancora cito dal libro di Greg King:" Nel suo solitario, autoimposto isolamento, Ludwig cercava spesso la compagnia della cugina, l'Imperatrice Elisabetta d'Austria, sia a Possenhofen che in qualche padiglione sperduto sulle Alpi. Insieme cavalcavano attraverso le scure foreste oppure, fermi in piedi sul ponte del suo battello a vapore 'Tristano',





attraversavano le calme acque del lago di Starnberg illuminate dalla luna, recitando poesie e leggendosi l'un l'altro Schiller o Shakespeare. Una delle dame di corte dell'Imperatrice ricorderà così i dettagli di uno di questi incontri: 'Sostituì rapidamente il berretto, posato in maniera precaria sui bellissimi capelli ondulati ...indossava l'uniforme austriaca e portava a tracolla, ma in maniera sbagliata, la gran croce dell'Ordine di Santo Stefano e, sempre a tracolla, anzichè intorno alla vita, la sciarpa che distingue gli ufficiali austriaci. Scese dalla carrozza: un bell'uomo con l'aria di un re sul palcoscenico o di Lohengrin nel corteo nuziale... aveva meravigliosi occhi scuri (nota: erano di un azzurro molto cupo) la cui espressione cambiava continuamente, amorosi e teneri, poi simile ad un lampo, un luccicare improvviso come se stessero ridendo di qualcosa; insomma, l'occhio ardente che sprizza scintille, diventa freddo e un'occhiata, un lampo quasi di crudeltà, vi compare per un attimo !! Poi, lo sguardo si fa di nuovo tenebroso e tenero ...'."8

Leggo nel diario dell'arciduchessa Maria Valeria, la figlia prediletta di Sissi, quanto ella annotò il giorno 20 giugno 1885:" Al pomeriggio con mamma, Gisella, Amelia e Manni sull'Isola delle Rose, visitiamo anche il castello: Mamma ha anche scritto una delle sue poesie, l'ha sigillata per il re e l'ha posata in una delle stanze. Cosa dirà il re? ..."9questo il testo della poesia che il gabbiano lasciò nella busta chiusa sull'Isola delle Rose quel giorno: 

Aquila, a te lassù sulle montagne
Manda il gabbiano del mare
Un saluto dall'onda spumosa
Verso le nevi eterne.
Una volta ci siamo incontrati
Secoli e secoli fa
Sullo specchio del lago più bello,
Al tempo che fiorivano le rose.
Silenziosi volammo l'uno accanto all'altro
Immersi nella quiete più profonda
Soltanto un negro cantava al tempo stesso

Sulla piccola barca le sue canzoni.

 e così l'aquila, trovata la poesia a settembre, a lei rispose:

Al nido dell'aquila, dalla remota spiaggia,
E' arrivato il saluto del gabbiano,
Portando con lieve battito d'ali
Il ricordo dei tempi lontani,
Quando insieme visitavano le rive
Immerse nel profumo delle rose,
E in un arco superbo, salutando,
Si passavano accanto.
Verso la cima del monte l'Aquila fa ritorno
E il gabbiano della spiaggia del Nord ringrazia
Inviando con il fruscio delle sue ali

Un gioioso saluto sullo specchio del mare.

A spezzare questo profondo legame subentrò la scomparsa improvvisa di Ludwig, ma persino la morte li accomunò da che proprio le acque di un lago videro gli ultimi sguardi sia del re che dell'Imperatrice, Ludwig sulle rive del Lago di Starnberg, Sissi su quelle del Lago di Ginevra dove si trovava in viaggio, ferita mortalmente da un anarchico che voleva in principio colpire Enrico d'Orléans, pretendente al trono di Francia ...
Quando, il 13 di giugno del 1886, "Il Cielo ha sparso una lacrima"10





come scrisse un giornale di Monaco pubblicando la notizia della scomparsa del re, mestamente, ma ancora nel linguaggio della poesia con cui sempre avevano comunicato, il gabbiano gli dedicò una delle sue liriche, un estremo saluto suggellato ancora una volta dai simboli della libertà:

ALL'AQUILA MORTA. 
Ti han visto volare le prime luci del giorno
a vertiginose altezze, ora sei distesa, rigida, per terra.
Ti sei spinta sino ad essere vicina la dio sole,
la luce della luna giuoca ora con il tuo corpo senza vita.

