domenica 26 ottobre 2014

... E giunge l'autunno nella terra degli Elfi - Giardini dell'East Sussex in autunno.



O Ascolta, O senti come sottile e chiaro,
E più sottile, e più chiaro, andando più lontano!
O dolce e lontano da balze e dirupi
I corni della terra degli Elfi lievemente soffiano!
Soffia, lasciaci udire la risposta delle valli purpuree:
[Soffia, tromba;] rispondete, echi, morenti, morenti, morenti.







O hark, O hear how thin and clear,
And thinner, clearer, farther going!
O sweet and far from cliff and scar
The horns of Elfland faintly blowing!
Blow, let us hear the purple glens replying:
[Blow, bugle;]2 answer, echoes, dying, dying, dying.



Alfred Lord Tennyson, from The splendour falls on castle walls




Sì, sui versi di Tennyson, vi porto oggi con me nella terra degli Elfi, dove risuonano ancora gli echi di tempi lontani, insieme con quelli della Natura ... è la voce dell'autunno a soffiare per noi nelle sue trombe, con i suoi toni caldi, le sue inconfondibili luci, il suo calore ...





Una voce che ci racconta che quello dell'inizio dell'autunno è un momento fatto d'istanti in cui s'incontra ciò che ha già esaurito la propria linfa vitale 







con ciò che dall'autunno scorso attende di mostrarsi, esibendo, quasi come un ultimo cenno di saluto, le poche energie che la Terra ha serbato prima del lungo sonno invernale.








Sono più miti le mattine
E più scure diventano le noci
E le bacche hanno un viso più rotondo,





La Rosa non è più in città.



The morns are meeker than they were - 
The nuts are getting brown -
The berry’s cheek is plumper -
The rose is out of town.



Emily Dickinson, from 12, (1858)




Corolle dai colori forti e decisi che guardano il cielo di ottobre e svettano ancora impavide, certe di riuscire a rallegrarci i cuori prima che il gelo sopraggiunga a spegnere le briose sfumature, rendendo, con la sua coltre cristallina, tutto velatamente uniforme, rallegrano le ore intiepidite da un godibile sole ...








e si alternano ad altre dai toni più tenui





Vi sto accompagnando con queste fotografie nei giardini del sud est dell'Inghilterra, esattamente nell'East Sussex, gentilmente donatemi ancora una volta dalla dolcissima amica Cristina, dove l'autunno sta esibendo compiutamente le sue caratteristiche di luce e sta elargendo i suoi caratteristici doni .... se la primavera e l'estate sono le stagioni dei colori e dei profumi, l'autunno è quella dei colori, dei profumi e della luce ....






.... solamente i raggi del sole autunnale sono in grado di rivelare ai nostri occhi questi riflessi che sembrano rubati a metalli preziosi ... tutte le graminacee si vestono a festa avvolte dai raggi del pianeta che lentamente, sempre più, giorno dopo giorno, china il capo e si allontana da noi per portare a compimento un Disegno Intelligente, Sempiterno, Immutabile ... 



L'estate ha Inizio due volte -
Inizia una volta in Giugno -
Inizia ad Ottobre 
Ancora, commovente - 

Forse senza il Tripudio
Ma più vivida in Grazia -
Com'è più bello è il Viso di chi parte
Del Viso di chi rimane -

Se ne va allora - per sempre -
Per sempre - fino a Maggio -
Ma "per sempre" è transitorio -
eccetto per coloro che dipartono -




LEONARDO  ( 23 / 9 / 1986 - 10 / 10 / 1996 )


Summer has two Beginnings -
Beginning once in June -
Beginning in October
Affectingly again -

Without, perhaps, the Riot
But graphicer for Grace -
As finer is a going
Than a remaining Face -

Departing then - forever -
Forever - until May -
Forever is deciduous -
Except to those who die -


Emily Dickinson, 1422 (1877)




Tutte le fotografie che fanno parte di questo mio scritto, eccetto quella del mio amato Leonardo, sono state scattate dalla cara amica Cristina Rebeccani Coretti, che con il cuore ringrazio per la delicatezza del suo animo, presso Nyman Gardens, Hinton Ampner, Sandhill Farm, Sussex Prairies e Durrance Manor.

