sabato 15 agosto 2015

Il sorriso di George Washington - George Washington's smile.


Avete mai visto, anche in un solo dipinto o ritratto, fatto al 

Padre della Patria americana, il suo volto sorridente, lieto, 

sereno ?



Jean Leon Gerome Ferries (1863 - 1930), George Washington at Bertram's Garden




In qualsiasi circostanza venisse immortalato, il suo viso ci è sempre apparso accigliato, pensieroso, torvo ed io, già dai primissimi libri di storia che mi trovai a sfogliare, al vedere la sua espressione sempre così burbera, ne deducevo si trattasse di un mero atteggiamento, volto ad impressionare, a far colpo in nome dell'autorità che incarnava e di cui si faceva portatore.


The Washington Family, autore sconosciuto





 George Washington at Mount Vernon With Eleanor (Nelly) and George by Jean Leon Gerome Ferris





Washington and His Family by Jean Leon Gerome Ferries




Solo anni fa scopersi che a rendere il suo viso crucciato era il mal di denti !
Sì, proprio il mal di denti, quello stesso che possiamo proviamo noi, anzi, credo, ben peggiore, perché sicuramente la scienza odontoiatrica era molto indietro rispetto ad oggi ed i rimedi contro il dolore erano molto limitati, se non del tutto inesistenti ...



On the east lawn, autore sconosciuto






 Washington as Farmer at Mount Vernon, 1851, part of a series on George Washington by Junius Brutus Stearns





Thomas Prichard Rossiter (1818–1871)e Louis Rémy Mignot (1831–1870), 1859, Washington and Lafayette at Mount Vernon, 1784 (The Home of Washington after the War)




Se notate infatti, non sempre la sua espressione è univoca, talvolta le guance sono più piene, talvolta le vediamo più scavate, di conseguenza alle differenti protesi che adottava ... sorridere, masticare, mangiare costituivano per questo grande della storia un vero, prostrante problema già fin dalla gioventù, esattamente da quando aveva, pensate, solamente 22 anni; nel corso dei successivi 35 anni, nonostante la spazzolatura quotidiana, l'uso di dentifricio ( al tempo era in polvere ed era composto di pomice, borace, radici ed erbe, anche il pane bruciato ed il tabacco erano talvolta usati in aggiunta. Purtroppo alcune delle polveri erano piuttosto abrasive e deterioravano con una certa facilità lo smalto dei denti ) e di collutorio ( era uso utilizzare soluzioni a base di erbe, di resine balsamiche o di mirra, oppure vino o aceto con l'aggiunta di sale venivano uniti all'acqua per il risciacquo e l'igiene della bocca ) avrebbe perso tutti i denti, forse anche di conseguenza ai trattamenti disinfettanti ordinari a quei tempi, ovvero pesanti dosi del famigerato calomelano (cloruro mercuroso) che può comportare la completa distruzione dei denti. 

Contrariamente a quanto vuole la leggenda americana, George Washington non ha mai posseduto una serie di denti fatti in legno - fece sì, propri, diversi modelli di dentiere, ma mai ne possedette una in legno.
Attraverso la lettura di diari, lettere ed altri scritti privati del primo presidente degli Stati Uniti si evince la storia di una sofferenza tenuta pubblicamente celata e si apprende quali fossero i rimedi di cui la scienza odontoiatrica disponeva nel XVIII° secolo.

Egli era spesso malato, fin dalla giovine età contraeva con una certa facilità numerose malattie, dalle più banali a quelle più gravi, dal vaiolo alla malaria, spesso con complicazioni virali e batteriche, chissà se di conseguenza alle infezioni che spesso rappresentavano i postumi o l'evoluzione dei disagi dentali che costantemente lo affliggevano.

All'epoca del suo primo mandato presidenziale, nell'aprile del 1789,


Washington Delivering His Inaugural Address April 1789, in the Old City Hall, New-York, steel engraving by Henry S. Sadd, 1849, after a painting by Tompkins H. Matteson.





Washington aveva un solo dente naturale residuo e indossava la sua prima serie completa di protesi fatte da John Greenwood; in precedenza aveva avuto protesi parziali che si agganciavano ai seppur pochi denti rimanenti, ma per la prima volta ne aveva una completa. Le protesi Greenwood avevano una base di avorio di ippopotamo scolpito perché si adattassero alle gengive, quella superiore aveva denti di avorio e quella inferiore era composta da otto denti umani fissati con perni d'oro che erano avvitati alla base; il tutto era fissato in bocca da molle a spirale.

Era impensabile che queste protesi fossero precise, procuravano dolori e spesso spingevano le labbra in fuori, sovente dovevano essere ritoccate o addirittura rifatte: pensate che egli si fece rifare la dentiera per ben cinque volte, l'ultima nel 1798, l'anno prima della sua morte.

