domenica 30 novembre 2014

At HOME with JANE AUSTEN.



I shall be very glad to see you at home again, and then ... 

who will be so happy as we ?



LETTER FROM JANE AUSTEN TO HER SISTER CASSANDRA, 22 JANUARY 1799 1






Per noi, che siamo governate da un animo inguaribilmente romantico, la nostra Jane Austen rimane sempre un punto di riferimento, e continuerà ad esserlo per molto tempo ancora, essendo i suoi non comuni romanzi, ma affreschi di un'intera epoca, con i suoi costumi e la sua cultura.




Durante la sua seppur breve esistenza ella mutò più volte abitazione, di conseguenza alle decisioni del padre prima e al destino poi, ma in ogni dimora fu in grado di creare un ambiente famigliare ed accogliente, di far avvertire a chi alloggiava con lei il calore del focolare e di una famiglia, forse proprio perché erano gli Austens stessi una famiglia molto affiatata ed, ovunque andassero, recavano con sé lo stretto legame che li univa; 




La famiglia Austen era abbastanza autosufficiente quando si trattava di intrattenere se stessa. Tutti gradevoli, intelligenti, e amanti l'uno dell'altro, dovrebbero essere scusati, James Edward Austen - Leight scrisse, 'se erano inclini a vivere un una vita un po' riservata all'interno della loro cerchia familiare. I bambini avevano ottimi esempi nei loro genitori. Mrs Austen, una donna pratica e un'ottima donna di casa, era anche intelligente e spiritoso. Parte dell'amore di Jane per ciò che suscita ilarità provenne da sua madre, che apprezzava le assurdità e traeva gioia e divertimento dal trascriverli in filastrocche. Mr Austen era un uomo riflessivo e di cultura la cui biblioteca personale conteneva oltre 500 libri. Oltre alla formazione eccellente che fornì ai suoi figli, li incoraggiò tutti, ragazze comprese, a leggere molto. La famiglia spesso leggeva ad alta voce l'un l'altro, cosa in cui Mr Austen era particolarmente abile, un'abilità che Jane ereditò.' 2

Sicuramente le dimore cui ella fu più legata e che più esercitarono la loro influenza nei suoi romanzi furono la canonica di Steventon, 




dove ella nacque essendo il padre vicario della chiesa di St.Nicholas, 





l'intimo e pittoresco edificio di culto costruito nel 1200 che ne faceva parte ed in cui ella visse i primi 25 anni della propria vita, e Chawton Cottage,


il cottage che il fratello Charles mise a disposizione della madre ormai rimasta vedova, delle sorelle Jane e Cassandra che erano rimaste il nucleo più stretto della famiglia, e di miss Martha Lloyd che da tempo ormai della famiglia ormai era parte e ne seguiva perciò le sorti. 

Era la canonica, agli inizi del 1800, qualcosa di simile ad una piccola azienda agricola, con tanto di mezzadri che si occupavano della coltivazione dei campi, di cui faceva parte l'edificio di culto ed altri edifici annessi ed il priore, che principalmente era ministro di culto della piccola comunità cui apparteneva, traeva sostentamento dai frutti della terra, non guadagnando perciò nulla in denaro, ma solamente in 'proventi' derivati dal raccolto che la Divina Provvidenza disponeva.

