giovedì 7 maggio 2015

Lord George Bryan Brummell, just .... dandy !


"Il dandismo non è neppure, come sembrano credere molti sconsiderati, un gusto sfrenato del vestire e dell'eleganza materiale.


Lord Brummell ritratto ad un ricevimento da un artista sconosciuto



 Per il dandy perfetto tali cose sono unicamente un simbolo della superiorità aristocratica del suo spirito."

(Charles Baudelaire, Il pittore della vita moderna, 1863)



Interpretato innanzitutto come un fenomeno legato alla moda, fiorito in Inghilterra durante il periodo Regency, quello del dandismo andava ben oltre la mera apparenza dell'abbigliarsi e dell'atteggiarsi con estrema eleganza, intendendo esso manifestare apertamente il proprio diniego nei confronti della borghesia che stava nascendo e dei suoi valori, primo fra tutti quello dell'egualitarismo, il rifiuto della massificazione cui opponeva l'elitarismo e facendo proprio un nostalgico rimpianto per l'aristocrazia che andava scomparendo, il tutto coniugato con una spiccata attitudine verso l'arte e la cultura in generale.


Vero è che il dandy non passava inosservato, abbigliato di tutto punto, 'Fatto della stessa stoffa della sua sciarpa e delle sue parole' si diceva al tempo, con i calzoni chiari che arrivavano fino al ginocchio, gli alti stivali denominati 'hessians', lo spenser dai cui polsi spesso fuoriuscivano i pizzi della camicia, con un velo di seta al collo e la cravatta, spesso fiero di aver gli occhi dei passanti tutti puntati su di sé ... Il primo della storia a far proprio questo modo così marcatamente raffinato fu proprio il londinese George Bryan Brummell, detto Beau, il bello, la cui compagnia era ricercata non solo perché particolarmente elegante e di bell'aspetto, ma anche perché capace di battute sagaci, dall'eloquio forbito, erudito, intelligente, dotato di spirito, sempre presente ai ricevimenti ed ai balli della Londra del tempo, come un vero e proprio membro dell'aristocrazia anche se i suoi natali erano piuttosto umili. Dopo aver frequentato Eton ed Oxford si arruolò nell'esercito tra gli Ussari nel tentativo di fare conoscenza con il principe di Galles, il futuro Giorgio IV, del quale divenne immediatamente affiatato amico e persino consigliere.
Si trasferì a Londra, al numero 4 di Chesterfield Street ( chissà se la nostra Jane Austen, durante le sue numerose visite e soggiorni a Londra, lo avrà mai incontrato ? ) dove teneva pranzi esclusivi e cominciò a mutare stile di vita.




La porta d'ingresso dell'abitazione di Lord Brummell al n°4 di Chesterfield Street



Il suo modo di abbigliarsi, talmente raffinato ed elegante, era senza alcun dubbio considerato estremamente eccentrico, anche se era ben più rispettoso della pulizia personale e dell'igiene di quanto fosse usuale a quel tempo: in un'epoca in cui ancora l'uomo si vestiva con colori sgargianti e poco curava l'igiene intima perché considerato non virile ed era perciò costretto a profumarsi abbondantemente per coprire gli afrori emanati dal corpo, Lord Brummel si abbigliava di bianco, beige, nero e soprattutto blu ed introdusse l'uso generoso di acqua e sapone per detergersi evitando d'incipriarsi i capelli  evitando così di doversi 'sovraccaricare' di pesanti profumi... pensate che giunse persino a cambiare una camicia la giorno poiché, bianca, presto perdeva in nettezza !



George Brummell in un'illustrazione del 1886 che lo ritrae giovane




Un bow window al White's Club fondato nel 1811 cui spesso si sedeva il 'Beau' ad osservare la gente di Londra mentre percorreva le strade della città



In qualità di 'aspirante' dandy il principe reggente pendeva letteralmente dalle labbra di Brummell, cosa di cui egli spesso approfittava, forse anche con un briciolo d'impertinenza dettata dalla troppa sicurezza di sé, trattando l'amico non con il rispetto dovuto ad una persona del suo rango e ponendolo talvolta in ridicolo in pubblico.


Il Principe Reggente ritratto nel 1816 da Thomas Lawrence


Ma furono i debiti a rovinarlo definitivamente, contratti di conseguenza al tenore di vita che si era imposto e soprattutto alla sfrenata passione per il gioco, i quali lo costrinsero ad un esilio volontario in Francia.