Quanto alle diversità che assumeva la sua fisiognomia di conseguenza alla dentatura che ... indossava, di cui vi feci cenno poc'anzi, mettiamo, per esempio a confronto due ritratti, eseguiti a soli due anni di distanza, il primo che reca la firma di Rembrandt Peale ed è datato 1757, 



in cui possiamo notare una bocca dalle dimensioni normali e guance mediamente paffute, con un secondo, del 1797 eseguito da Gilbert Stuart, 



il quale confessò di aver fatto mettere del cotone all'interno delle guance del presidente per reggerne le labbra che vediamo più sottili rispetto al ritratto precedente ed il viso qui ci appare decisamente più gonfio ed alterato fisiognomicamente.

Povero George Washington !
Leggendo i tuoi scritti ho appreso che tutti, anche chi ti ha conosciuto nell'intimo, ti hanno sempre descritto come aspro e rude di natura, ma chissà come sarebbero stati differenti la tua vita ed il tuo carattere senza la persecuzione del mal di denti e delle sue deleterie conseguenze !


Scene at the Signing of the Constitution of the United States by Howard Chandler Christie (1873 - 1952)





E' vero, oggi vi ho portato sotto braccio con me nella Storia raccontandovi un dettaglio ben poco romantico, ma molto vero e molto importante tanto che ho pensato che potesse incuriosirvi ed interessarvi, ancora uno di quei dettagli che i nostri libri scolastici tendono a trascurare forse per timore di renderci troppo verosimili i personaggi che la Storia la hanno fatta.


Un affettuoso saluto colmo di gratitudine dal profondo del cuore per ognuno di voi,

a presto 
















Fonti bibliografiche: 


George Washington, George Washington's Diaries: An Abridgment, Dorothy Twohig (Editor), Univ. of Virginia Pr., 1999; 

George Washington, Washington on Washington, a cura di Paul M.Zall, Univ. of Kentucky Pr., 2003;

George Washington Reconsidered, a cura di Don Higginbotham, Univ. of Virginia Pr., 2001;

William M. S. Rasmussen, Robert S. Tilton, George Washington: The Man Behind the Myths, Univ. of Virginia Pr., 1999.










Have you ever seen, even in a single painting or portrait, 

made to the 

Father of the American homeland, him with a smiling, 

happy, serene face?




- picture 1 - Jean Leon Gerome Ferries (1863 - 1930), George Washington at Bertram's Garden





In any kind of circumstance he happened to be captured, his face always appears frowning thoughtfully, grim and I, from the earliest history books that I found myself leafing through, seeing his expression always so grumpy, I deduced it was a mere attitude, able to impress in the name of the authority which he embodied and of which he was the bearer.





- picture 2 - The Washington Family, autore sconosciuto




- picture 3 -   George Washington at Mount Vernon With Eleanor (Nelly) and George by Jean Leon Gerome Ferris



- picture 4 - Washington and His Family by Jean Leon Gerome Ferries





Only a few years ago I discovered that to make his face so vexed it was the toothache!
Yes, toothache, the same one that we can feel, indeed, I suppose far worse, because surely the dental science was far behind than now and the remedies against pain were very limited, if even non-existent ...




- picture 5 - On the east lawn, autore sconosciuto





- picture 6 -  Washington as Farmer at Mount Vernon, 1851, part of a series on George Washington by Junius Brutus Stearns



- picture 7 - Thomas Prichard Rossiter (1818–1871)e Louis Rémy Mignot (1831–1870), 1859, Washington and Lafayette at Mount Vernon, 1784 (The Home of Washington after the War)




If you pay attention, his expression isn't always the same, sometimes his cheeks are fuller, sometimes we see them dugger, accordingly to the different prostheses that he adopted ... to smile, to chew, to eat, it all was, for this Great of History, a real, prostrating problem already early in his life, since he was exactly, you have to know, only 22 years; over the next 35 years, despite the daily brushing, the use of toothpaste (at the time it was in powder form and was composed of pumice, borax, roots and herbs, even burned bread and tobacco were sometimes used in addition. Unfortunately, some dust were quite abrasive and deteriorated with relative ease tooth enamel) and of mouthwash (it was customary to use solutions based on herbs, balsamic resins or myrrh, either wine or vinegar with the addition of salt were used with the addition of water for the hygiene of the mouth) he would have lost all his teeth, perhaps also consequently the disinfectants treatments ordinary at his time, such as heavy doses of the infamous calomelano (mercurous chloride) which can easily lead to the complete destruction of the teeth.


In spite of the American legend, George Washington never owned a set of teeth made of wood - he had, of course, different models of dentures, but he never owned a wooden one.

By reading diaries, letters and other private writings of the first president of the United States we keep in touch with the story of a publicly held hidden suffering and we learn which were the remedies available to the dental science during the XVIIIth century.