Analogamente a molti gentlemen del tempo, Mr Austen dava personalmente un aiuto nella gestione della sua azienda agricola, assistito dal suo fedele podestà di mezza età (direttore della fattoria), John Bond. Il terreno intorno Steventon non era fertile; la maggior parte della superficie sembrava essere stato a bosco e a pascolo. Mr Austen allevava pecore, che un amico ebbe a lodare come 'la più bella cosa che avesse mai mangiato' alcuni maiali e qualche mucca, probabilmente per fornire il latte alla latteria di Mrs Austen. Come MrAusten, i contadini della zona allevavano per lo più pecore e qualche maiale, ma coltivavano anche grano, orzo, e avena e, qualche acro di rape, colza, piselli, e una piccola quantità, 1 ettaro e 1/2, in tutto il priorato, di patate, alcune delle quali erano coltivate in canonica. Mrs Austen era dedita alla coltivazione delle patate, che erano di relativamente recente importazione dal Nuovo Mondo, e perciò ancora stentavano ad essere accettate in paese. Una tradizione di famiglia vuole che Mrs Austen abbia cercato di convincere una donna locale a coltivare patate nel suo orto, ma lei rispose, 'No, no; sono molto adatte per voi signori, ma devono essere terribilmente costosi da mantenere. ' Gli Austen, come la maggior parte delle famiglie di campagna, producevano da sé una grande quantità di cibo nella loro proprietà. Il kitchen garden, ebbe a dire il nipote di Jane James Edward, era 'una di quegli vecchio stile in cui ortaggi e fiori crescono insieme.'. La nipote Anna ricordava bene 'il walled garden ben squadrato ai cui bordi crescevano i cetrioli' e ciliegi e altri alberi da frutta coltivati a parete. Mrs Austen amava il giardinaggio, e coltivava non solo patate, frutta e verdura, ma anche erbe e fiori, tra cui tageti. Secondo Anna, un pozzo si trovava nel giardino; questo può essere quello che è rimasto ancor oggi nella proprietà, anche se questo non è chiaro, come ebbe a dire un abitante del villaggio che era il nipote di Nanny Littleworths, e il cui padre aveva lavorato per James Austen, ad un visitatore di Steventon, che la pompa dl pozzo era nel lavatoio dietro la casa. Una varietà di edifici annessi si trovava nel cortile, per lo più ad ovest della canonica. Oltre al lavatoio, c'era un ricovero per gli attrezzi, un granaio, una birreria e un fienile, dove i piccoli Austen tenevano le loro rappresentazioni teatrali. Mrs Austen allevava tacchini, polli, anatre, galline e porcellini d'india nel suo pollaio, e Cassandra curava le api per il miele e per l'idromele. Mrs Austen aveva probabilmente alcuni servi che l'aiutavano a prendersi cura del grande orto. 3




Qui a Steventon Jane trascorse i giorni più sereni della propria giovinezza mettendo con entusiasmo e trasporto mano ai suoi primi romanzi che poi sarebbero divenuti capolavori della letteratura mondiale, quali Sense and Sensibility, Pride and Prejudice e Northanger Abbey

[ ... ] Il mio cappellino nero era apertamente ammirato da Mrs Lefroy, e segretamente immagino da chiunque altro fosse presente nella stanza (24 dicembre 1798) 4



Cassandra disegnava molto bene, e Jane suonava il piano 




e ricamava splendidamente. 5




Purtroppo, come Anne Elliott, la sua eroina in Persuasion, il suo ultimo romanzo, Jane nel 1801, a precisamente a gennaio, dovette lasciare l'amata casa natale per trasferirsi con la famiglia a Bath dove il padre, ormai anziano, aveva deciso di ritirarsi - probabilmente sia Mr che Mrs Austen ritenevano che la vita più animata di città meglio si addicesse a due figlie ancora da maritare -, ma dovettero attendere alcuni mesi prima di trovare una sistemazione accogliente e quantomeno confortevole.
Purtroppo, dopo soli quattro anni, il padre di Jane morì e Mrs Austen perse così ogni diritto anche su Steventon; con i pochi denari con cui si ritrovarono, la permanenza della vedova Austen e delle sue figliole a Bath finì con lo scadere del contratto di affitto; dopo di che decisero di spostarsi per qualche tempo a Southampton, ma fu nel 1809 che fecero ritorno nella campagna dello Hampshire:




Nell'estate del 1809, Jane Austen giunse a Chawton Cottage, la sua dimora definitiva, e quella maggiormente legata alla sua carriera come autrice. Dove avrebbe rivisto le sue prime tre opere, Sense and Sensibility, Pride and Prejudice, and Northanger Abbey per la pubblicazione, e dove avrebbe scritto interamente Mansfield Park, Emma, e Persuasion. Nel tornare nello Hampshire, Jane stava facendo ritorno a casa. Suo nipote scrisse, 'Chawton può essere considerata la seconda, così come l'ultima casa di Jane Austen; poichè durante le residenze temporanee a Bath e a Sothampton era solo una forestiera in terra straniera; ma qui trovò una vera casa, tra la sua gente'. 6




