lunedì 30 dicembre 2013

Celebrating the new year coming inside my beloved dolls house - Mrs Abbegale and Miss Rebecca 'Angels at the Hearth'.


" Da molte ore Mrs Abbegale stava preparandosi per festeggiare l'arrivo del nuovo anno, anzi, per meglio dire, del nuovo anno e del nuovo secolo, il XX°.
Era ormai stanco il vecchio anno e, compiuto il suo naturale percorso stava per cedere il passo a quello nuovo, tra manifestazioni di gioia e di entusiasmo.

Poneva tanto amore in ogni sua faccenda, Mrs Abbegale, 





era precisa, attenta e desiderava che in casa ogni cosa fosse al proprio posto, come aveva letto sul manuale di Mrs.Beeton che nel tardo ottocento effigiava la perfetta donna di casa, o per dirla usando le parole dei vittoriani, 'The Angel in the House', 'l'Angelo della Casa' e che era diventato per ogni donna sposata un vero e proprio 'abecedario':

« La pulizia, la puntualità, l'ordine ed il metodo sono essenziali nel carattere di una buona donna di casa. Senza la prima, nessuna famiglia può dirsi ben gestita. La seconda è ugualmente importantissima [...] L'ordine, ancora, è indispensabile, perché è da esso che ci auguriamo venga compreso che " ci dovrebbe essere un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto." Anche il metodo, è oltremodo necessario, perché quando il lavoro è eseguito correttamente, e ciascun compito è disposto in successione regolare, sarà fatto più rapidamente ed in modo più efficace.»1


I vecchi ritratti di famiglia appesi alle pareti,






volti tanto amati che continuavano a proteggere e governare la casa con il loro amore erano ben spolverati, ogni luce era accesa, anche l'ultima lampada brillava di vita





il camino era acceso e stava irradiando il suo calore






dando al vecchio salone un tocco di calda accoglienza; l'odore della legna che ardeva vivace si mischiava con il profumo del pane ancora caldo appena tagliato 





e rendeva l'atmosfera così accogliente che chiunque avrebbe voluto poterne godere, soprattutto in una giornata di fine Dicembre, così tanto gelida e pungente.

Il Natale stava ancora avvolgendo con la sua atmosfera questi ambienti, 





il clima di gioia che da sempre qui ne accompagnavano i festeggiamenti era ancora così presente, e la neve fuori continuava a scendere lieve ... 




Era in piedi dall'alba Mrs Abbegale per gli ultimi dettagli, anzi, ad essere onesti si era destata prima ancora del giorno, il sole era ancora sopito quando aveva sentito muovere al piano di sopra qualche lieve passo e quindi scendere giù dalle scale della soffitta, con la sua inconfondibile grazia, la mamma; al piano di sopra Agatha, l'anziana mamma condivideva con Rebecca, Becky, la sorella più giovane, una stanza a tetto, dal fascino indescrivibile: 









il tepore che saliva dai piani di sotto, il suono della pioggia sui vecchi travi di legno del sottotetto, le voci che lievi giungevano dabbasso e piccoli abbaini che permettevano di gettare lo sguardo fuori ... 





Questa gioconda dimora era davvero splendida: immersa in verdi praterie e brughiere che il vento volentieri accarezzava profumando nella bella stagione l'aria delle dolci note dell'erica selvatica era il frutto di grandi sacrifici; costruita ancora dal nonno di Mrs Abbegale da sempre rappresentava per lei la sua più grande gioia: qui era nata e tra le pareti di questo caldo ed accogliente focolare ella trascorreva ogni giorno, avvolta dall'amore dei suoi cari, i suoi giorni più sereni... amava prendersi cura della casa, cucinare ed accudire i suoi figlioli, Malcom, il primogenito ed Elisabeth, nata da pochi mesi, mentre Becky, nel vano accanto l'ingresso, vendeva uova, latte e formaggi fatti in casa a tutto il vicinato ed anche ai villaggi del circondario.
Becky era inoltre molto abile nel ricamo e nel cucito: spesso trascorreva lunghe ore nello stanzino al piano di sopra dove teneva la sua macchina da cucire,





una delle prime macchine che si siano mai viste in commercio, proprio dove ora sta ultimando di prepararsi l'abito per la serata di festa.





Quella giovane aveva una dedizione, una pazienza ed un senso artistico non comune, guardate le decorazione di questi dolci, sono tutte opera sua !




Nella sua stanzetta il piccolo Malcom sta giocando con Hettie, la cuginetta che abita in una casa vicino, e le mostra i doni ricevuti la notte di Natale ...









amo questa piccola stanza, con il letto posto sotto la finestra, 






colma di giochi e di tanta allegria; accanto vi è quella di Mrs Abbegale e MrTobias con una piccola anticamera, ma guardate chi c'è, nonna Agatha che culla la piccola Elisabeth, 







non trovate anche voi che sia un quadretto dolcissimo ?

Non saprei dirvi in quale angolo di questa casa mi risulti più gradevole soffermarmi .. 
scendendo la scala, per tornare al piano di sotto ci si trova accanto il piccolo stanzino da bagno,






ed il piccolo vano dove lavano e asciugano i panni





e poi percorrendo gli ultimi gradini (ma quanti cuccioli vivono qui ?) 












lo sguardo si posa sul sottoscala adibito alla preparazione e alla stagionatura dei formaggi 







con il piccolo negozietto,






ma la cucina è davvero accogliente, 





arredata con tante piccole utilissime cose .. in questo momento sul fuoco, in un vecchio tegame di rame, sta finendo di cuocere lo stufato di carne e verdure,





mentre Mrs Abbegale sta ultimando di preparare la tavola .. questa dimora era condotta da due giovani donne che erano veri 'Angeli del Focolare', come voleva la cultura vittoriana."


Vi era allora infatti decisamente molta differenza tra il metodo con cui venivano educati i maschi e quello in cui veniva impartita l'educazione alle femmine che già da fanciulle sapevano, qualsiasi fosse la loro estrazione sociale, che il maggior successo che la vita avrebbe potuto riservare loro sarebbe stato quello di trovar marito.

Si leggeva in un articolo apparso sul The Saturday Review of politics, literature, science, and art (un settimanale londinese fondato nel 1855 da A.J.B. Beresford Hope ) nel 1867, in piena epoca Vittoriana, che ci rende edotti di come della femminilità al tempo avessero una immagine piuttosto triste e riduttiva:

« E' doveroso insegnare alle giovani donne già dall' infanzia che il matrimonio rappresenta il culmine della loro carriera, ed è inevitabile che ad esso debbano dedicare tutte sè stesse al fine di conseguire questo scopo e questo fine sublime, anche a costo di sottrarre tanto alla propria vita.[...] Visto così, l'universo di una giovane ragazza è spesso rappresentato da una collezione di ricchi scapoli in cerca di moglie e di odiose rivali che con lei si contengono questi premi di scarso valore. Ella pensa a null'altro se non ai propri affari privati​​. E' indifferente alla politica, alla letteratura - in una parola, di tutto ciò che richiede il pensiero. Legge sì i romanzi, solo perché nei romanzi si tratta d' amore, e l'amore ha probabilmente qualcosa a che fare con il matrimonio, suo unico grande interesse. La mente di una fanciulla non si spinge al di là di questo.»