E tuttavia, tuttavia t'invidio,
sei vissuta così lontana dagli uomini
ed ora che ti ha abbandonata il divino sole,
lassù ti piangono le stelle.11




                                                         Roseninsel




Scriveva in quegli anni Joseph Conrad (1857 - 1924):

Only the imagination of man makes the truth find an effective and inalienable existence. The imagination, and not to the invention, is the supreme master of art as of life./ Solo l'immaginazione dell'uomo fa sì che la verità trovi un'effettiva e inalienabile esistenza. L'immaginazione, e non l'invenzione, è la suprema padrona dell'arte come della vita.


Qui mi fermo con il sospetto di essermi già dilungata troppo e se così è me ne scuso, non vogliatemene ... mi sono lasciata trasportare dall'entusiasmo ... !!

Un caro saluto ai miei lettori.

A presto 





Dany



Bibliografia:

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998

Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982

Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1999

Gabriele Praschl-Bichler, L'IMPERATRICE ELISABETTA, Longanesi & C. Edizioni, 1997 


Citazioni:

1 / 2 - Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1999, pag. 77
3 - op. cit. pag. 82
4 - op. cit. pag. 90
5 - op cit., pag. 79
6 - Gabriele Praschl-Bichler, L'IMPERATRICE ELISABETTA, Longanesi & C. Edizioni, 1997, pag.2
7 - op. cit., pag 163 - op. cit., pag. 7
8 - Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, op. cit. pag. 230
9 - Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001, pag.55
10 - Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, op. cit., pag. 340
11 - Elisabetta d'Austria, Diario poetico, MGS PRESS SAS, 1998, pag.261










Ludwig and Sissi two souls linked by an only, high, romantic dream.


Once upon a time there was an enchanted island,

it was called Roseninsel - Island of Roses, it was placed in the middle of a fairy tale - lake, the Starnbergersee, and was unknown to most people, frequented only by them, from the eagle and the sea-gull ...

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They went there, driven by a single flutter of wings, giving themselves often secretly appointment .. it happened sometimes that they met, sometimes, guided by the same impetus to escape in that wonderful timeless place, it could also happen that they didn't meet at all …
Their dialogue was made of letters and poems, free from any interest that wasn't more than intellectual, of the poem that the reality in which they lived denied them; King Ludwig II of Bavaria (Ludwig) the eagle,


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Empress Elisabeth of Austria (Sissi) the sea-gull,


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both bembers of the Wittelsbach family, Ludwig from his father's side, Sissi by both parents, cousins, linked by deep affection since early age, that affection that will become increasingly important and almost essential to both their lives with the passing of time (especially since the year 1864), for both the crown was far too heavy, both forced to play a role too suffocated their liberal, poetic, romantic spirit, but both capable, in equal measure, to find compensation to their "secular" position in a dimension made up of their dream come true: poetry, music, literature, art was the reality that saw them fully satisfied and alive .. almost no one understood them, they were deemed extravagant, different .. they only had a high sensitivity and exceptional intellect .. they were "out of time", far from their world, there were two "beautiful souls," two artists in a world of ordinary people.

Situated on the shores of Lake Starnberg, The Possenhofen Castle, summer residence of the Dukes in Bavaria "was a country house rather than a palace, with its walls covered with honeysuckle and wisteria.


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The castle was comfortable although a bit neglected with worn out carpets and cows that roamed freely through the rose gardens. As a child, the Crown Prince had often visited their cousins in Possenhofen and, respect to the rigid court life, this residence had seemed a paradise to him: it was first and foremost a family home, 


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not full of obsequious courtiers, but of laughter and jinks."1  and therefore also as Empress, Elizabeth continued to remain very bound to these places; at about five kilometers away, on the other side of the lake, almost in front of Possenhofen, stood the castle of Berg, which became the King of Bavaria's residence ...