I terreni di Chawton Cottage furono trasformati in un luogo piacevole per Jane, Cassandra, Mrs Austen, e la loro amica Martha Lloyd, che continuava a vivere con loro, affinché potessero compiervi passeggiate e godersi la vita all'aria aperta. Diversi alloggiamenti più piccoli sono stati creati per ampliare i giardini ed alcune siepi furono piantate per schermare la strada. Un bordo di arbusti con sentieri di ghiaia 'molto allegro con Pink & Sweet Williams ( garofanini rosa ), oltre alle Columbines (aquilegie) già in fiore,' come scrisse Jane (29 maggio 1811), fu messo intorno a tutta la proprietà, ed ancora furono messi a dimora cespugli della sua prediletta Syringa ( lillà). 7

Ormai settantenne Mrs Austen delegò i lavori di casa a Cassandra, mentre ella tornerà ad occuparsi dei lavori all'aperto come faceva ai tempi di Steventon





La figlia di Anna in seguito scrisse:
Ha trovato un sacco di occupazione per se stessa nel giardinaggio e nel cucito. Il primo era, per lei, non di certo un passatempo di inattività, non era semplicemente tagliare rose e legare fiori. Scavava da sé le proprie patate, e non ho dubbi che lei li piantò, poiché l'orto era la sua gioia tanto quanto lo erano le aiuole, e ho sentito mia madre dire che, quando era al lavoro, indossava un abito verde tondo come quello indossato dai braccianti8



Qui ogni membro rimasto della famiglia Austen ritrovò il proprio posto e Jane ritrovò sé stessa, la giusta dimensione per il proprio animo ed il proprio spirito, 

Non è proprio della natura umana immaginare che bella passeggiata abbiamo fatto intorno al frutteto.
- La fila di faggi ha un bellissimo aspetto, e così le piante giovani della siepe di biancospino nel giardino. - Ho sentito oggi che un albicocca è stato individuata su uno degli alberi.

LETTERA DI JANE AUSTEN a CHAWTON COTTAGE, alla sorella, CASSANDRA, 31 MAGGIO 1811 9




In onore dell'amore che ella ebbe per Chawton Cottage e dell'importanza che ivi maturò quale scrittrice, questo è divenuto oggi il museo a lei dedicato, con mobili originali ed abiti appartenuti agli Austens che qui oggi ho il piacere di mostrarvi ancora una volta grazie alle fotografie scattate da Cristina durante la sua ultima vacanza in Inghilterra, e al libro dalla cui lettura ho tratto profonda ispirazione e che vivamente vi consiglio ( lo trovate nella bibliografia a fondo della pagina )




'Ci devono essere stato molte ore preziose di silenzio durante il quale la penna era impegnata al piccolo scrittoio di mogano, mentre Fanny Price, o Emma Woodhouse, o Anne Elliott crescevano in bellezza ed interesse.




Non ho dubbi che io e le mie sorelle ed i miei cugini, nelle nostre visite a Chawton, spesso abbiamo disturbato questo processo mistico, senza avere avere alcuna idea del male che stavamo facendo; certamente non lo avremmo mai indovinato dall'assenza di segni di impazienza o irritabilità dello scrittore.' 10




'[...] C'era tra la porta d'ingresso e l'ufficio, una porta a battente che scricchiolava quando veniva aperta; ma ella contestò che venisse posto rimedio a questo piccolo inconvniente, perché l'avvisava dell'arrivo di qualcuno.' 11


Osservate con quanta cura sono state conservate le cuffie 




ed i cappellini in paglia indossati da Cassandra e Jane quando insieme uscivano per lunghe passeggiate




e gli indumenti vestiti a suo tempo, dai fratelli Austen che ci comunicano tutta la semplicità e la sottile eleganza dell'epoca Regency.