Durante il regno dell regina Victoria era imperante l'ideale della donna 'angelo del focolare' che appariva come un fragile fiore delicato, una creatura debole ed indifesa, devota alla casa e ai figli, docile e sottomissiva nei confronti del marito, incapace di prendere decisioni che si spingessero al di là del menu e del garantire alla numerosa prole l'insegnamento degli importanti valori morali; ella doveva far sì che la casa fosse un luogo di conforto per la famiglia ed il marito, spesso bisognoso di essere sollevato dal 'surmenage' conseguente all'avanzare dell' industrializzazione della Gran Bretagna. L'ammodernamento dei processi produttivi rendeva infatti quasi indispensabile che la moglie portasse avanti una grande famiglia e vi mantenesse un clima di serenità in cui ad un uomo non fosse necessario doversi preoccupare di null'altro che di guadagnare denaro.

Diffusa anzi, diffusissima la produzione letteraria che divulgava questa immagine femminile incarnata innanzitutto dalla sovrana stessa che magistralmente, per la prima volta nella storia, riusciva a conciliare impegni di stato e famiglia divenendo esempio per eccellenza di una femminilità incentrata sulla maternità, sulla famiglia e sulla rispettabilità ( sempre accompagnata dall'amato marito Albert e circondata dai numerosi figli nei dintorni sontuosi ma accoglienti del castello di Balmoral, Victoria divenne un'icona della femminilità e della domesticità borghese del tardo XIX° secolo ): dal romanzo per bambini scritto da Susan Coolidge What Katy Did (1872) a The Awakening di Kate Chopin (1899), a The Return of the Native di Thomas Hardy (1878), per giungere infine a quello che forse fu al tempo più importante, The Angel in the House, un poema narrativo scritto da Coventry Patmore, pubblicato per la prima volta nel 1854, ma divenuto enormemente popolare durante il seguito del XIX° secolo ed anche con gli inizi del XX° in cui l'autore racconta in modo idealizzato il corteggiamento della prima moglie, Emily, che per lui, e non solo, corrispondeva alla donna perfetta, e tale fu l'eco sollevato da quest'immagine da giungere ad ispirare persino la pittura del tempo.




Sir John Everett Millais ( 1829 - 1896 ), Emily Augusta Patmore,  1851


E' certo questa forzatura non fece che alimentare reazioni da parte degli spiriti più ribelli tanto che quella del femminismo vittoriano emerse come una potente forza politica (basti pensare al Movimento delle Suffragette che al di là del diritto di voto rivendicavano i diritti della femminilità in senso lato).

Facendo un discorso di carattere generale possiamo dire che nell'epoca vittoriana la maggior parte delle donne accudivano la casa e la famiglia, e solamente una piccola percentuale aveva altre occupazioni: circa il 3% di tutte le donne bianche ed il 25% di tutte le donne di colore facevano parte della forza lavoro e lavoravano come lavandaie, cameriere, infermiere, insegnanti, psichiatre, o assistenti sociali per portare a casa denaro, e perciò solamente una famiglia su dieci necessitava di un aiuto domestico per le pulizie. Oltre a questi lavori le donne che abitavano in campagna traevano guadagno anche dalla vendita di burro, latte e altri prodotti agricoli che provenivano dalla loro fattoria.


Ovviamente le 'ladies' appartenenti alla sfera facoltosa avevano una vita ben meno difficile. Una moglie benestante doveva trascorrere il suo tempo a leggere, cucire, ricevere gli ospiti, recandosi in visita ad amici, parenti, poveri del vicinato, scrivere lettere, sorvegliare il lavoro della servitù e vestirsi adeguatamente per rappresentare il livello sociale del marito; non era difficile, infatti, comprendere quale fosse la classe sociale di appartenenza di una donna, bastava osservarne gli abiti, poichè più era facoltosa e più vestiva in modo avvenente e spesso utilizzava carrozze aperte per spostarsi proprio per esibire la propria opulenza.



Ma della moda femminile e del costume dell'epoca vittoriana mi piace trattare più diffusamente in un'altra occasione, ora credo che il nostro tempo stia volgendo al termine e desidero perciò ringraziarvi per avermi seguita in questa visita nella mia casa delle bambole per la concretizzazione della quale sono grata a mio marito che con tanta pazienza e tanto amore, con la sua ormai nota abilità e precisione nel lavorare il legno, mi ha aiutata costruendola e realizzando la maggior parte degli arredi, un 'gioco' da adulti cominciato anni fa e che ci ha donato tanti momenti di divertimento e di gioia e che mi ha ispirato questo breve, semplice racconto.




Ed ancora una volta ho scelto le parole di Charles Dickens, colui che diede anima e vita al periodo natalizio e che meglio di chiunque altro ancora ne rappresenta lo spirito, per salutarvi insieme con Mrs Abbegale e Miss Rebecca ed augurare a tutti voi, miei cari amici e lettori, un Anno Nuovo prodigo di gioia, di letizia, di salute.


Possa l'anno nuovo essere un anno felice per te e felice per 

tutti gli altri la cui felicità dipende da te. Possa ciascun anno 

essere più felice del precedente, e possa anche il più umile dei 

nostri fratelli e sorelle non essere privato della sua legittima parte 

di quel che il nostro Creatore ha creato per il suo godimento.2



A presto 










Fonti bibliografiche:

Mrs. Beeton Household Management1861

Charles Dickens, Racconti di Natale ( titolo originale dell'opera The Christmas Books ), traduzione di E.Grazzi, ARNOLDO MONDADORI EDITORE, Milano, 1990 

Barbara Weletr, The Cult of True Womanhood: 1820–1860 , 1966


Citazioni:

1 - Mrs. Beeton Household Management, 1861, capitolo 2 paragrafo 55

2 - Charles Dickens, Racconti di Natale ( titolo originale dell'opera The Christmas Books ), traduzione di E.Grazzi, ARNOLDO MONDADORI EDITORE, Milano, 1990, Le campane, pag 424









" For several hours Mrs Abbegale was preparing to celebrate the arrival of the new year, maybe it's better to say the new year and the new century, the XXth.
It was tired, the old year, and made ​​its natural course it was going to give way to the new one, among demonstrations of joy and enthusiasm.