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"The position of the castle was wonderful: it stood on the shore of Lake Starnberg, quiet and secluded, and the king loved its isolation. He loved to walk in the paths of gravel that lined the banks of the thick reeds holding out his ear to the song of birds or the beat of the waves against the rocks, the only sounds that broke the stillness of the early morning. Above the slight morning mist, in the distance, he could see the Alps, covered with fresh snow even in summer."2
Here, in his enchanted kingdom, in his neo-Gothic castle with battlements and towers (Maximilian, in occasion of the restoration that took place between 1849 and 1851, had erected four towers and Ludwig made it add one more that he called Isolde) "Ludwig waited forward to Elizabeth's frequent visits to her family in Possenhofen. During the stay of her cousin he walked on the saddle of one of his horses the perimeter of Lake Starnberg to let a bunch of roses at the door before her awakening. They often crossed the lake to full length in the small steamer 'Maximiliam' 


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or took refuge on the Roseninsel, a small island owned by the king, situated in the middle of the lake. Maximilian had made plant nearly thirty-thousand rose bushes, that, during the summer, exploded in a profusion of colors and of sweet fragrances. At the center of this garden stood a small Swiss-style chalet

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with a high tower, where Ludwig and Elizabeth spent endless hours alone, speaking, reading poems to each other, and when one of them was absent, leaving one another letters in the secret drawer of a desk in the living room facing the lake. They wandered alone in the woods, on horseback or on foot, taking a picnic lunch and reading aloud in the shade of pines and chestnut trees. The king loved these intensely solitary afternoons with his beloved cousin."3

Born in Monaco of Bavaria on August 25, 1845, Ludwig (Ludwig Otto Friedrich Wilhelm von Wittelsbach) was crowned King Louis II of Bavaria still very young as a result of the untimely death of his father Maximilian II: it was 1864 and he had just turned 18 years old, he wasn't prepared emotionally and spiritually not only
- picture 10 on the right - to the crown, but especially to the troubled historical period that,a at the time, Bavaria was going through (the spread of the power of Bismarck's Prussia that gradually tryed to engulf the smaller states of the German confederation imposed to Bavaria a war that the young king sought with every means to avoid and which, in end, teared his sensitive soul to pieces): the interests of intellectual nature were very dear to Ludwig, he was devoted to art, to Heine's poetry, to classical literature, to the mythology of the Germanic sagas that he found materialized in Wagner's work and theater performances, of which became affectionate friend and patron, and to who he was always deeply bond by admiration and unconditional esteem, in despitet of he often profited immeasurably the king and his disposable income; Ludwig identified himself in Lohengrin, the knight of the Swan, one of the keepers of the Holy Grail, (son of Parsifal, the most important knights of the Round Table who devoted to the quest for the Grail his whole life, Lohengrin is the protagonist of the medieval German epic poem 'Parzival' belonging to the Arthurian legend written by Wolfram von Eschenbach : Lohengrin was called, as custod of the Grail, to defend Elsa Brabante, unjustly accused of killing her brother, he would have finally married her as long as she hadn't inquired about his identity, but as soon as the mission was ende she insisted so much that Lohengrin was forced to reveal itself and therefore to disappear and return on the sacred mountain crossing the river on a boat driven by a swan, the same that helped him in the search for the Holy Grail) and he of the swan had the features, the innate elegance, the extraordinary beauty, his glance deep and searching, blue and sky as the celestial times over which the eyes of his soul wanted to reach, the free spirit and therefore was always loved and admired by his people, even during the last years of his reign, when he, contrite by subsequent political and existential disappointments, became increasingly devoted to his art and to the creation of impressive castles where to find "refuge" that now adorn the Bavaria.