Infine gli arredi, alcuni originali, altri comunque appartenenti all'epoca degli Austens, che ricreano con estrema fedeltà l'atmosfera ed il calore degli ambienti del tempo;


 





Concludo con una delle ballate che spesso Jane suonava e cantava il mattino seduta al suo piano, per cominciare, insieme con il cinguettio degli uccelli, le sue giornate in nome della ritrovata serenità in quel luogo che per ella rappresentò ciò che Monk's House, quasi un secolo più tardi, diverrà per Virginia Woolf, anche se ella non possedeva ancora 'una stanza tutta per sé'.





Lasciate i Dollari e la violenza ad accrescere il prezzo di Londra

Oh  le gioie della campagna è come se fossero gioielli per me

Dove dolce è il fiorire che i cespugli di maggio adorna 

Ed affascinante il nostro raccogliere, i fiori, non le spine

Oh le montagne, le vallate, i cespugli

I maiali, ed il gufo, ed i tordi

Lasciate i Dollari e la violenza ad accrescere il prezzo di Londra

Oh  le gioie della campagna è come se fossero gioielli per me. 12






Apprezzo molto i gesti di amicizia semplici e disinteressati che mi riscaldano il cuore e questo è quanto Cristina continua a donarmi e gliene sono infinitamente grata, e grata sono a voi, che sempre mi seguite affettuosamente, spero oggi qui con particolare interesse.

A presto 











Bibliografia:

Kim Wilson, At HOME with JANE AUSTEN, FRANCES LINCOLN LIMITED PUBLISHERS, United Kingdom, October 2014



Citazioni:

1 - Kim Wilson, At HOME with JANE AUSTEN, FRANCES LINCOLN LIMITED PUBLISHERS, United Kingdom, October 2014, pag. 9

2 - Ibid., pag. 21

3 - Ibid., pag. 18

4 - Ibid., pag. 27

5 -  Ibid., pag. 33

6 - Ibid., pag. 96

7 - Ibid., pag. 100

8 - Ibid., pag. 100

9 - Ibid., pag. 96 

10 - Ibid., pag. 115

11 - Ibid., pag. 116

12 - Ibid., pag. 113










I shall be very glad to see you at home again, and then ... 

who will be so happy as we ?



LETTER FROM JANE AUSTEN TO HER SISTER,CASSANDRA, 22 JANUARY 1799 1

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For us, who are ruled by an incurably romantic mood, our Jane Austen is always a point of reference, and will remain so for a long time, being hers not common novels, but frescoes of an entire era, with its customs and culture.


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During her although short life she changed repeatedly dwelling, according to her father's decision, first, and to destiny then, but in any house she was able to create a homely atmosphere, to make feel to those who were staying with her, the heat of the hearth and of a family, perhaps because the Austens were themselves a very close-knit family and, wherever they went, they took with them the close bond that there was between them;


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The Austen family was fairly self-sufficient when it come to entertaining themselves. All agreeable, intelligent, and fond of each other, they could be excused, James Edward Austen - Leight wrote, 'if they were inclined to live somewhat to exclusively' within their family circle. The children had excellent examples in their parents. Mrs Austen, a practical woman and an excellent housekeeper, was also intelligent and witty. Some of Jane's love of the ridiculous most have come from her mother, who appreciated absourdities and enjoyed writing humorous doggerel verse. Mr Austen was a thoughtful and literary man whose personal library contained over 500 books. In addition to the excellent education he provided, he encouraged his children, including the girls, to read widely. The family often read aloud to each other, and Mr Austen was particularly skilled at it, a skill Jane inherited. 2


Surely the dwellings which she was linked more and that more exercised their influence in her novels were the rectory of Steventon,


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where she was born being her father the vicar of the church of St. Nicholas,


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the intimate and picturesque religious building built in 1200 that was part of it and where she lived the first 25 years of her life, and Chawton Cottage,


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the cottage that hers brother Charles put at the disposal of the now widowed mother, her sisters Jane and Cassandra that had remained the closer core of the family, and Miss Martha Lloyd who have for long time been part of the family of which therefore followed the fortunes.