Mrs Abbegale put so much love into every household chore 


- photo 1


she was precise, attentive and wanted everything was in its place at home, as she had read in the Mrs.Beeton's manual that depicted the perfect housewife of the late XIXth century, or to put it in the Victorians' words, 'the Angel in the House', and which had become for every married woman a real 'hornbook':

« Cleanliness, punctuality, order, and method, are essentials in the character of a good housekeeper. Without the first, no household can be said to be well managed. The second is equally all-important [...] Order, again, is indispensable; for by it we wish to be understood that “there should be a place for everything, and everything in its place.” Method, too, is most necessary; for when the work is properly contrived, and each part arranged in regular succession, it will be done more quickly and more effectually.» 1

The old family portraits hanging on the walls,


- photo 2


beloved faces who continued to protect and govern the house with their love were well dusted, every light was on, the last lamp shone of life


- photo 3


the fireplace was lit and was radiating its heat


- photo 4


giving the old living room a warm feeling, the smell of lively burning wood mingled with the scent of warm bread freshly cut


- photo 5


made ​​the atmosphere so welcoming that everyone would want to enjoy it, especially on a day in late December, so much frosty.

Christmas was still wrapping up with its atmosphere these rooms,


- photo 6


the climate of joy that has always accompanied the festivities here was still so alive, and the snow continued to fall slightly outside ...


- photo 7


She was standing in since the dawn, Mrs.Abbegale, for the latest details, indeed, to be honest, she had awakened before the day, the sun was still dormant when she heard slight step moving upstairs and then go down the stairs of the attic, with her unmistakable grace, her mother; upstairs Agatha, her elderly mother, shared with Rebecca, Becky, her younger sister, a room in the roof, from the indescribable charm:


- photo 8

- photo 9



the warmth rising from the floors below, the sound of the rain on the old wooden beams of the roof, voices that softly came from downstairs and small dormers which allowed to throw out the look ... 


- photo 10



This joyous abode was really beautiful: surrounded by green meadows and moors that the wind caressed gladly in the good season perfuming the air with the sweet notes of wild heather was the result of great sacrifices, yet built by the Abbegale's grandfather it has always represented to her her greatest joy, she was born here, and between the walls of this warm and welcoming home she spent every day, surrounded by her family's love, her most happy days ... she loved to take care of the house, cook and look after her children, Malcolm, the eldest son and Elisabeth, born a few months ago, while Becky, in a vain beside the entrance, sold eggs, milk and homemade cheese to the neighborhood and to the villages in the surrounding areas too.
Becky was also very skilled in embroidery and sewing and often spent long hours in the closet upstairs where she kept her sewing machine,


- photo 11


one of the first machines that have ever been seen on the market; right now she's finishing to prepare her dress for the evening party.



- photo 12


In his room the little Malcolm was playing with Hettie, her cousin who lived in a house nearby, and showed her the gifts received on Christmas night ..


- photo 13

- photo 14


- photo 15



I love this little room with its bed placed under the window


- photo 16


full of games and of joy; next to it there's that of Mrs.Abbegale and Mr.Tobias with a small hall, but look who's there, grandmother Agatha cradling the little Elisabeth,


- photo 17

- photo 18



don't you also think it to be a far too sweet picture?


I cannot tell which corner of this house I like more to dwell ..
going down the staircase to get back downstairs, we go next to the small bathroom,


- photo 19

- photo 20



and the little room where they wash and dry clothes


- photo 21


and then walking the last few steps (but how many puppies live here?)


- photo 22

- photo 23


- photo 24


- photo 25


the gaze alights on the subscale used for the preparation and the maturing of cheeses 


- photo 26

- photo 27



and on the little shop,


- photo 28



but the kitchen is really cozy,


- photo 29


furnished with many small useful things .. right now, in an old copper saucepan on the fire, a stew with meat and vegetables is finishing to cook,


- photo 30


while Mrs. Abbegale is completing to set the table .. this residence was conducted by two young women who were true 'Angels at the Hearth', as the Victorian culture wanted."

There was then in fact quite a lot of difference between the method by which males were educated and the one in which education was imparted to females who already knew since as little girls, whatever their social background was, that the most successful thing that life could have given them was to find a husband.

We read in an article appeared in The Saturday Review of politics, literature, science, and art (a London weekly newspaper founded in 1855 by A.J.B. Beresford Hope) in 1867, in full Victorian era, that makes us acquainted of how about femininity at the time they had a rather sad and reductive image:

« Teach young women from their childhood upwards that marriage is their single career, and it is inevitable that they should look upon every hour which is not spent in promoting this sublime end and aim as so much subtracted from life. [...] As it is, the universe to her is only a collection of rich bachelors in search of wives, and of odious rivals who are contending with her for one or more of these two wary prizes. She thinks of nothing except her private affairs. She is indifferent to politics, to literature - in a word, to anything that requires thought. She reads novels of a kind, because novels are all about Love, and love had once something to do with marriage, her own peculiar and absorbing business. Beyond this her mind does not stir. » 

- picture 31 on the left - During Queen Victoria's reign it was dominant the ideal of the woman 'Angel at the Hearth' who looked like a delicate and fragile flower, a weak and helpless creature, devoted to her home and children, docile and submissive to her husband, unable to take decisions that went beyond the menu and teaching to her numerous offspring the important moral values; she had to make sure that the house was a place of comfort for the family and for her husband, often in need of being lifted from 'overwork' resulting in the advance of the industrialization of Great Britain. The modernization of manufacturing processes made ​​it almost imperative that the wife would bring forward a large family and maintaining a climate of serenity in which a man wasn't necessary to have to worry about nothing more than to earn money.

Quite diffuse, rather widespread, was the literary production that depicted this feminine ideal embodied above all by the same sovereign who masterfully, for the first time in history, was able and competent to reconcile the commitments of state and of family and becoming a prime example of womanhood focused on motherhood, amily and respectability (always together by her beloved husband Albert, encompassed by the many children in the sumptuous but welcoming surroundings of Balmoral Castle, Victoria became an icon of the bourgeois of the late XIXth century femininity and domesticity): from the children's novel written by Susan Coolidge What Katy Did (1872) The Awakening by Kate Chopin (1899), The Return of the Native by Thomas Hardy (1878), to finally arrive at what was perhaps the most important at that time, The Angel in the House, a narrative poem written by Coventry Patmore, published for the first time in 1854, but became enormously popular during the later XIXth century and even the beginnings of the XXth in which the author recounts of an idealized courtship of his first wife, Emily, that for him, and not only, matched the perfect woman, and such was the echo raised from this image from reaching to inspire even the painting of the time.


- picture 32 - Sir John Everett Millais (1829 - 1896), Emily Augusta Patmore, 1851


It's sure that this override feed reactions from the most rebellious spirits so much that the Victorian feminism emerged as a potent political force ( just think of the Suffragette Movement that beyond the right to vote claimed the rights of femininity in a broad sense ). 
Making a general speech we can say that during the Victorian era most of the women looked after their home and family, and only a small percentage had other occupations: about 3% of all white women and 25 % of all black women were part of the labor force and worked as laundresses, maids, nurses, teachers, psychiatrists, and as social workers to bring home money, and therefore only one out of ten family needed a maid for cleaning. In addition to this works, the women who lived in the countryside also derived gain from the sale of butter, milk and other agricultural products that came from their farm.


