giovedì 28 maggio 2015

The Life and Times of the Victorian Governess.


How delightful it would be to be a governess! 



James Hayllar, Miss Lily's Return from the Ball




To go into the world; to enter a new life; to act for myself: to exercise my unusual faculties; to earn my own maintenance.


Agnes Grey, Anne Brontë, 1847



Jane Eyre di Charlotte Brontë, Agnes Grey di Anne Brontë, Becky Sharp in Vanity Fair di William Makepeace Thackeray ( romanzi tutti questi pubblicati nell'anno 1847 ), Emily Morton in Amy Herbert di Elizabeth Sewell, Emma di Jane Austen, se volte, anche se leggermente anteriore ed altre ancora, la letteratura vittoriana ci viene spesso incontro, con la finzione del romanzo, aiutandoci a dar vita, nel nostro immaginario, alla figura dell'istitutrice, una figura caratteristica dei quel periodo storico, anche se sorta nel secolo precedente quale membro della servitù che componeva il seguito delle famiglie più facoltose; osservata nella realtà dei fatti quella della Victorian governess è un'immagine difficilmente connotata da un'esistenza che si svolge serenamente e che trova al fine una felice realizzazione, l'unico elemento apportatore di gioia è quello di vivere con i fanciulli seguendone passo passo lo sviluppo, dettato da una quantomeno allegra routine:

Ho visto i miei cari alle otto, felicemente seduti davanti alle loro tazze di pane e latte, poi li lasciai alla loro cameriera e feci un giro nel boschetto. Colazione alle nove, i miei amori al mio fianco a giocare con le loro bambole. Dissi loro che se avessero giocato giocato molto graziosamente certamente avrei consentito loro la lettura e la scrittura come ricompensa. accolsero subito di buon grado la mia promessa ... N.B. farli studiare non deve essere visto come una punizione dovuta alla cattiva condotta. Sono tornati al loro gioco e ho suonato l'arpa fino a mezzogiorno, poi siamo usciti nel boschetto. Il tempo molto brutto e freddo - ha consentito ai miei amori di esercitarsi. Rimasimo fuori fino alle due. Li invitai a di vestirsi e a leggere per un'ora Pietro il Grande ... Abbiamo pranzato alle tre, parlammo francese per tutto il tempo in cui fummo tavola. Dopo cena lessi loro un racconto, poi i nostri piccoli studi, poi hanno giocato mentre ero al lavoro un'ora. Il tempo pessimo ci costrinse a giocare a 'puss in a corner ' e ritrovai il mio buon umore cercando di divertire i miei cari. Li inviai con la loro domestica alle sette a cena ... Alle otto li ho sentiti recitare le loro preghiere e poi li vidi a letto. Dissi quindi le mie preghiere, e andai a letto alle undici. 1
 


Abraham Solomon,  Portrait of Two Girls with their Governess



E come se non bastasse, essendo una figura cui poco si attribuiva importanza, molto di ciò che ne sappiamo lo dobbiamo a scritti e a corrispondenze private ( esemplare a tal proposito risulta la trascrizione delle memorie di Anna Henriette Leonowens, scrittrice, viaggiatrice ed educatrice britannica che nel 1862 accettò l'incarico d'insegnare ai figli e alle mogli del re del Siam da cui venne tratto nel 1944 il romanzo di Margaret Landon Anna and the King of Siam e quindi il musical nel 1951 The king and I ) che fortunatamente sono giunti fino ai giorni nostri.


English School, The Governess, c.1860



Vi dicevo poc'anzi che quella dell'educatrice è un'istituzione che risale al secolo XVIII laddove nobili ed aristocratici necessitavano di una donna di modesti natali e di buone maniere in grado di educare le figlie femmine alla loro femmininità, ma dovete sapere che durante il secolo successivo i "noveau riches" vittoriani, ovvero i medio ed alto borghesi che rappresentano la nuova classe sociale andata costituendosi velocemente e che altrettanto velocemente andava arricchendosi grazie al progresso e all'industrializzazione, una classe sociale nuova senza passato e senza tradizioni, che guarda a quella superiore cercando di farne propri i modi, i gusti e gli ideali con fare emulativo, non può davvero fare a meno di una educatrice per la propria prole, cosìcchè questa figura diviene durante tutto il 1800 molto ricercata e conosce durante questo periodo l'apice del proprio successo.