Il 18 maggio 1816 lasciò definitivamente l'Inghilterra per trasferirsi a Calais, dopo aver fatto mettere i propri beni, lasciati a Londra, all'incanto, e quanto da ciò fu in grado di ricavare gli consentì di vivere nell'agio ancora per qualche tempo, ma quando ormai si stava approssimando lo spettro della povertà e della prigionia per debiti, egli venne provvidenzialmente salvato da Guglielmo IV, fratello di Giorgio IV, che lo nominò console a Caen.
Qui trascorse il resto della sua vita, anche se lontano dal lusso cui ormai era abituato. Malato di sifilide, nel 1837 venne internato nell'ospedale delle Figlie del Buon Salvatore di Caen, dove morì nel 1840.


Lasciava così questa nostra terra il primo dandy della storia, ma non morivano con lui i suoi ideali, il nuovo modo di concepire l'eleganza maschile e soprattutto la filosofia di vita che dietro vi soggiaceva.




"Il modo di vestirsi è la rappresentazione esteriore della nostra filosofia della vita."

scriveva Charles Baudelaire che fece proprio a Parigi questo 'nobile' stile che immediatamente sposò quello dei Bohèmien e che anche in Inghilterra ebbe fortuna e successo fino all'epoca vittoriana ( pensiamo ad Oscar Wilde che ne incarnò il perfetto ideale).
Ebbene, anche oggi il nostro tempo insieme sta per concludersi dopo essere, come sempre, scorso così tanto velocemente ... prendo congedo da voi, miei cari amici e lettori, con un caloroso abbraccio ed augurandovi tanto bene.

A presto   












Fonti bibliografiche:

Barbey d'Aurevilly, Del dandysmo e di George Brummel (a cura di Mario Ubaldini), Firenze, Passigli, 1993;

Louise Allen, Walking Jane Austen's London, Shire Books U.K., 2013



Note dell'autrice: 

le fotografie autografate sono state tratte dal libro Louise Allen, Walking Jane Austen's London, Shire Books U.K., 2013









"The dandyism is not even, as lots of reckless people seem to believe, unbridled taste of dressing and material elegance.




- picture 1 - Lord Brummell portrayed at a party by an unknown artist






For the perfect dandy, these things are only a symbol of the aristocratic superiority of his mind. "

(Charles Baudelaire, The Painter of Modern Life, 1863)


Known primarily as a phenomenon linked to fashion - it flourished in England during the Regency period - that of dandyism went far beyond the mere appearance of dressing up and pose very elegantly, meaning it openly express its refusal of the bourgeoisie, which was just going to born, and its values, first of all the egalitarianism, the rejection of standardization which it opposed the elitism with a nostalgic regret for the aristocracy that was disappearing, all combined with a strong attitude towards art and culture in general.




- picture 2 on the left - It is true that the dandy wasn't unnoticed, fully dressed, 'Made from the same cloth of his scarf and his words' as it was said at the time, with light trousers that reached the knee, high boots called 'hessians', spenser by the wrists of which often protruding the laces of the shirt, with a silk veil in the neck and a tie, often proud to have the eyes of the passengers all focused on himselves ... The first in history to do his this kind of life so markedly refined was the Londoner George Bryan Brummell, said 'Beau', the beautiful, whose company was sought after not only because he particularly elegant and good-looking, but also because he was able to quips, he had a furbish speech, was erudite, intelligent, with spirit, always present at parties and dances in the London of the time, like a true member of the aristocracy even though his roots were rather humble. 
After attending Eton and Oxford he joined the army of the Hussars in an effort to get acquainted with the Prince of Wales, the future George IV, of which he immediately became close-knit friend and even counselor.
He moved to London, at the number 4 of Chesterfield Street (I wonder if our Jane Austen, during her several visits and stays in London, will have ever met him !) where he held exclusive lunches and began to change lifestyle.




- picture 3 -  Beau Brummell's front door in Chesterfield Street




His way of dressing, so refined and elegant, was undoubtedly considered extremely eccentric, even though it was far more respectful of personal cleanliness and hygiene than it was usual at that time: in an age when even men wore bright colors and little cared of the hygiene because was considered unmanly and were therefore forced to perfume plenty to cover the stench emanating from the body, Beau Brummel dressed in white, beige, black and blue, above all, and introduced a generous use of soap and water to clean him up avoiding of powder his hair thus avoiding having to 'overloading' himself of heavy perfumes ... you think he even changed a shirt a day, because white, it soon lost in cleaning !