Obviously the 'ladies' belonging to the wealthy sphere had a much less difficult life. A wealthy wife had to spend her time reading, sewing, receiving guests, going visiting friends, relatives and the poor of the neighborhood, writing letters, supervising the work of the servants and dress appropriately to represent the social status of her husband; it wasn't difficult, in fact, to understand what was the social class of a woman, it was enough to observe her clothes: as more wealthy she was as more she wore sligtly and charming and often used open carriages to move just to show off her opulence.

- picture 33 on the right - But about women's fashion and costume of the Victorian era I like to treat more fully on another occasion, I now believe that our time is coming to an end and therefore I want to thank you for having followed me during this visit in my dollhouse, for the realization of which I am grateful to my husband who, with so much patience and love, with his well-known precision and skillness in working wood, helped me building it and making the most of the furniture, in a 'game' as adults began years ago and which has given us so many moments of fun and joy and that inspired me this short, simple story.


And once again I've chose the words of Charles Dickens, who gave life and soul to the Christmas season better than anyone else and of which undoubtedly still represents the Spirit, to greet you together with Mrs Abbegale and Miss Rebecca, and wish all of you, my dear friends and readers, a joyful, happy and healthy New Year.



May the new year be a happy year for you and happy for

all those whose happiness depends on you. May each year

be happier than the last, and can even the humblest of

our brothers and sisters not to be deprived of his legitimate share

of what our Creator has created for his joy and fruition.2



See you soon










Bibliographic sources:

Mrs. Beeton Household Management, 1861

Charles Dickens, Racconti di Natale ( titolo originale dell'opera The Christmas Books ), traduzione di E.Grazzi, ARNOLDO MONDADORI EDITORE, Milano, 1990 

Barbara Welter, The Cult of True Womanhood: 1820–1860 , 1966


Quotations:

1 - Mrs. Beeton Household Management, 1861, capitolo 2 paragrafo 55

2 - Charles Dickens, Racconti di Natale ( titolo originale dell'opera The Christmas Books ), traduzione di E.Grazzi, ARNOLDO MONDADORI EDITORE, Milano, 1990, Le campane, pag 424




martedì 24 dicembre 2013

Edgar Albert Guest - At Christmas.



A man is at his finest
     towards the finish of the year;
He is almost what he should be
     when the Christmas season is here;
Then he's thinking more of others
     than he's thought the months before,
And the laughter of his children
     is a joy worth toiling for.
He is less a selfish creature than
     at any other time;
When the Christmas spirit rules him
     he comes close to the sublime.


When it's Christmas man is bigger
     and is better in his part;
He is keener for the service
     that is prompted by the heart.
All the petty thoughts and narrow
     seem to vanish for awhile
And the true reward he's seeking
     is the glory of a smile.
Then for others he is toiling and
     somehow it seems to me
That at Christmas he is almost
     what God wanted him to be.


If I had to paint a picture of a man
     I think I'd wait
Till he'd fought his selfish battles
     and had put aside his hate.
I'd not catch him at his labors
     when his thoughts are all of pelf,
On the long days and the dreary
     when he's striving for himself.
I'd not take him when he's sneering,
     when he's scornful or depressed,
But I'd look for him at Christmas
     when he's shining at his best.


Man is ever in a struggle
     and he's oft misunderstood;
There are days the worst that's in him
     is the master of the good,
But at Christmas kindness rules him
     and he puts himself aside
And his petty hates are vanquished
     and his heart is opened wide.
Oh, I don't know how to say it,
     but somehow it seems to me
That at Christmas man is almost
     what God sent him here to be.










Un uomo è al suo meglio
     verso la fine dell'anno;
E' quasi ciò che dovrebbe essere
     quando la stagione del Natale è qui;
Pensa più agli altri
     di quanto facesse mesi prima,
E le risate dei suoi figli
     sono una gioia per cui vale la pena faticare.
E' la creatura meno egoista 
     in assoluto;
Quando lo spirito del Natale lo governa
     egli si avvicina al sublime.


Quando è Natale l'uomo è più grande
     ed è meglio nella sua parte;
Egli è più capace nel fare ciò
     che gli viene dettato dal cuore.
Tutti i pensieri meschini e angusti
     sembrano scomparire per un po'
E la vera ricompensa che cerca
     è la gloria di un sorriso. 
Poi, per altri si affatica e
     in qualche modo mi sembra
Che a Natale sia quasi
     ciò che Dio voleva che fosse.


Se dovessi dipingere un quadro di un uomo
     Penso aspetterei
Fino a che abbia combattuto le sue battaglie egoistiche
     e abbia messo da parte i suoi rancori.
Non lo ritrarrei al suo lavoro
     quando i suoi pensieri sono tutti presi dal denaro,
O in lunghi e tristi giorni
     in cui lotta per se stesso.
Io non lo ritrarrei quando è beffardo,
     quando è sprezzante o depresso,
Ma cercherei di farlo a Natale
     quando risplende del proprio meglio.


L'uomo è sempre in lotta
     ed è spesso frainteso;
Ci sono giorni in cui il peggio che è in lui
     è padrone del bene 
Ma a Natale la bontà lo governa
     e si fa da parte
E i suoi odi meschini sono vinti
     e il suo cuore si spalanca.
Oh , non so come dirlo,
     ma in qualche modo mi sembra
Che a Natale l'uomo sia quasi
     ciò che Dio volesse che fosse quando lo ha mandato qui. 



 Edgar Albert Guest (1881– 1959)





Con tanto amore 








Edgar Albert Guest (1881 - 1959) fu un prolifico poeta anglo-americano popolare nella prima metà del XX° secolo e divenne noto come poeta del popolo. Dal suo primo lavoro pubblicato sul Detroit Free Press fino alla sua morte nel 1959, Guest scrisse circa 11.000 poesie, pubblicate in circa 300 giornali e raccolti in più di 20 libri; fu insignito del titolo di Poeta Laureato del Michigan e a tutt'oggi rimane il solo ad aver ricevuto tale riconoscimento.


Il dipinto è del pittore tedesco Felix Schlesinger (1833 - 1910)

venerdì 20 dicembre 2013

A Regency Christmas: parlour games.








Godmersham Park, 17 January 1804


Dear Miss Chapman, take the first opportunity of thanking you for the nice letter and beautiful purse you were so good as to send me. I like it very much as does everybody who has seen it. I was surprised to hear that you did not know what a Bullet Pudding is, but as you don't I will endeavour to describe it as follows:

You must have a large pewter dish filled with flour which you must pile up into a sort of pudding with a peek at top. You must then lay a bullet at top and everybody cuts a slice of it, and the person that is cutting it when it falls must poke about with their noses and chins till they find it and then take it out with their mouths of which makes them strange figures all covered with flour but the worst is that you must not laugh for fear of the flour getting up your nose and mouth and choking you:


You must not use your hands in taking the Bullet out. I wish you success with your Lottery ticket. I have one also . . .

