giovedì 6 giugno 2013

A gardening heritage - Victoria, Queen of hearts and of .. English gardens.


Con un gesto delicato, un'esile mano inclina una brocca per versare un filo d'acqua su di una tenera pianta di rosa appena germogliata: l'aveva chiamata Empress Joséphine il famoso Descemet che le aveva dato i natali nel 1814 in Francia e lei aveva voluto portarla con sè dai meravigliosi giardini di Kensington Palace,





Kensington Palace in un dipinto del 1724 di Jan Kip

                           


dove era nata e dove aveva vissuto l' infanzia e l'adolescenza;



      Victoria all'età di 14 anni con il suo cocker spaniel Dash in un dipinto di George Hayter


 sullo sfondo, oltre la recinzione del sontuoso giardino, si allinea una ricca varietà di piante già adulte, alte, rigogliose, volute dai suoi predecessori.

"Things, to their best perfection come / not all at once, but some and some" (Le cose non raggiungono la perfezione di colpo, ma poco a poco) aveva letto in un vecchio libro, non di etica o di pedagogia, ma in un manuale di giardinaggio del '700, e questo Victoria, " Drina" ( Alexandrina Victoria, Principessa di Kent) lo avrebbe imparato presto e lo avrebbe esteso anche alla storia della propria vita.





Victoria in un ritratto del 1843 di Franz Xaver Winterhalter


Si accosta la mano sinistra al volto per ricomporre alcune ciocche di capelli che le erano sfuggite dall'acconciatura e che, molto soavemente, le ornavano le gote e leva quindi lo sguardo per cercare la propria figura riflessa nelle ampie vetrate del salone d'ingresso.. tutti i suoi gesti, anche i più banali, non mancavano di esprimere una grazia ed una regalità innate: “Sono realmente io la Regina?” continuava a domandarsi incredula.
Come era bella in quel suo abito di piquet azzurro cielo che le aveva donato lo zio Leopold, lui che continuava a viziarla da quando era piccolissima ed ancora non smetteva di coccolarla e ricoprirla di doni .. Quella gradazione di turchese le accendeva il ceruleo degli occhi ed il colorito roseo della carnagione e, pur non essendo alta, in quel delizioso abitino sembrava una delle bambole della sua preziosa collezione, tanto era graziosa !
Era ancora giovanissima, da poco aveva compiuto diciotto anni e solo da qualche mese Buckingham Palace era diventata la sua dimora



                                                       Buckingham Palace


dove si era trasferita con la madre, la Duchessa di Kent e Strathern, il suo precettore, il reverendo George Davis, e la sua governante Louise Lehzen, chiamata al trono dalla morte dello zio Guglielmo IV: aveva ereditato un regno che sotto la sua guida sarebbe diventato il più potente e prospero del mondo.


                   


                 Queen Victoria receiving the Sacraments at her Coronation, 28 June 1838, 
        by Charles Robert Leslie, from the Royal Collection © Her Majesty Queen Elizabeth II






This is a detail from a picture painted in 1839 by Sir George Hayter (1792-1871) depicting the Coronation of Queen Victoria at Westminster Abbey on 28 June 1838, from the Royal Collection © Her Majesty Queen Elizabeth II

Impreparata, politicamente inesperta ed ancora fragile fanciulla per la sue età Victoria cerca spesso appoggio ed incoraggiamento nelle competenza del consigliere Lord Melbourne, protetttivo e paterno con lei, ma non appena gli impegni glielo consentono si rifugia tra le piante secolari del parco, dove l'attendono i suoi cani e le sue rose.
"La dedizione al giardino educa al gusto, all'osservazione, alla pazienza, all'intelligenza", si sentiva dire da bambina Victoria, ma lei dei suoi fiori si prendeva cura ancora ora e lo faceva non con una finalità educativa, lo faceva per passione.