Vasily Perov, Arrival of the governess to the merchant house, 1866




Generalmente quella dell'educatrice era una professione quasi obbligatoria per una giovane di famiglia modesta e non maritata, non in grado perciò di sostentarsi autonomamente .... le fanciulle più ricercate erano le figlie dei vicari, le quali, in nome delle biblioteche ben fornite dei genitori, crescevano in un clima di maggior cultura ed anche, perché no, di rigidità morale ( pensiamo proprio alle sorelle Brontë, quale esempio ) e quindi univano alle capacità in fatto di ricamo e di cucito, di musica e canto anche quel po' di cultura generale che poteva arricchire le conoscenze di una donna, senza però aprirle troppo la mente; bastava che fosse abile nella pittura ad olio, ad acquerello e a carboncino, che fosse in grado di trasmettere gli insegnamenti ed i precetti religiosi e morali, soprattutto con l'esempio - come teneva a sottolineare il Cassell's household guide to every department of practical life: being a complete encyclopaedia of domestic and social economy pubblicato nel 1869 - che conoscesse i principi generali della matematica, la storia e la geografia, un po' di francese, tedesco ed italiano ed avesse un'ottima padronanza, questo sì, della lingua inglese, il tutto insegnato con sensibilità ed amorevolezza: non dimentichiamo che l'ideale di femminilità durante il periodo vittoriano era quello dell'Angel at Heart, l'angelo del focolare, docile e remissiva, alla quale la cultura non solo non era necessaria, ma poteva essere, se 'troppa' addirittura ...'nociva' comportando il rischio di distoglierla dai propri doveri coniugali e domestici.





Ma torniamo alla nostra governess per continuare dicendo che nonostante la rilevanza del suo compito all'interno della famiglia e le responsabilità di cui le veniva fatta consegna - l'educatrice vittoriana si occupava dei figli maschi e femmine fino all'età della scolarizzazione, poi veniva affiancata da un 'tutor', generalmente rappresentato da un sacerdote, ovvero dall'uomo di maggior cultura che potesse allora esistere in quanto depositario delle lingue 'dotte' ovvero il greco ed il latino, il quale si assumeva il compito di acculturare i figli maschi mentre a lei toccava l'incombenza di occuparsi delle figlie femmine fino alla maggiore età - 




Richard Redgrave, The Governess, 1844, © Victoria and Albert Museum 




essa conduceva una vita appartata dal resto del personale della famiglia e tra tutti era colei che godeva della paga più bassa dopo la sguattera, la quale, nonostante ciò, poteva ancora ambire a fare carriera ... l'educatrice vittoriana varcava la soglia della dimora della sua nuova famiglia quale governess e tale rimaneva fino a che il trascorrere del tempo non la costringeva a trovarsi una nuova famiglia, come un'orfana 'adulta' in cerca di tutela... l'unica cosa che mutava con il trascorrere degli anni era il suo appellativo, che passava da Miss a Mrs., dopo aver raggiunto i quarant'anni d'età, quasi rappresentasse un merito del tutto onorifico, ma comunque non adeguatamente corrisposto economicamente: pensate che intorno alla metà del secolo XIX una governess era retribuita annualmente con un compenso che variava dalle 30 alle 100 guineas per le più fortunate, quando: 



... nel 1845 un ordinario maestro di musica veniva pagato 7s a lezione. Anche se dava quattro lezioni al giorno, che significava (ipotizzando una settimana di sei giorni) un reddito di oltre £ 400 l'anno ed era in grado di organizzare la sua vita con cognizione (per esempio, dedicando due o tre giorni alla settimana dando le sue lezioni in una scuola e così riducendo il tempo perso viaggiando da un cliente ad un altro), avrebbe potuto guadagnare persino molto di più. 2


George Goodwin Kilburne, The Governess, 1873



Vi confesso che dell'istitutrice vittoriana ho sempre avuto un'immagine talmente gioiosa: dovete sapere che il primo film che vidi al cinema fu Mary Poppins, tratto dal romanzo scritto da Pamela Lyndon Travers quando era adolescente e pubblicato anni dopo nel 1934, probabilmente con l'intento di render lustro e merito ad una figura troppo poco valutata, film che come sicuramente ben sapete è ambientato alla fine del secolo precedente e vede quale protagonista una meravigliosa, magica governess, così come con ogni probabilità era vista ciascuna dagli occhi dei piccoli che educava e cresceva ... ecco, questa per me è e continua ad essere la vera educatrice vittoriana, una magica signora capace di dare realizzazione ai sogni !