He was often ill, since his young age he contracted with relative ease many diseases, from the most common to the most serious, from smallpox to malaria, often with viral and bacterial complications, maybe as the result of infections that often represented the after effects or the evolution of the dental discomfort that plagued him constantly.

At the time of his first presidential address, on April 1789,





- picture 8 - Washington Delivering His Inaugural Address April 1789, in the Old City Hall, New-York, steel engraving by Henry S. Sadd, 1849, after a painting by Tompkins H. Matteson.




Washington had only one tooth natural and wore his first full set of dentures made by John Greenwood; he had previously had partial dentures that were hooked to the albeit few remaining teeth, but for the first time he 'had on' a complete denture. Greenwood  Prostheses had a base of hippo ivory carved because they could fit the gums, the upper teeth were of ivory and the bottom part was made up of eight human teeth fixed with gold pins that were screwed to the base; everything was fixed in the mouth by coil springs

It was unthinkable that these prostheses were accurate, they procured pain and often pushed his lips out, often had to be touched up or even remade: just think that he had to make remake his false teeth five times, the last in 1798, the year before his death.

As for the diversity on his physiognomy due to the teeth he 'wore', which I mention earlier, let's see and compare, for example, two portraits made in two different years, the first, signed by Rembrandt Peale, dated 1757,




- picture 9 




in which we can notice a mouth from a normal size and chubby cheeks on average, and the second, from 1797, by Gilbert Stuart,




- picture 10




who confessed that he had put some cotton inside the President's cheeks to make them strong enough to support his lips which look thinner than in the previous portrait and his face here seems much more swollen with an altered physiognomy.


Poor George Washington !

Reading your words I have learned that everyone, even those who knew you in the depths, have always described you as a man with a harsh and rude nature, but I wonder how different your life and your character would have been without the persecution of the toothache and of its deleterious consequences !





- picture 11 - Scene at the Signing of the Constitution of the United States by Howard Chandler Christie (1873 - 1952)





It 's true, today I have brought you into History, tucking my arm under your own, telling a very little romantic detail, a detail very real and very important so that I thought it might intrigue and interest you, still one of those details that our school textbooks tend to overlook perhaps for fear of making too lifelike those Great People who did our History.

An affectionate greeting full of gratitude from the bottom of my heart to all of you,


see you soon 














Bibliographic sources: 


George Washington, George Washington's Diaries: An Abridgment, Dorothy Twohig (Editor), Univ. of Virginia Pr., 1999; 

George Washington, Washington on Washington, a cura di Paul M.Zall, Univ. of Kentucky Pr., 2003;

George Washington Reconsidereda cura di Don Higginbotham, Univ. of Virginia Pr., 2001;

William M. S. Rasmussen, Robert S. Tilton, George Washington: The Man Behind the Myths, Univ. of Virginia Pr., 1999.






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16 commenti:

  1. Povero George Washington, sono convinto che la sua vita sia stata decisamente turbata ed alterata nel suo svolgersi da un tormento quale il mal di denti che neppure lascia riposare .... e poi nel settecento non c'erano ancora gli antibiotici, figurarsi!
    Grazie Dany, dai tuoi racconti c'è sempre qualcosa da imparare :)
    Un bacio
    Tuo Ross

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    1. @ Ross
      mio caro, grazie per aver trovato il tempo per venire a trovarmi qui e grazie per le tue parole ...
      ••❀≼❤≽❀•• Buona giornata di festa tesoro ••❀≼❤≽❀••

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  2. Cara Daniela, passo qui per caso e resto incantata: adoro questi racconti o meglio riassunti storici che in pochi minuti ti danno un immagine del passato.... Passerò di nuovo:)) un buon fine estate. Smack

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    1. @ WOODY
      benvenuta e grazie dal profondo del cuore per le bellissime parole che hai scritto, leggerle mi ha donato una grande gioia !

      Buona serata, mia nuova amica e buon fine settimana ... sì, credo che con questi temporali l'estate ci stia realmente dando il suo saluto.
      Ancora grazie ❥

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  3. Dany sei veramente...un portento! Ti sei documentata in modo mirabile e con precisione. Chi avrebbe mai immaginato una simile giustificazione a tanta "serietà" nella mimica del povero, tormentato Washington? E deve aver patito molto davvero, pover'uomo. Un cilicio moderno.
    Ti abbraccio e buon Ferragosto
    Susanna

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    1. @ Susanna
      addirittura un portento :D !!!!
      Probabilmente nessuno di noi avrebbe pensato ad un simile supplizio nascosto dietro a tanta autorità, fu per lui, come esattamente dici tu, una specie di tortura, prima perché perse i denti prematuramente e di sicuro a caro prezzo, poi perché non poteva a quel tempo trovare con denti posticci rimedio a quelli veri ... e pensa che mai lo confessò !