Come aveva già detto Francis Bacon, filosofo inglese (1561 - 1626), "Il giardinaggio è il più puro dei piaceri e il più grande sollievo per lo spirito dell'uomo" ed in ossequio al concetto di "libertà di spirito" espresso dal poeta Alexander Pope, l'Inghilterra, già a partire dal settecento, ripudia il giardino geometrico e formale che per anni aveva imitato dai modelli italiani e francesi, per sposare l'ideale estetico di giardino romantico, selvaggio, pittoresco, il "natural garden" in cui l'uomo si adopera per imitare la natura e nel periodo vittoriano questa tendenza si estende, diventando cultura popolare, tradizione.
La Royal Horticoltural Society, fondata nel 1804, promuove il giardinaggio a "stile di vita" e diffonde la conoscenza per le piante esotiche; fioriscono le pubblicazioni e la letteratura legata al giardino (nel 1826 Loudon fonda il The Gardener Magazine, nel 1829 nasce il Magazine of Natural History a cui collaborano scrittori del calibro di John Ruskin e nel 1871 il Journal of Horticolture and Cottage gardener fondato da Reginal Blomfield) e cominciò a diffondersi il detto secondo cui "gli inglesi non coltivano i giardini per ornare le case, ma costruiscono le case per decorare i giardini":




tutto questo accadeva nel periodo vittoriano del quale ho già cominciato, anche se sommariamente, a parlarvi. 

L'Inghilterra non doveva essere seconda a nessuno neppure in fatto di giardinaggio e dato l'amore di Victoria per le rose non c'era tempo da perdere, cos'altro si doveva aspettare prima d'importare quelle da poco ibridate in Francia da Dupont, Descemet, Vibert e in America da Noisette e Chapney e per crearne delle altre, nuove, magari più affascinanti, profumate, preziose?
I famosi giardini della Malmaison, trascurati dopo la morte dell'Imperatrice Josèphine, erano caduti in rovina e poco o nulla rimaneva del suo prezioso roseto, per cui sembrava che i tempi fossero maturi anche per questo.



Victoria, spinta anche dalla propria indole, dalla stima e dalla fiducia che riponeva nella figura di Lord Melbourne non se lo fece ripetere a lungo e decise di seguire il suo consiglio.
Chiamò a corte Henry Bennet e volle informarsi sugli studi da lui condotti sull'ibridazione delle rose che stava da tempo conducendo .. era un agricoltore e seguiva da vicino la natura senza troppo forzarla; l'Inghilterra stava rivestendosi di parchi e di giardini ( Il principe prussiano di Pückler-Muskau scrisse :"Ci vorrebbero 420 anni per visitare tutti i parchi del regno !"1 ), sia nelle zone di città che in quelle rurali e sicuramente l'introduzione di nuove rose avrebbe trovato grande plauso nelle signore della midle – class inglese.


La storia ci dirà che nel periodo vittoriano, oltre le rose già diffuse in Francia, ebbero grandissima popolarità in Inghilterra le rose muscosa,




nuove mutazioni spontanee di Rose Centifolia, caratterizzate da una formazione muscosa che ricopre i sepali e che produce un’essenza aromatica e viscosa. Vi segnalo i nomi delle allora più apprezzate: Alfred de Dalmas, Capitaine John Ingram, Comtesse De Murinais, Gloire Des Mousseux, Marèchal Davoust, Nuits De Young, Old Pink Moss, Renè D’Anjou, Salet, Striped Moss e William Lobb.( Molte di esse sono tutt'ora conservate e propagate dal vivaio di David Austin Roses - http://www.davidaustinroses.com/ )

Sarebbe passato ancora molto tempo prima che, sotto il suo patrocinio, venisse fondata la Royal National Rose Society (accadrà nel 1876 quando, già al momento dell'inaugurazione, verranno mostrate con orgoglio nazionale, le rose inglesi fino ad allora ottenute; di essa faranno parte anche altri eminenti ibridatori quali Joseph Pemberton , Hugh Dickson di Belfast, etc. ); prima verranno inaugurati i giardini di Kew a Londra (Nel 1840 i giardini ebbero ufficialmente riconosciuto lo status di Orto Botanico Nazionale e sotto la direzione di William Hooker la loro superficie  fu incrementata sino a 30 ha e l'annesso arboretum si estese sino ai 130 ha attuali.)

e si terrà la prima Royal Exibition, la grande esposizione internazionale nel Chrystal Palace di Hyde Park dal 1 maggio al 15 ottobre 1851, esibizione che attirerà visitatori da tutto il mondo per celebrare il progresso industriale, tecnologico e scientifico, e soprattutto il primato inglese a livello mondiale, fortemente voluto dal principe Alberto, adorato consorte della regina, ma anche qui


“Le macchine, prodotti fabbricati, oggetti d'arte esposti, scomparivano sotto un cumulo di fiori e di piante verdi” 2
Vittoria vorrà mettere fiori ovunque e l'Inghilterra sarebbe presto divenuta fiera di potergliene donare in quantità !