A presto 











Fonti bibliografiche:

Anonymous, Cassell's household guide to every department of practical life: being a 

complete encyclopaedia of domestic and social economy, 2012

https://books.google.it/books?id=90oCAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_book_other_versions


Ruth Brandon, Other People's Daughters. THE LIFE AND TIME OF THE GOVERNESS

London, Wiedenfeld & Nicholson, 2008;



Anne Brontë, Agnes Grey, New York. Random House, 2003;



Charlotte Brontë, Jane Eyre, New York, W. W. Norton & Company, 2001;



Gerry Holloway, Women and Work in Britain Since 1840, New York,Routledge, 2005;



Katherine Hughes, The Victorian Governess, London, Hambledon, 1993;



Coventry Patmore, The Angel in the House, Project Gutenberg, Web. 29 March 2013 -

<http://www.gutenberg.org/cache/epub/4099/pg4099.html>;



Joan Perkin, Victorian Women, London, John Murray Publishers, 1993;



Elizabeth Sewell, Amy Herbert, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2015;



William Thackeray, Vanity Fair, Penguin Classics - Reissue edition 2003.




Citazioni:   

1 - Ruth Brandon, Other People's Daughters. THE LIFE AND TIME OF THE GOVERNESS,

 London, Wiedenfeld & Nicholson, 2008, pag. 26 ( Joanna Martins ed. A Governess in the 

Age of jane Austen: The Journals and Letters of Agnes Porter, 1998 - Journal entry, July 1791 );


2 - op. cit., pag 47.














How delightful it would be to be a governess! 




- picture 1 - James Hayllar, Miss Lily's Return from the Ball






To go into the world; to enter a new life; to act for myself: to exercise my unusual faculties; to earn my own maintenance.


Agnes Grey, Anne Brontë, 1847




Jane Eyre by Charlotte Brontë, Agnes Grey by Anne Brontë, Becky Sharp in Vanity Fair by William Makepeace Thackeray (all these novels published in 1847),  Emily Morton in Amy Herbert di Elizabeth Sewell, Emma by Jane Austen, if you want, although slightly earlier and others, the Victorian literature often, with the fiction of the novel, helps us to create, in our imagination, the figure of the governess, a characteristic figure of that period, although born in the previous century as a member of the servants who composed the 'entourage' of the wealthiest families; observed in reality that of the Victorian governess is hardly an image characterized by a serene existence and that has a  successful implementation, the only element bringing joy to her is to live with the children of which she follows step by step the development, dictated by a least cheerful routine:

Saw my darlings at eight o'clock, happily seated over their milk and bread, then left [ them] with their maid and took a turn round the shrubbery. Breakfast at nine, my loves by my side at play with their dolls. Told them if they played very prettily I would certainly allow of their reading and writing a litttle afterwards as reward. they soon claimed my promise ... N.B. the grand punishment for misconduct is not to allow them to to their studies. They returned to their play and I practicised the harpiscorde till twelve, then we walked out in the shrubbery. The weather very rough and cold  - made my love take exercise. We were out till two. Sent theam to dress and read an hour in Peter the Great ... Dined at three, spoke freanch all time at table. After dinner told them a tale, then our little studies, then played while i was at work an hour. The weather very bad so I made a party with them at 'puss in the corner' found my own spirits rise as I endeavoured to amuse my darlings. Sent them with their maid at seven to supper... At eight I heard them say their prayers and saw them in bed. Said my prayers, and to bed at eleven.1




- picture 2 - Abraham Solomon,  Portrait of Two Girls with their Governess




And to make matters worse, being a figure that was rarely attributed importance, the most of the things we know are drawn from writings and private correspondence (exemplary in this regard is the transcript of the memoirs of Anna Leonowens Henriette, writer, traveler and British educatore who in 1862 accepted to teach the children and wives of the king of Siam which was adapted in 1944 the novel by Margaret Landon Anna and the King of Siam and then in 1951 the musical the King and I) which fortunately arrived until today.