It was the rectory, in the early 1800s, something similar to a small farm, with lots of sharecroppers who took care of the cultivation of the fields and with the building of worship and outbuildings enclosed and the prior, who primarily was minister of the small community he belonged to, drew sustenance from the fruits of the earth, therefore not gaining anything in money, but only in the 'proceeds' derived from the crop that the Divine Providence ordered.

Like many gentlemen of the time, Mr Austen took a personal hand in the management of his farm, assisted by his steady, middle-aged bailiff ( farm manager ), John Bond. The soil around Steventon was not rich; most of the acreage seems to have been woodland and pasture. Mr Austen raised sheep, which a friend praised as 'the finest what was ever ate' some pigs and a few cows, probably for milk for Mrs Austen's dairy. Like Mr Austen, the area farmers raised mostly sheep and a few pigs, but also grew wheat, barley, and oats, a few acres of turnips, rapeseed, peas, and a tiny amount, 1 1/2 acres, in the whole parish, of potatoes, some of which were cultivated at the rectory. Mrs Austen grew potatoes, which were a relatively recent import from the New World, but they were slow to be accepted in the village. There is a Austen family tradition that Mrs Austen tried to convince a local woman to grow potatoes in her garden but she replied, 'No, no; they are very well for you gentry, but they must be terribly costly to rear.' The Austens, like most country families, grew a great deal of they own food. The garden, said Jane's nephew James Edward, was ' one of those old-fashioned gardens in which vegetables and flowers are combined.'. Her niece Anna remembered well ' the square walled-in cucumber garden ' with its cucumber frames, and cherry and other fruit trees trained to its walls. Mrs austen relished gardening, growning not only potatoes, vegetables and fruit, but also herbs and flowers, including marygolds. According to Anna, a well stood in the garden; this may be the well that is the only remnant of the personage left today, though this is not clear , as a villager who was Nanny Littleworths grandson, and whose father had worked for James Austen, later reported to a visitor to Steventon that the pump for the well was in the washhouse behind the house. A variety of outbuildings stood in the yard, mostly to the west of the rectory. In addiction to the washhouse, there was a garden tool house, a granary, a brewhouse, and a barn, where the Austen children held theatricals. Mrs Austen raised turkeys, chickens, ducks, and guineas fowls in her poultry yard, and Cassandra kept bees for honey and mead. Mrs Austen probably had some of the servants help her take care of the large kitchen garden. 3



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Here in Steventon Jane spent the most serene days of her youth beginning to write with enthusiasm and transport her first novels that later would become masterpieces of world literature, such as Sense and Sensibility, Pride and Prejudice and Northanger Abbey

[ ... ] My black Cap was openly admired by Mrs Lefroy, & secretly I imagine by every body else in the room ( 24 December 1798) 4


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Cassandra drew well, and Jane played the piano 


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and embroidered beautifully. 5



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Unfortunately, like Anne Elliott, her heroine in Persuasion, her latest novel, Jane in 1801, precisely in January, had to leave her beloved birthplace and moved with her family to Bath where her father, now old, had decided to retire - probably both Mr and Mrs Austen thought that the busier life of a town had to be best suited to two daughters still to marry - but had to wait a few months before finding a friendly and at least comfortable home.
Unfortunately, after only four years, her father died, and Mrs Austen lost any right on Steventon; with the little money with which they found themselves, the permanence of the widow Austen and her daughters in Bath ended with the expiry of the lease; after that they decided to move for some time to Southampton, but it was in 1809 that they returned in the countryside of Hampshire:


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In the summer of 1809, Jane Austen arrived at Chawton Cottage, her final home, and the home most associated with her carrer as an author. Where she would revise her first three works, Sense and Sensibility, Pride and Prejudice, and Northanger Abbey for publication, and where she would write entirely Mansfield Park, Emma, and Persuasion. In returning to Hampshire, Jane was coming home. Her nephew wrote, 'Chawton may be called the second, as well as the last home of Jane Austen; for during the temporary residences ... at Bath and Sothampton she was only a sojourner in a strange land; but here she found a real home amongst her own people.' 6