At the time, his "pushed" love for art, horrified the members of his government to the point that secretly, over a period of about ten years, they managed to weave and complete a plot to dethrone him: with an unfounded and not proven accusation of folly and consequently incapacity to continue to reign they deposed and arrrested him.. the next day his body was transported by the waters of the Starnbergersee and the causes of his death are still shrouded in mystery.
Wagner, in a letter to a friend in 1864, wrote about him : "He is, sad to say, so beautiful, so talented, so full of deep feeling and so wonderful, that I fear that his life might vanish like a divine dream in this so rude world of ours."4

"Elizabeth was eight years older than her cousin Louis II of Bavaria. Often called the most beautiful woman in Europe, won countless men's hearts. She had classic features, complexion like a rose petal and the eyes of a deep blue the gaze of which moved the hearts. "5

- picture 11 on the left - Become Empress of Austria by marrying Franz Joseph of Habsburg, but Bavarian native, Elisabeth (Elisabeth Amalie Eugenie von Wittelsbach, Duchess in Bavaria, Archduchess of Austria was born in Monaco of Bavaria on December 24, 1837), linked to reading of Victor Hugo, of classical mythology (the hero in which she identified herself was Achille and she dedicated to him the castle built in Corfu, called, not casually, "Achilleion"), to Heine's poem that inspired the creation of the large poetic repertoire which she cultivated throughout her troubled existence, was also a soul tormented from life, too big to stay interiorly serenely among the walls of large and sumptuous palaces, carpeted with precious velvets and damasks of ancient weaving, to be bound to "sterile"and senseless ceremonials ...
To escape, for these personages, was the only way to survive and to accept the reality, to escape in art, in long rides in the woods of the green Bavaria and find breath elsewhere, Ludwig away from the city of Monaco in the rooms of his castles, frescoed with epic scenes of the historical and mythological characters he admired, for Sissi travelling abroad, sometimes with silly excuses that took her anyway far from Schönbrunn and its prim court, made up of appearances, of meaningless rituals, from the stifling atmosphere, boring and "aristocratic "in Vienna.

Ludwig and Sissi were linked by family-tie from King Louis I, the King of Bavaria's grandfather (and his father's predecessor on the throne) and the Empress's great-uncle, as her mother the Duchess Ludovica's uncle (it should be noted that the family-ties once were much more closer than nowadays and above all they were, between the Wittelsbach and Habsburg, quite strong, just because, between these two families, often intervened consanguineous marriages).


"... Louis I had several qualities - wit, love of art and Hellenism, patriotic sentiment - which were then reappearance in many people of the house of Bavaria. He wrote verses, though with little talent, and was excited of everything that was noble and beautiful [...] This cult of beauty wasn't limited to poetry and the arts. Nobody was more sensitive than Louis I to the beauty of a female face, the creator of this famous gallery of beauty, where, besides princesses of royal blood, ladies of the court and women of theater's portraits, found also place that of the pretty daughter of a shoemaker's.
Many of these qualities and inclinations are found among his descendants, particularly in Empress Elizabeth and her nephew, Louis II of Bavaria
. (I would like to make an aside saying that it is also documented that Ludwig and Sissi took care since their early childhood of a collection of portraits and photos of beautiful women) Elizabeth also had an outstanding sense of humor, the taste of irony and joke, gifts that however, unlike others, didn't mark deeply her personality. Her moments of joy and good humor were always short-lived because the Empress, like many members of the family, underlaied to constant changes in mood, with sudden changes from an extreme to another. [...] In Louis II, future King of Bavaria, these abrupt and sudden changes of humor were particulary showy. "6


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Their affinity embraced their whole temperament and characterological nuances of the way they behave, "Just like Elizabeth, Louis (II) dispensed favors and friendships as the mood of the day and quite apart from the social position of people with whom he had to do .. The king, though in some ways touchy and irritable, didn't shirk badly to contacts with other people. During the short walks that he had, it didn't bother him, for example, meeting with people whose presence in woods was justified from the activity they did, and sometimes it was he himself who spoke to a hunter. Certainly he knew everyone by name and sometimes also inquired about them. As the Empress Elizabeth - who used, while hiking, enter the mountain huts to drink a glass of milk in company of farmers and cattlemen, and that, during her travels abroad, was able to send large sums of money to strangers in distress, or was interested in the problems of Corfu fishermen - even Louis II was especially loved for spontaneous kindness he showed towards his subjects: "Among the farmers, that the previous rulers had treated with indifference or ignored at all, the king enjoyed an extraordinary popularity. he was the first of the Wittelsbach to spend his life almost exclusively in the country (and the farmers also doubted the reliability of the rumors about his mental illness), evidently because the sovereign, elsewhere so shy and introverted, felt drawn to them. Often and unexpectedly, almost yielding to a sudden impulse to behave like an ordinary person, he asked for hospitality in the countrymen's home or, in the mountains, he sat next to a lumberjack. He conversed friendly with these people and occasionally did them some gift. "7