- picture 3 - English School, The Governess, c.1860




I said earlier that the governess is an institution dating back to the eighteenth century where nobles and aristocrats needed a woman of modest background and good manners able to educate their daughters to their femmininity, but you should know that during the next century the Victorian "nouveau riches", belonging to the middle and upper middle class representing the new social class gradually established and quickly enriched thanks to the progress and the growing industrialization, a new social class with no past and no traditions, which look at the top trying to learn its ways, tastes and ideals with emulation, cannot do anything else but assume a governess for their offspring, so that this figure becomes highly sought throughout 1800 and during this period she knows the pinnacle of her success.




- picture 4 - Vasily Perov, Arrival of the governess to the merchant house, 1866




Generally that of governess was a profession almost obligatory for a young girl coming from a modest family and not yet married, who wasn't therefore able to support herself independently .... The favourites girls were the daughters of the vicars, who, in the name of well-stocked libraries of their fathers, growing up in a climate of culture and, why not, of moral rigidity (let's think about just the Brontë sisters, as an example) joined to the capacity in terms of embroidery and sewing, music and singing a little of general knowledge that could enrich the knowledge of a woman, but did not open their mind too much; it was enough that she was skilled in oil painting, watercolor and charcoal, able to transmit the teachings and precepts of religion and morals, especially by example - as wished to point out the Cassell's household guide to every department of practical life: being a complete encyclopaedia of domestic and social economy published in 1869 - that she knew the general principles of mathematics, history and geography, a bit of French, German and Italian and had an excellent knowledge, yes, of the English language, all taught with sensitivity and kindness: we have not to forget that the ideal of femininity during the Victorian period was the Angel at Heart, docile and submissive, to which culture was not only not necessary, but could be, if 'too much' ...  'harmful' entailing a risk of diverting her from her domestic and marital duties.




- picture 5




But let's come back to our governess to going on with saying that despite the importance of her role within the family and the responsibility she had - the Victorian educator took care of the boys and girls up to the age of schooling, then they put beside her a 'tutor', generally represented by a clergyman, a man of great culture that would depositary of the erudite languages such as Greek and Latin, who assumed the task of acculturate the males while she was considered to be up to the task to take care of the female children until they come of age -




- picture 6 - Richard Redgrave, The Governess, 1844, © Victoria and Albert Museum 




she led a life secluded from the rest of the staff of the family and amongst all she  was the one who enjoyed the lower pay after the scullery maid, who, nevertheless, could still aspire to make a career ... the Victorian governess crossed the threshold of her new family's dwelling as governess and that remained until the flowng of the time thing that forced her to find a new family, as an 'adult' orphan in search of protection ... the only thing that changed with the years was her nickname, passing from Miss to Mrs., after the threshold of the forty years of age, represented it almost entirely a merit of honor, but wasn't adequately paid economically, just think that in the mid-nineteenth century a governess was paid annually with a fee that ranged from 30 to 100 guineas for the most fortunate, when:




- picture 7




Yet in 1845 a run-of-the-mill music master charged 7s per lesson. Even if he gave four lessons a day, that meant ( assuming a six-day week) an income of over £400 a year and, if he organized his life sensibly (for instance, by spending two or three days a week giving his lessons in a school and so cutting down on time wasted travelling between clients ), he might earn much more.




- picture 8 - George Goodwin Kilburne, The Governess, 1873




I confess that I have always had such a joyful image of the Victorian governess: you should know that the first film I saw at the cinema was Mary Poppins, based on the novel written by Pamela Lyndon Travers as a teenager and published years later in 1934, probably with the intent to render luster and justice to a figure so little considered; as you surely know the film is set at the end of the previous century and see as main character a wonderful, magical governess, as well as probability each one was seen from the eyes of each little child which she educated and grew ... well, this is for me and continues to be the true Victorian governess, a magical lady able to make dreams come true!


See you soon 












Bibliographic sources:



Anonymous, Cassell's household guide to every department of practical life: being a 

complete encyclopaedia of domestic and social economy, 2012

https://books.google.it/books?id=90oCAAAAQAAJ&hl=it&source=gbs_book_other_versions


Ruth Brandon, Other People's Daughters. THE LIFE AND TIME OF THE GOVERNESS

London, Wiedenfeld & Nicholson, 2008;



Anne Brontë, Agnes Grey, New York. Random House, 2003;



Charlotte Brontë, Jane Eyre, New York, W. W. Norton & Company, 2001;



Gerry Holloway, Women and Work in Britain Since 1840, New York,Routledge, 2005;



Katherine Hughes, The Victorian Governess, London, Hambledon, 1993;



Coventry Patmore, The Angel in the House, Project Gutenberg, Web. 29 March 2013 -

<http://www.gutenberg.org/cache/epub/4099/pg4099.html>;



Joan Perkin, Victorian Women, London, John Murray Publishers, 1993;



Elizabeth Sewell, Amy Herbert, CreateSpace Independent Publishing Platform, 2015;



William Thackeray, Vanity Fair, Penguin Classics - Reissue edition 2003.