- picture 4 - George Brummell in an image dated 1886 depicting him as a young boy


- picture 5 - 
A bow window at the White's Club; it was founded in 1811 and probably just here often sat the 'Beau' to watch people in London walking in the streets of the city




As a 'hood' dandy the Prince Regent literally hung from the lips of Brummell, who sometimes, taking advantage of it, perhaps even with a bit of impertinence dictated by overconfident, treated his friend without the respect which is due to a person of his rank and putting him sometimes publicly in ridicule.




- picture 6 - The Prince Regent portrayed in 1816 by Thomas Lawrence




But they were the many debts which will have definitely ruin him, the debts he contracted accordingly to the style of living that he imposed himself and especially the unbridled passion for the game, which forced him to a self-imposed exile in France.

On May 18th, 1816 he left England to move permanently to Calais, after putting all belongings of his, left in London, to enchantment, and what he was able to obtain allowed him to live in comfort for some time but when it was approaching the specter of the poverty and of the imprisonment for debts, he was providentially saved by William IV, George IV's brother, who appointed him consul in Caen.
There he spent the rest of his life, though far from the wealth which he had become accustomed. Sick of syphilis, in 1837 he was interned in the hospital of the Daughters of the Good Savior of Caen, where he died in 1840.

So the first dandy of history let our Land, but with him didn't die his ideals, the new concept of male elegance and especially the philosophy of life that was 'hided' behind it.




"The way we dress is the external representation of our philosophy of life."




wrote Charles Baudelaire who in Paris made his this 'noble' style that immediately married the one of the Bohèmiens and that even in England had luck and success until the Victorian era (let's think of Oscar Wilde who embodied the perfect ideal of the Victorian dandy).

Well, also today our time together is going to run out after, as usual, having flown so much fast ... I take leave of you, my dear friends and readers, with a warm hug and wishing you all much love.


See you soon   












Bibliographic sources:

Barbey d'Aurevilly, Del dandysmo e di George Brummel (a cura di Mario Ubaldini), Firenze, Passigli, 1993;

Louise Allen, Walking Jane Austen's London, Shire Books U.K., 2013



Notes by the author: 

the autographed photographs are drawn from Louise Allen, Walking Jane Austen's London, Shire Books U.K., 2013

20 commenti:

  1. Questo termine lo sento ancora oggi, ogni tanto, per definire proprio uno stile. Certo che l'abbigliamento di quei tempi era veramente molto molto raffinato ed elaborato. Chissà quante ore di lavoro dietro ad ogni singolo pezzo. Ma l'eleganza....insuperabile! Paola

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    1. @ Paola
      Buongiorno cara !
      Eh sì, non a caso quella Regency era ed è tutt'oggi definita l'epoca dell'eleganza con la 'E' maiuscola, sia nell'abbigliamento che nei costumi, l'era dell'etichetta e dei codici comportamentali.
      Ti abbraccio mia dolce e ti auguro un bellissimo weekend, grazie di cuore ❥

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  2. Bellissimo post cara Dany. E Lord Brummell mi ricorda tanto... qualcuno in casa mia :)
    Un saluto, a presto
    Susanna

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    1. @ Susanna
      accipicchia, lascia che ti dica che non è da tutti avere un Lord Brummell in casa :) !!!
      Con affetto contraccambio caramente i tuoi saluti cui aggiungo un sentito ringraziamento e l'augurio di un sereno fine settimana, a presto cara ✿⊱╮

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  3. Daniela carissima, i tuoi post sono sempre interessanti....a proposito di lord Brummell ricordo benissimo anche il film con Stewart Granger che lo impersonificò magnificamente!!!!! ti abbraccio forte forte, ti ringrazio molto per i commenti al mio blog e ti auguro un dolce fine settimana Lory

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    1. @ Lory
      carissima, un immenso piacere questa tua visita e queste tue parole ... Anche io ricordo il film che Hollywood produsse negli anni cinquanta che mi piacque davvero molto, anzi, lo rivedrei volentieri !
      Un grande bacio per augurare anche a te uno splendido weekend, dolcissima, grazie a te, di cuore ⊰✿⊱

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  4. Hello sweet friend! Oh, how your posts are full of history and enchantment! Thank you so much for sharing, my dear. Love and hugs to you!