They were so much alike, Sissi and Ludwig, they shared a tendency to improve constantly their cultural level and read a lot, especially classical literature, the admiration for Schopenhauer's philosophy tied them, the anti-militarism and even the anxiety that forced them to be always on the move, the passion for riding and horses, common to all the Wittelsbach (both of them were skillful and daring riders - Sissi had also attended courses of acrobatic riding and was said to be among the most skilled horsewoman of her time)


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and they shared an extraordinary beauty: sculputure (Ludwig was 1.91 meters tall, Sissi1.72 ), solemn, impressive, they called attention to themselves for the shine in their eyes made bright by the sun shining inside them ..
But how much time could I spend writing about these two historical personages that I love so much and I feel emotionally so close, with the risk of boring you and still not to be able to exhaust the subject!

And again I quote from the book by Greg King: "In his solitary, self-imposed isolation, Ludwig often sought the company of her cousin, Empress Elisabeth of Austria, both in Possenhofen that in some remote pavilion on th Alps. Together they rode through the dark forests or, still standing on the deck of his steamboat 'Tristan'


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passed through the calm waters of Lake Starnberg in the moonlight, reciting poems and reading one another Schiller and Shakespeare. One of the ladies of the court of the Empress will remember the details of one of these meetings: 'He replaced quickly his cap, resting precariously on the beautiful wavy hair ... he was wearing the uniform of Austrian and carried over the shoulder, but in the wrong way, the Grand Cross of the Order of Santo Stefano, and always on the shoulder rather than around the waist, the scarf that distinguishes the Austrian officers. He got off the carriage, a handsome man with the look of a king on the stage or of Lohengrin during the wedding procession ... He had beautiful dark eyes ( note. They were very deep blue) whose expression was constantly changing, loving and tender, then like a flash, a sudden gleam as if they were laughing at something, in short, the burning eye sparkling bursting, it becomes cold and a look, a flash almost of cruelty, appears there for a moment! Then, the look is again dark and tender ...'."8

I read in the diary of the Archduchess Maria Valeria, Sissi's favorite daughter, what she noted the day of June 20, 1885: "In the afternoon, with mom, Gisella, Amelia and Manni went to the Island of Roses; we also visited the castle: Mom wrote one of her poems, and sealed it for the king and laid in one of the rooms. What will the king say? ... "9;
This is the text of the poem that the sea-gull left in a sealed envelope on the Island of Roses that day:


Eagle, to you up there in the mountains
Sends the sea-gull
Greetings from the foamy wave
Towards the eternal snows.
Once we met
Centuries and centuries ago
On the mirror of the most beautiful lake,
At the time that the roses were blooming.
Silent we flew next to one another
Immersed in the deeper quiet
Only a nigger sung at the same time

On the small boat his songs.


and so the eagle, founded the poem, in September replied:



At the Eagle's Nest, from the remote beach,
It has arrived the greeting of the sea-gull,
Bringing with slight flutter of wings
The memory of the distant past,
When they together visited along the banks
Immersed in the scent of roses,
And in a superb bow, greeting,
they passed beside one another.
Towards the top of the mountain the Eagle comes back
And the sea-gull of North beach thanks
Sending with the swishing of his wings

A joyful greeting on the mirror of the sea.


To break this strong bond got the sudden disappearance of Ludwig, but even death tied them considered that just the waters of a lake saw the latest king and Empress's gazes, Ludwig on the shores of Lake Starnberg, Sissi on those of Lake Geneva where she was on travel, mortally wounded by an anarchist  who at first wanted to hit Henri d'Orleans, pretender to the French throne ...