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The Chawton Cottage grounds were transformed into a pleasant place for Jane, Cassandra, Mrs Austen, and their friend Martha Lloyd, who continued to live with them, to walk and enjoy the outdoors. Several smaller inclosures were thrown together to enlarge the grounds and hedges were planted to screen the road. A shrubbery border with gravel paths 'very gay with Pinks & Sweet Williams, in addition to the Columbines already in bloom,' as Jane wrote (29 May 1811), was added to circle the property, and again her favourite Syringa ( mock orange ) bushes were planted. 7


Now seventy years old Mrs Austen will delegate the housework to Cassandra as she'll get back to outdoors works as he did in the days of Steventon


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Anna's daughter later wrote:
She found plenty of occupation for herself in gardening and needlework. The former was, with her, no idle pastime, no mere cutting of roses and tying up of flowers. She dug up her own potatoes, and I have no doubt she planted them,for the kitchen garden was as much her delight as the flower borders, and I have heard my mother say that when at work, she wore a green round frock like a day-labourer's. 8



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Here every remained member of the Austen family found his place and Jane found herself, the right size for her soul and her spirit,


It is not Human Nature to imagine what a nice walk we have round the orchard. 
- The row of beech look very well indeed, & so those the young Quickset edge in the Garden. - I hear today that an Apricot has been detected on one of the trees.

LETTER FROM JANE AUSTEN AT CHAWTON COTTAGE, TO HER SISTER, CASSANDRA, 31 MAY 1811 9



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In honor of the love that she had for Chawton Cottage and the importance therein matured as a writer, this has now become a museum dedicated to her, with original furniture and clothes belonging to the Austens that here today I am pleased to show you once again thanks to the photographs taken by Cristina during her last holiday in England, and to the book I've pleasently read  from which I have drawn much inspiration and I highly recommend you ( you may find it in the bibliography at the bottom of the page)


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'There must have been many precious hours of silence during which the pen was busy at the little mahogany writing-desk, while Fanny Price, or Emma Woodhouse, or Anne Elliott was growing into beauty and interest.


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I have no doubt that I, and my sisters and cousins, in our visits to Chawton, frequently disturbed this mystic process, without having having any idea of the mischief that we were doing; certainly we never should have guessed it by any signs of impatience or irritability in the writer.' 10



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'[ ...] There was between the front door and the office, a swing door which creaked when it was opened; but she objected to having this little inconvenience remedied, because it gave her notice when anyone was coming.' 11


Look how carefully were preserved the caps



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and straw hats worn by Cassandra and Jane when came along for long walks



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and the clothes worn at the time, by the Austen brothers which communicate all the simplicity and the subtle elegance of the Regency era.


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Finally the furniture, some original, some others belonging anyway to the time of the Austens, which recreate with extreme fidelity the atmosphere and the warmth of the rooms of the time;


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I conclude with one of the ballads that often Jane played and sang in the morning to her piano, to begin, along with the birds chirping, her days in the name of the newfound serenity in that place that represented to her what Monk's House, almost a century later, will become to Virginia Woolf, although she did not possess yet 'a room of her own'.



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Let Bucks and let bloods to prise London agree

Oh the joys of the country may jewel from me

Where sweet is the flow'r that May bush adorns

And our charming to gather it but for the thorns...

Oh the mountains and valleys and bushes

The Pigs and the screech owls and thrushes 

Let Bucks and let bloods to prise London agree

Oh the joys of the country may jewels for me 12




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I really appreciate the simple and disinterested gestures of friendship that warm my heart and this is what Cristina goes on giving to me and I am very grateful to her, and I'm grateful to you, you who always follow me affectionately, I hope here today with particular interest.

See you soon 














Bibliography:

Kim Wilson, At HOME with JANE AUSTEN, FRANCES LINCOLN LIMITED PUBLISHERS, United Kingdom, October 2014



Quotations: 

1 - Kim Wilson, At HOME with JANE AUSTEN, FRANCES LINCOLN LIMITED PUBLISHERS, United Kingdom, October 2014, page 9

2 - Ibid., page 21

3 - Ibid., page 18

4 - Ibid., page 27

5 -  Ibid., page 33

6 - Ibid., page 96

7 - Ibid., page 100

8 - Ibid., page 100

9 - Ibid., page 96 

10 - Ibid., pag. 115

11 - Ibid., pag. 116

12 - Ibid., pag. 113






lunedì 24 novembre 2014

Victorian cats in clothing.