Since I wrote the above Papa has had a letter to say that my Ticket is drawn a prize of £20 and as he is going to Canterbury today I have egged him to get me another which I hope will at least be as lucky a one as the last.

Last night we had a pail of water and an apple which as you may suppose delighted the little ones. Think of me Monday for that is the day of our Fete . . .
We'll join in best love to you

Yrs Affec.

Fanny Catherine Austen



Vi ricordate di Fanny Austen ? L'abbiamo conosciuta in occasione della lettura della sua raccolta di ricordi, il suo Memoir che tanto ha fatto luce sui particolari della vita e della personalità della sua celebre ed adorabile zia Jane. 

Dopo aver descritto nel dettaglio l'allora assai diffuso gioco da salotto del BULLET PUDDING ( Il budino con il proiettile) all'amica Miss Chapman che ancora ne ignorava la dinamica 




( si prendeva un grande piatto od un vassoio in peltro e vi si disponeva della farina a fontana; sulla sommità del cumulo era posto un oggetto pesante, possibilmente di forma sferica, come una biglia o un vecchio proiettile e a turno i partecipanti dovevano con la lama di un coltello rimuovere parte della farina senza far scendere la biglia; qualora fosse precipitata, chi l'aveva fatta cadere la doveva recuperare facendo uso solamente del naso e del mento per poi prenderla in bocca e sospingerla al di fuori del piatto prestando attenzione al respiro per evitare di inalare la farina e starnutire o soffocare: immaginate le smorfie, che volti buffi la farina dipingeva e quanto all'indomani dovessero lavorare le povere cameriere per ripulire !), ella, in questa stessa lettera, fa di seguito riferimento al secchio d'acqua e alla mela - the pale of water and an apple introducendo così un altro vecchio gioco, quello dell' APPLE - BOBBING ( Muovere la mela ) :



Snap Apple Night, Daniel Maclise, 1833, detail



durante le feste, da Halloween in poi, dopo che era avvenuta la raccolta definitiva di mele nei frutteti, fanciulli e giovani non sposati cercavano di mordere una mela che galleggiava in acqua o appesa a una corda; il primo che riusciva ad addentare la mela sarebbe stato il prossimo a sposarsi; di questa usanza, di antiche origini celtiche, si trova menzione già nel libro Collectanea de Rebus Hibernicis di Charles Vallancey pubblicato in Irlanda nel XVIII° secolo. Le ragazze che mettevano inoltre la mela da loro addentata sotto il loro cuscino si dice che avrebbero sognato il loro futuro amore.

Questo è solamente uno dei numerosi giochi con cui durante il periodo Regency ci si intratteneva durante la sera della Vigilia ed anche il pomeriggio del giorno di Natale: 







mentre si rimpinzavano di cibo i membri di famiglie numerose contavano gli uni sugli altri per l'intrattenimento, giocando così alle carte, suonando e cantando, leggendo poesie e dando luogo a scenette comiche ricorrendo a divertenti e chiassosi giochi di società che univano le esperienze della festa di Natale delle diverse classi e che oggi ci consentono di constatare quanto, a quel tempo, la gioia ed il divertimento fosse associato alla celebrazione del Natale e quanto le barriere sociali fossero davvero minime poichè questi giochi accomunavano benestanti e poveri (anche se i poveri probabilmente non li definivano giochi di società, a causa della loro evidente mancanza di un salone, e perchè i loro giochi tendevano ad essere decisamente più semplici). 

HOT COCKLES ( noi oggi lo potremmo tradurre con 'Seminar zizzania' ) era un gioco abbastanza rustico, in cui un giocatore, in ginocchio al centro della stanza o seduto con il capo chino, veniva bendato e doveva indovinare chi degli altri, che lo toccavano a turno sulle spalle, lo colpiva; qualora il giocatore indovinava, la persona nominata correttamente prendeva il suo posto. 






ARE YOU THERE, MORIARTY ? ( Ci sei Moryarty ? ) era piuttosto simile, ma in questo caso i giocatori bendati erano due, posti uno di fronte all'altro, a circa un metro di distanza, con in mano entrambi un giornale arrotolato utilizzato come fosse un'arma, una spada: il primo giocatore domandava: "Ci sei Moriarty?"; l'altro giocatore, quando era pronto, rispondeva "Sì". A questo punto il primo giocatore tentava di colpire l'avversario con il suo giornale ed ovviamente questi tentava di colpire lui con il proprio. Il primo giocatore ad essere colpito era eliminato dal gioco ed un altro ne prendeva il posto. Ovviamente l'obiettivo era quello di rimanere in gioco più a lungo possibile e perciò per evitare di essere colpiti spesso i giocatori oscillavano o si spostavano dopo aver parlato per trarre in inganno l'altro, ma il divertimento vero e proprio, come spesso accade per la maggior parte dei giochi di società, era più che dei giocatori stessi del pubblico che incitava, schiamazzava, rideva.

SHOE THE WILD MARE ( Ferra la giumenta bianca ) è un gioco tradizionale di Natale che risale almeno al secolo XVII°.
Si prendeva un tronco di legno piuttosto sottile, lo si appendeva al soffitto con due corde ai due capi ad un altezza da terra tale che il giocatore, il 'maniscalco', che vi si sedeva in pieno centro a cavalcioni, una gamba da una parte ed una dall'altra, non toccasse il pavimento; gli si dava un martello con cui doveva dare otto colpi, per quattro volte, su tale legno .. era difficile rimanere in equilibrio e non cadere, soprattutto senza infortunarsi !

E poi ancora vi era lo STEAL THE WHITE LOAF ( Ruba la pagnotta bianca ), altro gioco di umili origini in cui il protagonista dava le spalle ai giocatori e la pagnotta o un altro oggetto la suo posto, il 'tesoro' era posto o appeso tra di loro: i giocatori, disposti allineati, dovevano cercare di rubare il 'tesoro' quando il protagonista era voltato, visto che di quando in quando si girava per coglierli in flagrante e chi fosse stato visto muovere diveniva il protagonista a sua volta ed il giocatore appena liberato si sarebbe così unito agli altri partecipanti sulla linea di partenza.




Blind Man's Buff, Hendrick Joseph Dillens (1812 - 1872)



Decisamente più concitato il gioco BLIND MAN'S BUFF ( Mosca cieca ) che richiede anche una maggior quantità di spazio per il movimento e molto praticate erano le CHARADES ( Sciarade ) spesso anche tra i più adulti.