E grazie a voi tutti per avermi fatto compagnia in questa piacevolissima passeggiata illuminata dal prezioso sole autunnale compiuta sotto la guida di versi nobili ed altisonanti cui sono particolarmente legata !

A presto 












Bibliografia: 


EMILY DICKINSON - TUTTE LE POESIE, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 1997

Henry Van Dyke, D. Laurance Chambers, Poems of Tennyson, BiblioBazaar Publisher, 2010











O hark, O hear how thin and clear,
And thinner, clearer, farther going!
O sweet and far from cliff and scar
The horns of Elfland faintly blowing!
Blow, let us hear the purple glens replying:
[Blow, bugle;]2 answer, echoes, dying, dying, dying.



- picture 1


O love, they die in yon rich sky,
They faint on hill or field or river:
Our echoes roll from soul to soul
And grow for ever and for ever.
Blow, bugle, blow, set the wild echoes flying,
[And]2 [answer, echoes]3, dying, dying, dying.


Alfred Lord Tennyson, from The splendour falls on castle walls



Yes, on the verses of Tennyson, today I take you with me to 'Elfland', where still resound the echoes of long ago, along with those of Nature ... It is the voice of Autumn to blow for us its trumpets, with the its warm shades, its unique light, its glow ...


- picture 2

- picture 3


A voice telling us that the beginning of Autumn is a moment made of moments where what has already exhausted its lifeblood


- picture 4

- picture 5

- picture 6


meets what expects to show up since last fall, exhibiting, almost like a last nod, the little energy that the Earth has kept before the long Winter sleep.


- picture 7

- picture 8

- picture 9


The morns are meeker than they were - 
The nuts are getting brown -
The berry’s cheek is plumper -



- picture 10


The rose is out of town.


- picture 11


Emily Dickinson, from 12, (1858)



Corollas by strong colors that look the October sky and soar yet fearless, certain to be able to rejoice our hearts before the frost happens turning off the lively hues, making, with its crystalline blanket, all uniformely veiled, delight the hours warmed by an enjoyable sun ...


- picture 12

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alternating with others by slighter tones 


- picture 17

- picture 18


With these gorgeous photographs I am accompanying in the gardens of south-eastern England, to be more precise in the East Sussex, kindly given me as a gift once again by my sweet friend Cristina, where Autumn is fully exhibiting the characteristics of light and is giving generously its typical gifts .... if Spring and Summer are the seasons of colors and scents, Autumn is the one of colors, scents and light ....


- picture 19

- picture 20

- picture 21


 .... Only the rays of the Autumn sun are able to reveal to our eyes these reflections that seem stolen from precious metals ... all grasses are dressed to the nines enveloped by the rays of the planet that slowly, more and more, day after day, bows his head and walks away from us in order to conduct an Intelligent  Everlasting, Unchanging Drawing ...


- picture 22 


Summer has two Beginnings -
Beginning once in June -
Beginning in October
Affectingly again -

Without, perhaps, the Riot
But graphicer for Grace -
As finer is a going
Than a remaining Face -

Departing then - forever -
Forever - until May -
Forever is deciduous -
Except to those who die -


Emily Dickinson, 1422 (1877)




All photographs that are part of my writing, except that of my beloved Leonardo, were taken by my dear friend Cristina Rebeccani Coretti, whom I thank with all my heart for the delicacy of her soul, at Nyman Gardens, Hinton Ampner, Sandhill Farm, Sussex Prairies and  Durrance Manor

And thanks to you all for having kept company to me in this pleasant walk, lit by the Autumn sun, had under the guidance of noble and lofty verses to which I'm particularly linked ! 


See you soon 













Bibliography: 


EMILY DICKINSON - TUTTE LE POESIE, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano, 1997

Henry Van Dyke, D. Laurance Chambers, Poems of Tennyson, BiblioBazaar Publisher, 2010








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THE ART OF HOMEMAKING MONDAYS




domenica 19 ottobre 2014

The Country Flowers of a Victorian Lady by Fanny Robinson.




Thoughts that have tarried in my mind,
and peopled its inner chambers,
The sober children of reason,
or desultory train of fancy,
The fruits I have gathered of memory,
the ripened harvest of my musings.
 These give I unto thee.






( I pensieri rimasti nel mia mente, / e che hanno popolato le sue più intime stanze, / I figli sobrie della ragione, / o il treno sporadico della fantasia, / I frutti della memoria che ho raccolto, / il raccolto maturo delle mie riflessioni. / Tutto ciò racchiudo in te.)