Quotations:   

1 - Ruth Brandon, Other People's Daughters. THE LIFE AND TIME OF THE GOVERNESS,

 London, Wiedenfeld & Nicholson, 2008, pag. 26 ( Joanna Martins ed. A Governess in the 

Age of jane Austen: The Journals and Letters of Agnes Porter, 1998 - Journal entry, July 1791 );


2 - op. cit., pag 47.









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22 commenti:

  1. Che bellissima ed importante figura ci hai illustrato, cara Daniela.
    Grazie, a presto
    Susanna

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    1. @ Susanna
      mia cara, è un vero piacere leggere che ti sia stato gradito ciò che hai letto, grazie a te, trascorri un sereno fine settimana ❥

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  2. Another great post, Dany, thanks !
    ... a magical lady able to make dreams come true ... sounds wonderful !
    Have a nice weekend, my friend !
    Hugs,
    Sylvia

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    1. @ Sylvia
      dearest friend of mine, I'm so very glad you've enjoyed it, sending much love I wish you too a magic end of the week •ಌ••ಌ•

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  3. Mary Poppins is a favorite indeed, Dany! What a lovely post - they were paid much too small a wage don't you think? Less than a scullery maid? But of course, all their needs were met (housing, food, etc) so they had little need of money, I suppose. It could all be spirited away for later in life. Have a lovely weekend, my friend!

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    1. @ June
      my blessed friend, they were paid far too little, I also think so, of course ! It is true, as you say that they had all they needed, such as housing, food and so on, but it is also true that so were treated every servants of the house ... I think the point is that they were considered such little important ... that's all, they weren't considered so notable as they deserved.
      Sending love an hugs I wish you too a Joyful and Serene weekend, dearie ✿⊱╮

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  4. Cara Daniela, hai dato la giusta e meritata importanza ad un ruolo femminile che spesso veniva poco considerato. Jane Eyre, Emma sono romanzi che amo tantissimo. Bellissime anche le immagini che hai scelto. Grazie ancora per i tuoi meravigliosi post.
    Bacioni
    Alessandra

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    1. @ Alessandra
      dolcissima e romantica amica, comincio la domenica con le tue meravigliose parole, e mi sono di ottimo auspicio, disponendomi l'animo ed il cuore verso la gioia !
      Lascia che sia io, perciò, a sentire di doverti ringraziare dal profondo, augurandoti una splendida giornata ⊰♥⊱

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  5. The first film I saw at the movies was Mary Poppins, also!! :-)
    I guess that like you, I had a very different idea of what a governess did/received in return, Dany.

    Thank you for sharing, sweet friend, and I wish you a beautiful week ahead. xo.

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    1. @ Lisa
      good Sunday, my dearest friend !!!
      Mary Poppins was the first film for you too ?! Another thing we have in common :) and of course I thought that for a governess life was quite different and her merits much more recognized and valued ... I'm sure you've felt enchanted as I did watching that bag filled with so many things, to watch them all flying at night in London's sky and dancing on the roofs ... oh, I could go on and on, these are images that are still so real in my mind ... those moments were unforgettable !
      Thank you my lovable friend, have a lovely evening and new week you too ಌ•❤•ಌ

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  6. Mia carissima, ma lo sai che ho appena ordinato " Agnes Gray " ?
    Vedi come io e te amiamo e rincorriamo le stesse cose?
    Grazie,come sempre, per l'approfondimento su questo tema che mi
    appassiona e affascina moltissimo. Quando sento parlare di istitutrice
    è ad Jane Eyre che penso, un libro che amo moltissimo.
    Un abbraccio mia cara....ci sentiamo presto......
    Love Susy ♥

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    1. @ Susy
      davvero, le nostre strade corrono da sempre parallele ... e stanno per incontrarsi, non vedo l'ora di averti qui, davvero !
      Ti contatterò presto dandoti il mio numero di cellulare perché tu mi possa chiamare oppure se preferisci che sia io a chiamarti non devi fare altro che dirmelo ...
      Che la tua giornata sia colma di gioia, carissima, ti mando un bacio grande ≼✿*✿≽