Dovete sapere che durante tutto il periodo vittoriano i gatti godevano di un'autentica ammirazione e venerazione, non esisteva casa o famiglia che almeno non ne avesse uno, e quasi mai capitava, cosa che, ahimè, spesso accade oggi, di vederne raminghi ai bordi delle strade; era allora considerato il gatto il vero ed autentico amico dell'uomo.
Non che il cane fosse surclassato, solo che ad esso era relegato un ruolo non meno importante, gli veniva chiesta collaborazione e complicità per la caccia, così come il cavallo era amato quale animale da compagnia con cui compiere lunghe passeggiate in mezzo alla natura.

Se infatti fino al secolo XVIII il gatto era considerato un indispensabile 'collaboratore domestico' in quanto dava il suo valido contributo nel mantenere le abitazioni sgombre da ospiti indesiderati, con l'ottocento, le case costruite con metodi sempre più rispettosi delle norme igieniche e civili condussero ad una svalutazione del gatto di casa in questo senso e ciò, unito alla ben nota sensibilità che connotò tutto il periodo vittoriano, agli studi Darwiniani che ne sostenevano l'educabilità ed al fatto che persino la regina Vittoria avesse due gatti da compagnia nel suo castello, lo fece promuovere ad amato e coccolato animale da salotto.

Tutto questo per giungere a dirvi che l'animale domestico da compagnia per eccellenza divenne il gatto, apprezzato in tutte le sue sfumature, generalmente a pelo corto, quello ritenuto più carismatico tra tutti era il soriano bianco e nero;




Dal film di Jane Campion Bright Star, 2009




e fu proprio questo amore per i nostri amici felini ad ispirare i Vittoriani che cominciarono con il riprodurli sempre più spesso, a partire dal tardo ottocento, in atteggiamenti e con caratteristiche umanizzate,





per giungere a vestirli come veri e propri esseri umani ( teniamo presente che il gatto non era un considerato un animale asessuato e perciò coprire il suo corpo con degli abiti significava obbedire al puritanesimo allora imperante ) in cartoline augurali, 









carte da parati, storie e racconti per l'infanzia, etc. ( Pensiamo a Beatrix Potter e alla sua Mrs. Tabitha Twitchit, per esempio )





Furono persino create bambole di carta, ovvero gatti che si reggono sulle due zampe posteriori - con la postura da ominide - da ritagliare e vestite come vere e proprie bambole; sul finire del secolo, a Norimberga, città che poco meno di un secolo prima aveva dato i natali ai celebrati fratelli GrimmTheodor Stroefer (1843 - 1927) pubblicò le illustrazioni di Arthur Thiele (1860 - 1936), abilissimo nel rappresentare ogni sorta di animale domestico con caratteristiche antropomorfiche, tra cui primeggiavano proprio i nostri simpaticissimi amici felini:














Queste cartoline, che già al loro tempo conobbero larghissima diffusione soprattutto negli Stati Uniti, sono considerate oggi preziosi oggetti da collezione, poiché hanno un valore molto elevato non esistendo ancora, allora, la produzione in serie.





All'incirca nello stesso periodo, proprio negli negli Stati Uniti, e per l'esattezza a Boston, nel Massachussets, contagiati da questo modo bizzarro d'interpretare l'amore per i gatti, vedeva la pubblicazione una rivista letteraria che raccoglieva racconti brevi di vario ed inusuale genere, dal titolo The Black Cat (1895 - 1922) illustrato da Capitain Geoffrey Spaulding celebre illustratore dell'epoca tardo vittoriana ed edoardiana il cui nome è principalmente legato ad immagini pubblicitarie o botaniche; di seguito vi mostro le copertine dei primi due numeri della suddetta rivista





che già l'anno successivo mutò decisamente aspetto divenendone il gatto nero il protagonista assoluto !