Nella Rural Life of England - "Vita rurale in Inghilterra" del 1840, dello scrittore inglese William Howitt (1792 - 1879) si legge: "Chiunque abbia il senso del piacere del vivere deve ringraziare il cielo che gli ha permesso di vivere in questo paese e in  quest'epoca !" .. e pensare che il periodo vittoriano era appena cominciato, il bello doveva ancora arrivare !!

(- Tratto da una mia bozza del 2010. 

Voi cosa ne pensate ? .. Io sono sempre più convinta di essere nata per sbaglio nel XX secolo !!!
 
A presto ♥

Dany
 
    
 
Fonti bibliografiche:
 
Carolly Erickson, HER LITTLE MAJESTY: The Life of Queen Victoria, Simon and Schuster, 2002
 
Jacques Chastenet, LA VITA QUOTIDIANA IN INGHILTERRA AI TEMPI DELLA REGINA VITTORIA, R.C.S. Libri, Milano, 1998
 
Lytton Strachey, LA REGINA VITTORIA - Con un saggio di Virginia Woolf, Mondadori, Milano, 1994
 
 
 
Citazioni:
 
1 - LA VITA QUOTIDIANA IN INGHILTERRA AI TEMPI DELLA REGINA VITTORIA, op. cit., pag. 53
2 - op. cit. pag. 273









With a delicate gesture, a slender hand inclines a jug to pour a little water on a tender rose plant just grown: it was called Empress Joséphine from the famous Descemet who gave it birth in 1814 in France and she he wanted to take with her this wonderful rose from the gardens of Kensington Palace,

- picture 1

where she was born and where she lived her childhood and her adolescence;

- picture 2

 in the background, over the fence of the magnificent garden, a rich variety of plants already mature, tall, lush, wanted by his predecessors aqligns.
"Things, to their perfection come / not all at once, but some and some" she read in a book, not of moral or of pedagogy, but in an old gardening handbook of 700, and this Victoria, "Drina" (Alexandrina Victoria, Princess of Kent) would have learned early on and would have extended to the story of her life.

- picture 3

She approaches her left hand to her face to redial a few strands of hair that had escaped from the hair - style and taht, very gently, adorned her cheeks and then looked up to find her own image reflected in the large windows of the entrance hall. . all her gestures, even the most trivial, didn't fail to express an innate grace and majesty: "Am I really the Queen?" she went on asking incredulously.
How beautiful she was in that piquet blue sky dress that her uncle Leopold had given her as a present, he who continued to spoil her since she was a little child and still could not stop cuddling and covering her with gifts .. That shade of the turquoise lit the cerulean eyes and the rosy complexion and, while not tall, in that delightful dress she looked like a doll of her valuable collection, so pretty she was! 
She was so young, had recently turned eighteen years old and for a few months Buckingham Palace had become her residence

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where she moved with her mother, the Duchess of Kent and Strathern, her tutor, the Rev. George Davis, and her governess Louise Lehzen, called to the throne after the death of her uncle William IV had inherited a kingdom that under her leadership would have become the most powerful and prosperous in the world.

- picture 5

- pictiure 6


Unprepared, politically inexperienced and still fragile girl for her age Victoria often seeks support and encouragement in the competence of the adviser Lord Melbourne, protective and fatherly with her, but as soon as her schedule allows she takes refuge among the trees of the park, where her dogs and her roses are waiting for her."Taking care of the garden educates taste, observation, patience, and intelligence," they said to her as a child, but Victoria still takes care of her flowers but without an educational purpose, she does with passion.
As Francis Bacon, English philosopher (1561 – 1626)said , "Gardening is the purest of pleasures and the greatest relief to the spirit of a man" and in accordance with the concept of "freedom of spirit" expressed by the poet Alexander Pope, England, just in the early eighteenth century, divorces from formal and geometric garden which for years had imitated by Italian and French models, to marry the aesthetic ideal of romantic, wild, picturesque garden, the "natural garden" in which man strives to imitate nature and in the Victorian period this trend extends, becoming popular culture, tradition.
The Royal Horticultural Society, founded in 1804, promotes gardening to "lifestyle" and disseminates knowledge for exotic plants and publications and literature related to the garden are flourishing (in 1826 Loudon founded The Gardener Magazine, born in 1829 Magazine of Natural History to which are going to collaborate writers like John Ruskin and in 1871 the Journal of Horticolture and Cottage gardener founded by Reginald Blomfield) and began to spread the saying that "the English do not cultivate the gardens to beautify homes, but build houses to decorate the gardens ":

- picture 7

all this was happening in the Victorian period of which I have already begun, even if briefly, to talk to you.