Con questa prima 'tavola acquerellata' comincia Il Book of Memory, come l'autrice stessa Fanny Robinson lo aveva definito, da poco ristampato con il titolo The Country Flowers of a Victorian Lady, risalente, pensate, al 1840.

Riuscite da immaginare la meraviglia che possono aver provato i discendenti di Fanny Robinson nell'aver scoperto, tra ricordi di famiglia, questo suo diario, l'unico decorato che ci si giunto risalente all'epoca vittoriana; si tratta di un vero piccolo capolavoro che combina l'arte del dipingere con quella dello scrivere, poichè Fanny, quando diede avvio a questa raccolta, mise insieme i propri acquerelli botanici - si tratta sempre di tavole che rappresentano piccoli bouquets di fiori, mai di un fiore singolo, ed associandoli ella dimostra di aver piena padronanza del linguaggio dei fiori, come ogni Lady del tempo, del resto - coniugandoli alle più delicate liriche note al tempo, nate dall'animo di Keats, Burne, Wordsworth, etc. e spesso anche dal suo.



TAVOLA 4


Ogni tavola reca a margine fregi preziosissimi che fanno pensare ai testi antichi copiati durante l'epoca medioevale da pazienti amanuensi, come sicuramente saprete, nel tentativo di preservarli e di trasmetterli ai posteri ( date le minacce rappresentate dalle incursioni barbariche ogni monastero produceva le proprie copie nella speranza che in futuro almeno qualcuna ne sarebbe sopravvissuta, e così è stato, grazie al cielo ! ) o ancora ai Libri delle Ore, testi di preghiera sempre risalenti al medioevo, analogamente decorati; sembra quasi che in ciò abbia voluto ispirarsi all'eclettismo architettonico proprio del periodo vittoriano, che rispolverò con notevole successo, elementi gotici e neogotici, cui ricorre nell'incorniciare le miniature paesistiche con cui spesso correda le sue tavole, a volerci dire sicuramente che ciò che scrive e ciò che ha in mente in quel momento le evocava quel luogo che le era sicuramente familiare.


Poco per volta, a mano a mano che si scorrono le pagine di questo libro, prende corpo la presenza di una figura affettiva della quale l'autrice avverte, e fa avvertire, per via di significati simbolici e metaforici, la mancanza, come se il motivo dominante ne fosse quello di un amore perduto ... probabilmente perduto improvvisamente, una persona alla quale era sicuramente legata in modo profondo.
Vi è chi ipotizza che la persona in questione fosse un giovane che frequentava il Magdalen College di Oxford suggerito dagli araldi e dalla riproduzione delle miniature della tavola 19



TAVOLA 19



si suppone deceduto di conseguenza ad un incidente di caccia, ma della vita dell'autrice si sa davvero molto poco e di lei non si possiede neppure un'immagine ... a me piace immaginarla così ...


Straying Thoughts, Edmund Blair Leighton (1852 - 1922)



Fanny nacque a Londra nel 1802 in una famiglia distinta e rispettabile e fu educata all'arte ed alla botanica, come si evince da ciò che ci ha lasciato in eredità; sposatasi con William Hubbard Burrell all'età di 36 anni, visse una vita modesta e serena fino a che si spense nel 1872 a Gorlseton nel Norfolk, dove, da che si era maritata, si era trasferita.  
Per certo si sa che colui cui il Book of Memory è dedicato non era colui che divenne il compagno della sua vita.   

La decisione, presa dal pro pro nipote, di rendere noti questi contenuti a fini caritatevoli risale a pochi anni dopo la pubblicazione del prestigioso testo di Edith HoldenThe Country Diary of an Edwardian Lady ( ve lo illustrai qui ), ad esso per alcuni aspetti simile, per altri molto differente: se Miss Holden aveva come unico fine quello delle annotazioni diaristiche sulla sua campagna, raccolte nell'arco di un anno solare, associate alle sue notevoli conoscenze in fatto di botanica e competenze nell'arte dell'acquerello, qui il tema è quello di un amore perduto e la sottile malinconia che ne deriva fa da filo conduttore a tutto ciò che in esso è raccolto, pur nell'affinità di conoscenze botaniche e competenze pittoriche ( fermo restando il fatto che separano le due autrici alcune generazioni, appartenendo Fanny Robinson all'epoca vittoriana ed Edith Holden a quella edoardiana ), e la differenza, pur nelle stesse rappresentazioni floreali, egualmente fedeli e dettagliate, è tangibile nel modo in cui vengono rappresentate: l'epoca vittoriana voleva le immagini accuratamente incorniciate e spesso la vergatura delle iniziali di una citazione poetica impegnava per ore, forse ben più che un ricamo, al tempo sicuramente più diffusa come attività presso il gentil sesso.