Concludo segnalandovi una pubblicazione non proprio recente, ma che appartiene al nostro tempo, che aggiunge materiale documentario e quindi immagini a questo meraviglioso mondo: a partire dagli anni novanta Susan Herbert si è dilettata nel rappresentare gatti sostituendoli ad attori, a personaggi rappresentati in famosi quadri del passato, da quelli impressionisti a quelli pre-raffaelliti, ad immaginare la vita di un gatto vittoriano:




Susan Herbert (illustrator) and Stanley Baron (author of the text),
Diary of a Victorian Cat,
Thames & Hudson Ltd, 1991






Con un caloroso abbraccio saluto tutti voi ringraziandovi infinitamente ed augurandovi, come sempre, ogni bene.

A presto 

















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You should know that along the whole Victorian period cats enjoyed a genuine admiration and reverence, there wasn't any home or family,that didn't had one at least, and certainly it didn't happened, as, alas, it often happens today, to see cats wandering at the edges of the roads; at that time cat was considered the true and genuine friend of a man.
Not that the dog was outclassed, only he was relegated to a role not less important, he was asked for collaboration and complicity for hunting, as well as the horse was loved as a companion animal with which to take long walks in the countryside.

If, in fact, until the eighteenth century, the cat was considered an essential 'domestic worker' as gave his valuable contribution in keeping the houses free from unwanted guests, with the nineteenth century, with houses built with methods more and more respectful of the rules of hygiene and civilization, brought to a devaluation of the domestic cat in this regard and this, combined with the well-known sensitivity that characterized throughout the Victorian period, along with the Darwinians studies which supported his educability, and the fact that even Queen Victoria had two cats inside her castle, did promoted him as a loved and pampered pet.

All this to tell you that the pet companion par excellence became the cat, appreciated in all his nuances, but generally always short-haired - the most charismatic was considered black and white tabby


- picture 3 -  picture 4: from the film by Jane Campion Bright Star, 2009


and it was this love for our feline friends to inspire Victorians who began, more and more often, from te end of the XVIII century onwards, to 'give' them humanized attitudes and characteristics.


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till putting clothes on them as real human beings ( we have to keep in mind that the cat wasn't considered an asexual animal and therefore to cover his body with clothes meant to obey the rules of the Puritanism ) in greeting cards,



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wallpapers, tales for children, etc. (we do have to remember, by the way, Beatrix Potter and her Mrs. Tabitha Twitchit, for example)



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They were even created paper dolls, or, better, cats standing on both hind legs - with the hominid posture - to cut out and dress like real dolls; at the end of the century in Nuremberg, the town that less than a century earlier had given birth to the celebrated Brothers Grimm, Theodor Stroefer (1843 - 1927) published the illustrations by Arthur Thiele (1860 - 1936), an expert who excelled in representing all sorts of pet with anthropomorphic characteristics, including own delightful feline friends:



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These cards, which, at their time, already knew a very wide diffusion, especially in the United States, today are considered valuable collectibles, as they have a very high importance for in the Victorian age the mass manufacture didn't exist yet.



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Around the same time, just in the United States, and to be exact in Boston, Massachusetts, 'infected' with this bizarre way to feel and interpret the love of cats, saw its publication a literary magazine that collected short stories of various and unusual kind, entitled The Black Cat (1895 - 1922) illustrated by Capitain Geoffrey Spaulding celebrated illustrator of the late Victorian and Edwardian age, whose name is primarily related to advertising or botanical images; I'm going to show you the covers of the first two numbers of the aforesaid magazine



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that in the following year significantly changed appearance, becoming the Black Cat the absolute protagonist!



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I conclude reporting you a not very recent publication, but that belongs anyway to our time, which adds documentary material and then images to this wonderful world: since the nineties Susan Herbert delight herself representing cats replacing actors, characters depicted in famous paintings of the past, such as the Impressionists or the pre-Raphaelites ones, to arrive to the point to imagine the life of a Victorian cat:



- cover



 Susan Herbert (illustrator) and Stanley Baron (author of the text),
Diary of a Victorian Cat,
Thames & Hudson Ltd, 1991



With a warm hug I greet all of you thanking you so much and wishing you, as usual, all the best.


See you soon 













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