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  7. Stupendo post , Daniela! Sarà per i miei studi magistrali o semplicemente seguendo il mio cuore, ho sempre visto la figura dell'istitutrice come uno scrigno colmo di preziose gemme di vita : la forza della dolcezza dei sentimenti e delle buone maniere nel relazionarsi con gli altri , la capacità di trasmettere il desiderio e la soddisfazione dell'apprendere .Un tempo l'istitutrice ed il tutor , oggi l'insegnante può fare magie ... e come vorrei che potesse essere davvero così , sempre , per ogni giovane , dalla scuola primaria alla laurea , e lo dico , credendoci profondamente.
    Ti auguro con tutto il cuore una lieta settimana,amica carissima
    Franca

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    1. @ Franca
      non so con quali parole ringraziarti per il tuo contributo con questo tuo splendido commento ... pensa che i tuoi sono i medesimi valori che ho fatto miei già dall'infanzia e che mi hanno guidato verso l'università e l'insegnamento !
      ❖Ti abbraccio forte contraccambiando di vero cuore l'augurio per la settimana appena cominciata, mia dolce e preziosa amica❖

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  8. Interesting post Dany! No wonder Jane Fairfax didn't want to become a governess. Less than a scullery maid? I didn't think that was possible. But wasn't it more respected at least? I suppose I rather like to keep the idea of Mary Poppins in my head as well (or even Maria VonTrapp from the Sound of Music). Thank you for sharing at the Art of Home-Making Mondays! :)

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    1. @ JES
      my dear !
      Jane Austen herself hated this profession because she considered to become a governess such a mortification of femininity, certainly because of the wrong consideration this so important figure had at their times, alas !
      The thanks were due to me, my delightful friend, I'm sending blessings for the rest of your week ஐ

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  9. Come sempre ...grazie!!!
    La mia preferita!?
    Jane Eyre.
    Un abbraccio,Antonella

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    1. @ Antonella
      ti chiedo umilmente scusa se solamente ora, dopo aver pubblicato il commento di Elisabetta ed in procinto di risponderle, mi ricordo del tuo e ti dedico queste mie parole ... sono costernata da questa mia dimenticanza, non mi era mai accaduto prima, probabilmente è un periodo in cui devo ricordare troppo e lo 'spazio' è limitato !
      Quanto al post voto per Jane Eyre anche io, ovviamente, e scusami ancora per questa mancanza, non la meriti davvero ... ti abbraccio forte fortissimo e ti mando un grande bacio ⊰✿⊱

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  10. Come non ricordare le pungenti critiche sulle istitutrici, fatte dalle ospiti di Mr Rochester, mentre Jane ascoltava impavida! Ma la nostra eroina le ha sbaragliate tutte per le sue qualità morali... Ma lo sai che Charlotte Bronte ricamava egregiamente e che io non riesco ad accedere ad alcuna foto dei suoi lavori, se non un piccolo campionario a punto croce, fatto quando lei aveva appena 6 anni?!
    Adoro il tuo potere evocativo!
    Elisabetta

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    1. @ Elisabetta
      ed io adoro te, mia cara, per il tuo modo di porti e per come mi presenti personaggi e cose che già conosco, ma sotto di una prospettiva completamente differente, consentendomi così di arricchirne la conoscenza ... te ne sono davvero molto, molto grata ... ma dimmi, perché non riesci ad accedere ad altri suoi lavori ... neppure qui sul web ?
      Saranno tutelati da copyright nel timore di riproduzioni, ma che peccato non poterli vedere !
      ღ*ღ Ti auguro un dolcissimo pomeriggio, con infinita gratitudine ღ*ღ

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  11. A lovely little post, my sweet friend. I wonder what it would have been like to be a governess back then.... Your delightful thoughts made me smile :)

    May you have a joyous sweet, dear Dany. Much love!

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    1. @ Stephanie
      you're always so very kind and amiable, my darling friend, and your words reflects the beauty of your soul !

      With sincere gratitude and much dear love I hope your week to be glad and filled with wonder, my blessed one, see you tomorrow for another exciting link-up Party on your Beautiful blog ಌ•❤•ಌ

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I WHOLEHEARTEDLY THANK YOU FOR YOUR THOUGHTS AND WORDS, SO PRECIOUS TO ME.