When, on June 13, 1886,
"Heaven has shed a tear,"10 


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as a newspaper of Monaco wrote publishing the news of the king's death, sadly, but still in the language of poetry with which they had always communicated, the sea-gull dedicated to her beloved eagle some verses of hers, a farewell sealed once more by the symbols of freedom:

TO THE DEAD EAGLE.
The first light of the day saw you fly
to dizzying heights, now you're lying, rigid, on the floor.
You pushed on as far as to be close to the sun god,
the moonlight plays now with your lifeless body.
And however, however I envy you,
you lived so far away from men
and now that the divine sun has abondened you,
up there the stars mourn for you.11


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Joseph Conrad (1857 - 1924) wrote in those years:
Only the imagination of man makes the truth find an effective and inalienable existence. The imagination, and not to the invention, is the supreme master of art as of life.



I'm stopping here with the suspicion to have already dwelt too much and if it's so I do apologize, please, don't blame me... I let myself be carried away from enthusiasm... !

Best and affectionate wishes to my readers.

See you soon




Dany


Bibliography:

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998

Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982

Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1999

Gabriele Praschl-Bichler, L'IMPERATRICE ELISABETTA, Longanesi & C. Edizioni, 1997 


Quotations:

1 / 2 - Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., 1999, p. 77
3 - op. cit. p. 82
4 - op. cit. p. 90
5 - op cit., p. 79
6 - Gabriele Praschl-Bichler, L'IMPERATRICE ELISABETTA, Longanesi & C. Edizioni, 1997, p.2
7 - op. cit., pag 163 - op. cit., p. 7
8 - Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, op. cit., p. 230
9 - Maria Valeria d'Asburgo, La prediletta - Il diario della figlia di Sissi, a cura di Martha e Horst Schad, traduzione di Flavia Floradini, MGS PRESS, 2001, p.55
10 - Greg King, LUDWIG. Genio e follia di un re, op. cit., p. 340
11 - Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998, p.261


6 commenti:

  1. Admire and love the passion you talk about the King of Bavaria and the unforgettable Empress of Austria, I can feel it.
    Thanks for sharing
    nancy

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    1. @ nancy
      I'm deeply thanking you for your far too beautiful words .. such appreciations are so important for me!
      I wish you a great day ✿⊱╮

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  2. Aquila, a te lassù sulle montagne
    Manda il gabbiano del mare
    Un saluto dall'onda spumosa
    Verso le nevi eterne.
    Una volta ci siamo incontrati
    Secoli e secoli fa
    Sullo specchio del lago più bello,
    Al tempo che fiorivano le rose.
    Silenziosi volammo l'uno accanto all'altro
    Immersi nella quiete più profonda
    Soltanto un negro cantava al tempo stesso

    Sulla piccola barca le sue canzoni.

    -----------------------------------------------------
    Si, tutto bello, una storia particolare, appassionante, dolce ed allo stesso tempo triste.
    Come sempre tu sai fare e dare un brivido un emozione a chi legge.
    Grazie.
    Un abbraccio forte.
    Ross <3

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    1. @ Rossano
      riuscire a trasmettere emozioni con l'entusiasmo che mi proviene dagli argomenti che di volta in volta mi ispirano è finalità persino troppo ambiziosa per me, ma se è così, se davvero vi riesco, allora ne sono realmente felice!
      Un bacio grande :* ♡

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  3. How very lovely! I've always liked Sissi. :)

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    1. @ Kia
      if Sissi, for her beauty, her elegance, the way she interpreted and lived her life, also according to biographers and historians, has always fascinated everyone who met her, I think that since her death consacrated her to a myth, her immagine is wrapped into a fairytale veil that subjugates the fantasy and the heart of who, like us, didn't know her.
      Thanks for your words, my sweet friend, that sound always far too beautiful to me !!

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I WHOLEHEARTEDLY THANK YOU FOR YOUR THOUGHTS AND WORDS, SO PRECIOUS TO ME.