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    1. @ Stephanie
      my dear, thank you for bringing your brightness here !
      Have a blessed weekend, my dearest and delightful lady, with much gratitude I hug you heartily ಌ•❤•ಌ

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  5. Leggere di Lord Brummel mi ha riportato ad uno dei miei libri preferiti, Il ritratto di Dorian Gray. La moda e lo stile di vita dandy furono in assoluto eleganza e ricerca del bello. Grazie per il bellissimo post.
    Bacioni
    Alessandra

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    1. @ Alesandra
      anche io ricordo con affetto il romanzo di Wilde che fu il primo che lessi di letteratura inglese e scritto da lui ... ne rimasi letteralmente affascinata, ed ammetto che è questo uno di quei romanzi che di tanto in tanto rileggo con vero piacere, grazie per averlo citato !
      Ti abbraccio con tanto affetto ringraziandoti ancora ed augurandoti un lieto weekend, carissima ღ*ღ

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  6. Thanks for another lovely post, Danny !
    Enjoy your gardening :-)
    Wishing you a wonderful spring weekend, sweet friend !
    Hugs,
    Sylvia

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    1. @ Sylvia
      thank you for your words and your wish, my dear friend, I'd love to enjoy a little of relax, at least tomorrow, on the other hand the garden in this period is in full blooming and needs a lots of care !
      I'm sending much love to you ♥ εїз ♥

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  7. Ancora una volta un post particolare , di piacevolissima lettura.
    Penso che oggi ci siano molti uomini che si atteggiano a perfetti dandy ... ma senza la classe del dandy d'epoca !
    Ti auguro una piacevole serata ,
    Franca

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    1. @ Franca
      certamente, quello del dandy dell'epoca Regency era un modo composto ed elegante, estremamente elegante, per dimostrare il proprio conservatorismo politico.... oggi i mezzi di cui ci avvaliamo per dimostrare le nostre idee sono ben altri, più palesi, aperti, e questo è forse un bene, ma abbiamo purtroppo perso di vista il rispetto altrui e soprattutto del mondo che abbiamo in dono...
      Auguro anche a te una serata lieta, mia cara, abbracciandoti con infinito affetto e gratitudine, e che la prossima settimana possa recarti tanta serenità •ಌ••ಌ•

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  8. Sono qui che penso a cosa scriverti, mi giro e vedo sulla parete qui
    vicino un quadro di fine '800 (inglese naturalmente) con un gentiluomo......
    o un Dandy.......vedi mia cara quante cose ci accomunano ?
    Un bel post molto interessante, che definisce bene la parola Dandy!!
    Un abbraccio mia cara e buona settimana
    Love Susy ♥
    P.S. hai letto la risposta alla tua Mail?
    (non vorrei fare una bruttissima figura!)

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    1. @ Susy
      mia dolcissima amica, la bruttissima figura l'ho fatta io, credimi ..., mi spiace lasciarmi sfuggire certe occasioni, ma non posso fare altrimenti, credimi, te lo dico con il cuore in mano, mia cara, so di avere la tua comprensione ...
      Hai ragione, tante, tantissime cose ci accomunano, ne scopriamo sempre di nuove ... ma quando ci incontreremo, di quante cose avremmo da parlare ?!?
      Ti mando un grande bacio per augurarti una bellissima settimana e ti chiedo ancora scusa se ho approfittato della tua grande gentilezza e disponibilità ❤*❤

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  9. Carissima Daniela,che bello ritrovarti,più lascio che passi tempo fra i nostri incontri e più apprezzo la tua vicinanza...
    Questo post mi piace particolarmente ,mi hai dato la possibilità di scoprire cosa ci fosse dietro ad una mia passione,nella stagione piu fresca amo ispirarmi al vestire di questi personaggi quando scelgo i miei look,è stato un gran piacere !
    Con grandissimo affetto..sempre.
    Antonella

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    1. @ Antonella
      mia cara, che gioia riaverti qui, sapessi quanto mi sei mancata ... e sono felicissima nel leggere che hai trovato questo post particolarmente accattivante, per me è sempre un'immensa gioia intuire il vostro interesse !
      ஜTorna presto a trovarmi, cara, ~ My little old world ~ ha bisogno della tua sensibilità e della tua delicatezza, della tua intelligenza ... e poi a me sei particolarmente cara, te lo dico con il cuore ... ti aspetto ... presto ஜ

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  10. Com'è interessante questo post che ci spiega come, al di là delle apparenze e della spiccata eleganza, Lord Brummell e chi come lui si vestiva, altro non faceva che esprimere il proprio dissenso per la massificazione, c'è sempre da imparare qualcosa di nuovo qui da te Dany
    Grazie, mi spiace solo leggere e commentare quando posso :(
    Tuo Ross

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    1. @ Ross
      ti sembra di non fare abbastanza caro ???
      Il fatto che tu riesca di rado a trovare il tempo per leggere e commentare rende i tuoi contributi più preziosi, molto di più !
      Un bacio grande grande ... e buona vacanze :)

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I WHOLEHEARTEDLY THANK YOU FOR YOUR THOUGHTS AND WORDS, SO PRECIOUS TO ME.