      Buona serata carissima e grazie, sempre, per il vivissimo interesse e l'affetto con cui mi sei accanto, ti mando un forte abbraccio ed un bacio •ღ*ღ•

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  4. E io ti ringrazio dolcissima Daniela, per questo spaccato di verità della storia, e trovo sia una meravigliosa idea la tua. Raccontare ciò che i libri di storia hanno omesso, è sentire più vicino a noi personaggi così importanti. Ci fa capire che anche loro hanno avuto i loro "dolori", fisici e non, e che sono, seppur di epoche così lontane nel tempo, molto più vicini a noi persone normali e semplici. Un abbraccio. Paola

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    1. @ Paola
      carissima, anche tu non ami i libri di storia che ci hanno sempre rappresentato i personaggi che l'hanno fatta come dei 'super eroi', senza macchia e senza paura ... per carità, uomini del calibro di George Washington avevano facoltà, intuito, abilità non di certo comuni, questo è un dato di fatto, ma quando si toglievano la divisa con i gradi erano uomini come tutti noi e per me questo è molto bello da scoprire, mi entusiasma, come dici tu, me li fa sentire vicini e veri ... a me la storia piace insegnarla facendo sempre almeno qualche riferimento a fatti, eventi, aneddoti che sui libri non compaiono e noto che coinvolge molto di più, le toglie quella patina che la offusca e la rende finta e pesante da imparare, solo fatta di date da ricordare.

      Contraccambio con tutto il cuore il tuo abbraccio, con tanta tenerezza, mia cara, ti lascio con l'augurio di una buona serata e di una notte serena, grazie, mia dolce 'ziapolly' ಌ•❤•ಌ

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  5. Oh my, poor George Washington indeed !
    I find toothache one of the most annoying and unbearable pains ... :-(
    Thanks for another interesting story, Dany !
    Wishing you a wonderful week, dear friend !
    Hugs,
    Sylvia

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    1. @ Sylvia
      my darling friend, well toothache is quite hard to bear, above all, if you have it at your side without interruption, I cannot imagine how did him to sleep or to have, at least, a little of rest, .... he was a hero twice, for suffering this terrible pain in silent also !

      With dear love I wish you too a beautiful week, dearie ✿⊱╮

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  6. Wonderful addition to his story! Thank you. He must have suffered with his mouth.
    How sad. So many great people had to overcome bad things.
    I hope you are doing well.
    Hugs from across the ocean , dear friend.

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    1. @ annie
      my sweetest and blessed friend, with no doubt he suffered a lot, he often had ongoing infections with high fevers while riding and fighting ... I think people once were more sturdy than us today, but pain is pain !

      I wholeheartedly thank you for being here, darling, you're so precious to me, you know, with your brightness and the delicacy of your soul, when you come you grace my blog, believe me ⊰♡⊱

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  7. Riprendo con molto piacere a commentare i tuoi scritti , quest'ultimo proprio curioso!
    che ci ricorda come i personaggi importanti siano , comunque , uomini e donne con le proprie fragilità .
    Anche quest'anno una settimana in Toscana a tutto riposo : nel parco , sulla panchina ad ammirare il paesaggio sottostante Cortona , grati per le "joyful semplicities" che tanto mi stanno a cuore .
    Un grande abbraccio di fine estate , Daniela
    Franca

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    1. @ Franca
      mia cara, non trovando da tempo alcuna traccia di una tua presenza sul web era in procinto di inviarti una mail perché mi stavo impensierendo, ma se la tua assenza era dovuta ad una vacanza, allora mi tranquillizzo ed, anzi, mi rallegro per le gioie che sicuramente ti avrà donato !

      ✥ Grazie avermi pensata e per essere passata a trovarmi appena rientrata, mi mancava la tua presenza qui .... ti mando un bacio grande, colmo di affetto e di gratitudine per la profonda amicizia che ci lega ✥

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  8. Oh, the poor, dear man! You would think he had enough trials in his life without the pain and suffering of physical ailments. But people like him inspire me, truly. There is nothing in this life that we cannot overcome, if we choose. God has a purpose for all of us, no matter our circumstance. Bless you, dear Dany, for another inspiring story from history!

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    1. @ June
      my blessed friend, I also think that God has a Drawing for each of us, probably george washington had to suffer such a lot to become even a better man, there are so many things we don't do understand with our minds, we're nothing but men !

      My amiable friend, thank you for gracing ~ My little old world ~ with your words and your presence here and for the joy you always give to me, I hug you and send so much dear love with all my heart across the ocean ஐ

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I WHOLEHEARTEDLY THANK YOU FOR YOUR THOUGHTS AND WORDS, SO PRECIOUS TO ME.