But I still have so many things to tell !

England didn't have to be second to none even in gardening and just because Victoria's love for roses there was no time to lose, what else was there to wait before importing the newly bred in France by Dupont , Descemet, and in America by Noisette, Vibert and to create other, new, perhaps the most beautiful, fragrant, precious?
The famous gardens of Malmaison, neglected after Empress Josephine's death. had fallen into disrepair and little or nothing left of her precious rose garden, for it seemed that the time was ripe for this too.
Victoria, also driven by their character, from the estimate and the confidence reposed in the figure of Lord Melbourne doesn't need to be told for a long time and decided to follow his advice and decided to call at court Henry Bennet to inquire about the studies conducted by him on hybridization of roses .. he was a farmer and followed closely nature without forcing it too much; England was donning of parks and gardens (The Prussian Prince of Pückler-Muskau wrote: "It would take 420 years to visit all the parks of the kingdom!" 1), both in areas of cities and in rural areas and certainly the introduction of new roses would have found great acclaim in the ladies of the English middle - class.
History tells us that in the Victorian period, as well as the roses already grown in France, in England had great popularity Moss Roses,


- picture 8 


new spontaneous mutations of Rose Centifolia, characterized by a mossy training that covers the sepals and produces an aromatic and viscose essence. Let me point out the names of the most appreciated then: Alfred de Dalmas, Capitaine John Ingram, Comtesse De Murinais, Gloire Des Mousseux, Maréchal Davoust, Nuits De Young, Old Pink Moss, Rene D'Anjou, Salet, Striped Moss and William Lobb. (Many of them are still preserved and propagated by the nursery of David Austin Roses - http://www.davidaustinroses.com/ ) 

It Would have gone a long time before that, under his patronage, were founded the Royal National Rose Society (will happen in 1876 when, already at the time of the inauguration, will be shown with national pride, English roses obtained by hybridation and also other eminent breeders such as Joseph Pemberton, Hugh Dickson, Belfast, etc.. will join it) will be opened before the Kew Gardens in London (in 1840 the gardens were officially granted the status of National Botanical Gardens and under the direction of William Hooker their surface was increased to 30 and the adjoining arboretum has extended up to actuall 130 ha.)


- picture 9 and will be held the first major International Exhibition in the Crystal Palace in Hyde Park from May 1 to October 15, 1851, an exhibition which will attract visitors from all around the world to celebrate industrial progress, science and technology, and especially the primacy of England in the world, strongly backed by Prince Albert, adored Queen's husband, but even here

- picture 10 "The machines, manufactured products, art objects on display, disappeared under a pile of flowers and green plants" 2 Victoria will want to put flowers everywhere and England would soon become proud to donate her a great amount of them! In the - "Rural Life in England" written in 1840 by the English writer William Howitt (1792-1879) we may read: "Anyone who has the sense of pleasure to life cannot be thankful that allowed him to live in this country and at this time! ".. and let's think that the Victorian period had just begun, the best was yet to come!

(-Taken from a draft of mine of 2010

What do you think about that ? .. I am more and more convinced to have been born by mistake in the twentieth century




See you soon ♥



Dany

Bibliographic sources:

 

Carolly Erickson, HER LITTLE MAJESTY : The Life of Queen Victoria , Simon and Schuster, 2002 
 
Jacques Chastenet, LA VITA QUOTIDIANA IN INGHILTERRA AI TEMPI DELLA REGINA VITTORIA, R.C.S. Libri, Milano, 1998  

Lytton Strachey, LA REGINA VITTORIA - Con un saggio di Virginia Woolf, Mondadori, Milano, 1994
 
 
 
Quotations:
 
1 - LA VITA QUOTIDIANA IN INGHILTERRA AI TEMPI DELLA REGINA VITTORIA, op. cit., pag. 53
2 - op. cit. pag. 273

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I WHOLEHEARTEDLY THANK YOU FOR YOUR THOUGHTS AND WORDS, SO PRECIOUS TO ME.