Notevole la quantità d'intuito che era necessaria per il MUSICAL MAGIC (Magia musicale): un giovane facente parte la festa era fatto per uscire dalla stanza fino a quando il resto della compagnia avesse stabilito quale compito egli avrebbe dovuto svolgere. L'attività poteva essere semplice come soffiare su di una candela, per un giocatore alle prime armi, o complesso come inginocchiarsi davanti ad un altro giocatore, sfilargli un anello dal dito e metterlo al dito di un altro giocatore, magari per chi era più esperto. Il protagonista era guidato nell'esecuzione del suo compito dalla musica che si faceva da lieve a forte. Quando il giocatore era vicino all'oggetto o all'azione da compiere, la musica diventava più forte finché non si fermava del tutto quando questi aveva indovinato. Più lontano era il giocatore dal comprendere, più bassa era la musica. Se il giocatore in preda alla disperazione si arrendeva, doveva pagar pegno 1 ed un altro avrebbe preso il suo posto.

Ma ve ne sono molti altri che non sono sopravvissuti alla prova del tempo come THE RIBBON  ( Il nastro ) in cui ad ogni persona era dato un nastro. Un giocatore si trovava al centro della stanza e teneva una estremità di ciascun nastro. Gli altri giocatori componendo un cerchio intorno a lui prendevano ognuno l'altra estremità di nastro. Il giocatore al centro diceva "Tirate" o "Lasciate andare" e tutti i giocatori dovevano seguire le sue istruzioni tirando o lasciando andare il nastro; il giocatore centrale continuava con il dare rapidamente istruzioni fino a quando un giocatore commetteva un errore ed allora doveva fare penitenza.

Non così si può dire che sia accaduto allo SNAPDRAGON (Agguanta il drago)
caratteristico intrattenimento per i più piccini durante la Veglia passato al periodo 



Snapdragon, Sir Arthur John Elsley (1860 - 1952)


vittoriano ed anche oltre; è abbastanza semplice: si poneva un mucchio di uvetta in una grande ciotola colma di brandy, si spegnevano le luci e vi si dava fuoco. Lo scopo era quello di cercare di strappare i chicchi di uvetta dalla ciotola e mangiarli senza essersi bruciate le dita, la bocca o aver dato fuoco al salotto !

Nel gioco THE COURTIERS ( I cortigiani) il re o la regina occupavano una sedia al centro della stanza e qualunque movimento il monarca facesse doveva essere imitato dai cortigiani che gli si erano disposti intorno, senza che nessuno perdesse il proprio decoro. Il monarca ovviamente tentava di assumere atteggiamenti grotteschi pur di far nascere l'umorismo e far ridere qualcuno che, in tale caso, avrebbe dovuto pagar pegno.


Numerosi anche i giochi da tavolo che allora si affiancarono a quelli già diffusamente praticati quali quello delle carte






dello CHECKERS ( Dama ) e dei CHESS ( Scacchi ) - probabilmente al tempo tra i più popolari - tra cui FOX e GEESE ( Gioco dell'oca ). Ognuno di questi giochi si basava sulla 'cattura' dei pezzi di un avversario al fine di poter vincere la partita.

THE MANSION OF HAPPINESS ( Il palazzo della felicità ) era un gioco da tavolo di valore moralistico istruttivo e divertente in cui i giocatori muovevano la propria pedina su una tavola contrassegnato da caselle con sopra le effigi di 'vizi' e 'virtù'; tra passi avanti (virtù) e indietro (vizi) si giungeva infine il 'Palazzo della Felicità', al centro della tavola, vincendo così il gioco.






Appena nato nell'epoca Regency era il gioco della tombola, in origine detta LOTTERY, per cui venivano utilizzati con lo scopo di coprire le caselle dei numeri già sorteggiati minuscoli pesciolini di osso o di madreperla, 






piccoli capolavori che fecero sì che dapprincipio questo gioco fosse denominato FISHING ( Pesca ) o GAMING FISH ( Giocare con il pesce ); così lo nomina Jane Austen in conclusione al capitolo XVI di Pride and Prejudice:

'Elizabeth went away with her head full of him. She could think of nothing but of Mr. Wickham, and of what he had told her, all the way home; but there was not time for her even to mention his name as they went, for neither Lydia nor Mr. Collins were once silent. Lydia talked incessantly of lottery tickets, of the fish she had lost and the fish she had won; Mr. Collins, in describing the civility of Mr. and Mrs. Philips, protesting that he did not in the least regard his losses at whist, enumerating all the dishes at supper, and repeatedly fearing that he crouded his cousins, had more to say than he could well manage before the carriage stopped at Longbourn House.'

(Pride and Prejudice, Chapter 16) 2


Inevitabilmente tutta questa carica di entusiasmo, di allegria, di gioia e di divertimento






si sarebbe tristemente ridotta nel corso della prima metà del XIX° secolo poichè i datori di lavoro cominciarono con il ridurre spietatamente i giorni delle vacanze di Natale, rendendo il periodo Regency equivalente all'ultimo momento delle festività natalizie prolungate prima di un periodo di triste, cupo e monotono su cui il Natale si sarebbe basato.
Fu proprio in risposta a questo che il Natale moderno nacque con i nomi di Walter Scott, Washington Irving, Wordsworth e Dickens che, rivolgendosi a immagini natalizie nostalgiche, cercarono di riparare il tessuto della società danneggiato a causa dei rapidi cambiamenti apportati dalla rivoluzione industriale, promuovendo la carità, la deferenza e la tradizione ( pensate che il successo di A Christmas Carol fu tale che a partire dal 1847 le fabbriche forniranno una speciale cena di Natale).



E lasciate quindi che mi unisca a tutti voi in un caloroso abbraccio augurando ad ognuno tanta pace e tanto tanto Amore ...



The time draws near the birth of Christ: 
The moon is hid; the night is still; 
The Christmas bells from hill to hill
Answer each other in the mist





Il tempo della nascita di Cristo si avvicina:
La luna è nascosta; la notte è calma;
Le campane di Natale di collina in collina
Rispondono l'una all'altra nella nebbia.


Lord Alfred Tennyson (1809 - 1892)




A presto amici miei cari, trascorrete un felicissimo Natale










Fonti bibliografiche:

Jane Austen, Pride and Prejudice, Edited by James Kinsley and Frank W. Bradbrook, With a new Introduction of Isobel Armstrong, Oxford University Press, 1990

Rachel Reve, Winter Evening Pastimes or The Merry-Maker's Companion, 1825



Note e citazioni:

1 - Eccovi qui di seguito una lista di penitenze per le signore:

* Baciare ogni angolo della stanza * Il che suona abbastanza innocuo, se non fosse che quattro signori, immediatamente, si mettevano negli angoli tenendo le labbra increspate e mettendo dei finti baffi 'a  faretra', rendendo forse la penitenza non molto .. gradevole !

* Rispondere "sì" o "no" a tre domande * La signora doveva uscire dalla stanza mentre gli altri concordavano quali domande porre . Secondo il dizionario Cassell : "Le signore di esperienza dicono che la risposta sicura è sempre 'no' , ma questo suggerimento deve essere riservato ai lettori di queste pagine. "

* Stare in mezzo alla stanza e contare sulla 'magia' dell' opportunità * Se uno dei signori riusciva a toccarla prima che lei riuscisse a sedersi " egli può avvalersi della ' opportunita' di baciarla sotto il vischio " .

*Baciare un gentiluomo "alla moda del coniglio" * Alla signora era consentita la scelta del gentiluomo, poi ciascuno metteva  in bocca un' estremità di uno stesso pezzo di cotone  e, sgranocchiando, si avvicinavano l'uno verso l'altro finchè giungevano a baciarsi.

* Baciare il gentiluomo che ami di più della compagnia senza che nessuno lo sappia *. L' idea era che l'unico modo per farlo fosse quello di baciare tutti i presenti;


ed una  per i 'gentlemen':

* Fare la statua greca * La vittima si trovava in piedi su di una sedia e doveva tenere le proprie membra nel modo in cui gli altri sceglievano di farlo stare.

*Baciare ogni donna "alla moda spagnola" * Come annotato nel dizionario Cassell : " La persona a cui è assegnata questa penitenza di solito immagina di avere di fronte a sè un compito gradevole " - ma veniva presto deluso, poichè una delle signore lo accompagnava per la stanza e dava tutti i baci in vece sua per poi finire con il pulirgli la bocca con un fazzoletto .

* Dire una mezza dozzina di cose lusinghiere ad una signora senza usare la lettera L *

* Scegliere uno dei tre segni * Il gentiluomo era rivolto verso il muro mentre una delle signore faceva tre segni dietro la schiena: un bacio, un pizzico, o un pugno all'orecchio, in qualsiasi ordine. Egli doveva scegliere il primo, il secondo o il terzo, e riceveva quello che inconsapevolmente aveva scelto.

* Recitare la parte del maiale colto * La vittima imitava il verso del maiale intelligente in grado di rispondere a domande come " Chi è il più grande amatore della stanza? " andando davanti ad uno degli ospiti e grugnendogli in faccia.

* Fare il giro del salotto con gli occhi bendati e baciare tutte le signore * Il trucco era che quando la benda veniva messa, tutte le signore scambiavano il loro posto con i loro cavalieri.


2 - Jane Austen, Pride and Prejudice, Edited by James Kinsley and Frank W. Bradbrook, With a new Introduction of Isobel Armstrong, Oxford University Press, 1990, VOLUME I, CHAPTER XVI, pag. 75









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Godmersham Park, 17 January 1804


Dear Miss Chapman, take the first opportunity of thanking you for the nice letter and beautiful purse you were so good as to send me. I like it very much as does everybody who has seen it. I was surprised to hear that you did not know what a Bullet Pudding is, but as you don't I will endeavour to describe it as follows:

You must have a large pewter dish filled with flour which you must pile up into a sort of pudding with a peek at top. You must then lay a bullet at top and everybody cuts a slice of it, and the person that is cutting it when it falls must poke about with their noses and chins till they find it and then take it out with their mouths of which makes them strange figures all covered with flour but the worst is that you must not laugh for fear of the flour getting up your nose and mouth and choking you:


You must not use your hands in taking the Bullet out. I wish you success with your Lottery ticket. I have one also . . .

Since I wrote the above Papa has had a letter to say that my Ticket is drawn a prize of £20 and as he is going to Canterbury today I have egged him to get me another which I hope will at least be as lucky a one as the last.

Last night we had a pail of water and an apple which as you may suppose delighted the little ones. Think of me Monday for that is the day of our Fete . . .
We'll join in best love to you

Yrs Affec.

Fanny Catherine Austen



Do you remember Fanny Austen? We knew her on the occasion of reading her collection of memories, her Memoir that so much light on the details of the personality of her famous and adorable Aunt Jane has done.

After describing in detail the very popular parlour game of BULLET PUDDING to her friend Miss Chapman who still didn't know its dynamics


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(we may just imagine the faces, those funny faces painted by the flour and how much work the poor maids had to do to clean up!), she, in the same letter, makes the reference to 'the pale of water and an apple' thus introducing another old game, that of  APPLE - BOBBING:


- picture 3 - Snap Apple Night, Daniel Maclise, 1833, detail


during the holidays, from Halloween on, after the definitive collection of apples in the orchards took place, children and unmarried young people were trying to bite into an apple floating in water or hanging from a rope, and the first that managed to bite the apple would have been the next to get married; this custom of ancient Celtic origins, is already mentioned in the book Collectanea de Rebus Hibernicis by Charles Vallancey published in Ireland in the XVIIIth century. The girls also put the apple bitten by them under their pillow because it was said they would have dreamed of their future love.

This is just one of the many games that during the Regency period entertained people during the Christmas Eve and the afternoon of Christmas Day too:


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while gorging of food, members of large families relied on each other for entertainment, thus playing cards , playing and singing , reading poems and giving rise to skits and using fun in boisterous games that combined the experiences of the Christmas party of the different classes and that today allow us to see how, at that time, the joy and fun were associated with the celebration of Christmas and that social barriers were really minimal as these games joined rich and poor (although the poor will probably not call them parlour games, because they certainly didn't have a parlour and because their games tended to be much simpler).

HOT COCKLES was a fairly rustic game in which a player, blindfolded, staying on his knees or sitting in the middle of the room  had to guess who among the others, who touched in turns him on his back, beat him, and if the player guessed, the person correctly named took his place .


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ARE YOU THERE, MORIARTY ? was quite similar, but in this case the players blindfolded were two seating face to face, about three feet away, holding a rolled-up newspaper used as a weapon, a sword: the first player asked: " Are you there Moriarty ? " the other player, when was ready, replied "Yes". At this point, the first player attempted to hit the opponent with his newspaper and of course he tried to hit him on his own. The first player to be hit was eliminated from the game and another took his place. Obviously the goal was to stay in the game as long as possible and thus to avoid being hit players often swayed or moved after speaking to deceive each other, but the real fun, as often happened for most of the games, is more than the players themselves of the audience who incited, whooped, laughed.

SHOE THE WILD MARE is a traditional game of Christmas dating back at least to the XVIIth century .
They took a piece of wood rather thin, it was hung from the ceiling by two ropes at both ends at a height above the ground such that the player, the 'blacksmith', who sat in the center astride, one leg on one side and one on the other hand, didn't have to touch the floor; they gave him a hammer with which he had to give eight shots, for four times on that wood .. it was difficult to stay in balance and not fall off, especially without getting injured !

And then there was the STEAL THE WHITE LOAF another game of humble origins in which the protagonist had to give his back to the players and the loaf or another object named the 'treasure' was placed or hung among them: the players, aligned, had to try to steal the 'treasure' when the protagonist had turned, considered that once in a while he turned to catch them in the act and who had been seen moving in his turn became the protagonist and the protagonist would be so united to the other participants on the starting line.


- picture 6 - Blind Man's Buff, Hendrick Joseph Dillens (1812 - 1872)


Definitely more excited the game BLIND MAN 'S BUFF which also required a greater amount of space for movement and quite famous were also CHARADES often among the adults.

A remarkable amount of insight was needed for MUSICAL MAGIC: a young doing part of the party was made to leave the room until the rest of the company had established the task which he would have to play.The activity could be as simple as blowing out a candle, for a novice player, or as complex as kneel in front of another player, slip a ring off from his finger and put it on that of another player's, maybe for those who were more experienced. The protagonist was helped in the execution of his duty by the music that was made from soft to strong. When the player was close to the object or the action to be taken, the music grew louder until it stopped altogether when he had guessed. Farther from understanding the player was, lower was the music. If the player in despair surrendered, he was to pay forfeit 1 and another player would have taken his place.

But there are many other games which didn't survive the test of time as THE RIBBON in which each person was given a ribbon. A player was in the center of the room, holding one end of each strip. The other players, composing a circle around him, took each the other end of the ribbon. The player at the center called " Pull " or " Let go " and all the players had to follow his instructions by pulling or letting go their ribbons; the central player went on with giving quickly instructions until a player made a mistake and then had to pay a penance.

Not so we can tell that it happened to SNAPDRAGON, a distinctive entertainment for children during the Christmas Eve past the Victorian period



- picture 7 - Snapdragon, Sir Arthur John Elsley (1860 - 1952)



and over; it was quite simple: they put a bunch of raisins in a large bowl filled with brandy and then set it on fire. The purpose was to try to wrest the grains from the bowl of raisins and eat them without having burnt fingers, mouth, or setting fire to the living room !

In the game THE COURTIERS the king or queen occupied a chair in the middle of the room and did whatever movement he decided; the monarch was to be imitated by his courtiers who were placed around him and no one should lose his dignity. The monarch obviously tryed to assume quite grotesque attitudes able of giving birth to a bit of humor and make someone laugh who, in this case, would have to pay forfeit.


There are also many games that then were joined to those already widely practiced as one of the cards



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of CHECKERS and CHESS - probably at that time among the most popular - such as FOX and GEESE. Each of these games was based on the "capture" of an opponent's 'pieces' in order to win the game.

THE MANSION OF HAPPINESS was a board game of moralistic value, quite instructive and of real amusement where players moved their pawn on a board marked with boxes with above the effigies of 'vices' and 'virtues' and among steps forward (virtue) and backward (vice) was finally reached the 'Palace of Happiness', at the the center of the table, thus winning the game.


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Newborn in the Regency era was the game of bingo, originally called LOTTERY, for which they were used, in order to cover the squares of the numbers already drawn, tiny fish made of bone or of pearl,


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small masterpieces which let us know why at first this game was called FISHING or GAMING FISH, as said by Jane Austen in the conclusion to Chapter XVI of Pride and Prejudice:

' Elizabeth went away with her head full of him . She Could think of nothing but of Mr. Wickham, and of what he had Told her , all the way home , but there was not time for her even to mention His name as they went , for neither Lydia nor Mr. Collins were once silent . Lydia Talked incessantly of lottery tickets, of the fish she had lost and the fish she had won ; Mr. Collins, Describing the civility of Mr. and Mrs. Philips , protesting That he did not in the least regard His losses at whist , enumerating all the dishes at supper , and fearing That Repeatedly he crouded His cousins, had more to say than he Could well manage before the carriage stopped at Longbourn House. '

( Pride and Prejudice , Chapter 16 ) 1


Inevitably this whole charge of enthusiasm, cheerfulness, joy and fun


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would be sadly reduced during the first half of the XIXth century, as employers began to ruthlessly cut down the day of the Christmas holidays, making the Regency period equivalent to the last moment of the holiday season before a prolonged sad, gloomy and monotonous period on which Christmas would be based.
It was in response to this that the modern Christmas was born with the names of Walter Scott, Washington Irving, Wordsworth and Dickens, who, recalling to nostalgic Christmas images, tried to repair the damaged 'fabric' of society for the rapid changes brought by the industrial revolution, promoting the charity, deference and tradition (think that the success of A Christmas Carol was such that starting from 1847 factories will provide to a special Christmas dinner !).



And now let me join you all in a warm hug and wish to everyone much peace and so much Love ...


The time draws near the birth of Christ:
The moon is hid; the night is still;
The Christmas bells from hill to hill
Answer each other in the mist


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Lord Alfred Tennyson (1809 - 1892)




See you soon my dear friends, have a Very Happy Christmas 








Bibliographic sources:

Jane Austen, Pride and PrejudiceEdited by James Kinsley and Frank W. Bradbrook, With a new Introduction of Isobel Armstrong, Oxford University Press, 1990

Rachel Reve, Winter Evening Pastimes or The Merry-Maker's Companion1825



Notes and quotations:

1 - Here below is a list of penance for the ladies:

* To kiss every corner of the room * Which sounds quite innocuous, except that four gentlemen , immediately, put in the corners holding their lips puckered and wearing fake whiskers a-quiver making perhaps the penance not much .. nice !

* To answer "yes " or " no" to three questions *The lady had to leave the room while the others agreed on what questions to ask . According to the dictionary Cassell : " The ladies of experience say that the safe answer is always ' no ' , but this suggestion should be reserved to the readers of these pages. "

* To stand in the middle of the room and rely on the ' magic ' of the opportunity * If one of the gentlemen could touch her before she could sit down , " he can make use of the ' opportunity ' to kiss under the mistletoe ."

* To kiss a gentleman "in the rabbit fashion " * The lady was allowed the choice of the gentleman , then each put in the mouth an ends of the same piece of cotton and , nibbling , approached towards one another until they came to kissing.

* To kiss the gentleman you love most of the company, without anyone knowing it * The idea was that the only way to do that was to kiss all those present;


and one for the gentlemen:

* To make a Grecian statue * The victim was standing on a chair and had to keep his limbs in the way the others chose to keep him.

* To kiss every lady " in the Spanish fashion " *As noted in the dictionary Cassell : "The person who is assigned this penance usually imagine to have a pleasant task " - but was soon disabused , because one of the ladies accompanied him round the room and gave all the kisses on his behalf an then cleaned his mouth with a handkerchief.

* To say half a dozen tempting things to a lady without using the letter L *

* To choose one of the three signs * The gentleman was facing the wall while one of the ladies maked three signs behind his back : a kiss, a touch , or a punch to his ear, in any order. He had to choose the first, the second or the third , and received what he had unknowingly chosen.

* To play the part of the learned pig * The victim had to imitate a clever pig answering questions like "Who is the greatest lover of the room? " going in front of one of the guests and grunting at him.

* To go around the living room blindfolded kissing all the ladies * The trick was that when the bandage was placed , all the ladies exchanged their place with the gentlemen.

2 - Jane Austen, Pride and Prejudice, Edited by James Kinsley and Frank W. Bradbrook, With a new Introduction of Isobel Armstrong, Oxford University Press, 1990, VOLUME I, CHAPTER XVI, p. 75