TAVOLA 2



Credo di dover aggiungere poco altro ancora, vi lascio alle fotografie di alcune delle pagine di questo preziosissimo testo che da pochissimi giorni fa parte della collezione della mia biblioteca - e lo dico con immenso orgoglio - !


TAVOLA 11




TAVOLA 16




TAVOLA 26





TAVOLA 41




TAVOLA 21




TAVOLA 25




TAVOLA 17




TAVOLA 42


( Non dire che i fiori svaniranno rapidamente /e che la loro bellezza sarà presto qualcosa di trascorso / per ciò che sono stati, per me, ed hanno intessuto / ghirlande luminose in un giorno tanto lontano. 
Grazie al Cielo! Le cose che appartengono al nostro mondo /e che sono così piacevoli, non dovrebbero mai svanire / i pensieri più dolci sono quelli che crescono / nel RICORDO di un cuore fedele.
La primavera fiorita di margherite, il luogo familiare, / l'amico che era solito compiacermi, / tutto può finire - ma non può essere dimenticato: - / l'immagine dell'amore è indelebile.)

Anche se sono stati d'animo quali la nostalgia, il rimpianto per giorni trascorsi e che non potranno più tornare, il ricordo di una gioia legata ad un tempo che non è più e la mestizia per il negato coronamento di un sogno ( Rechi il tuo fiore luminoso quando l'estate è trascorsa, / come una nuova speranza al cuore di una persona desolata. 1 ; La primavera torna, i fiori sbocciano / Tornerà al speranza? ah, no 2 ; I fiori sono le gemme che i bambini amano, / ed ancora gli uomini si deliziano al guardarli, / E mi portano mille ricordi / di tempi trascorsi ! 3 ), questo libro, in virtù dello stile con cui è acquerellato, della scelta dei fiori accostati in base al significato simbolico attribuito loro dal linguaggio dei fiori, delle liriche che vi figurano, trasmette una gioia profonda e sfogliarlo rinfranca lo spirito, credetemi !

Un saluto come sempre colmo di affetto e gratitudine a chi mi segue con dedizione ed interesse, auguro ogni bene a tutti voi.

A presto 















Fanny Robinson, The Country Flowers of a 

Victorian Lady, Text by Jill Saunders - 

Victoria and Albert Museum, 

HarperCollins Publishers, US.





Citazioni: 

1 - Fanny Robinson, The Country Flowers of a Victorian Lady, op.cit., pag. 84

2 - Ibid., pag. 42

3 - Ibid., pag. 77











- picture 1


With this first plate begins The Book of Memory, as the author Fanny Robinson called it, recently reissued with the title The Country Flowers of a Victorian Lady, dating, think, to 1840.

Can you imagine the wonder that may have felt the descendants of Fanny Robinson having found this diary among family memories, the only one decorated 'memoir' we have inherited dating back to the Victorian era; it's a true masterpiece that combines the art of painting with that of writing, as Fanny, when she gave start to this collection, put together her botanical watercolors - they are always plates representing small bouquets of flowers, never a single flower, and putting them together she proves to have full mastery of the language of flowers, as each Victorian Lady after all - combining them with the most delicate poems known at the time, born from the soul of Keats, Burne, Wordsworth, and often also from hers.


- picture 2 - PLATE 4


Each plate shows precious ornaments at his margin that evoke the ancient texts copied during the Middle Ages from patients scribes, as you surely know, attempting to preserve and to transmit them to posterity (given the threat of barbarian raids every monastery produced its own copies in the hope that in the future at least some of them would have survived, and so it was, thank goodness!), or the Books of Hours, prayer texts also dating back to the Middle Ages, similarly decorated; it seems that in her decoration she wanted to be inspired by the eclectic architecture of the Victorian period, that reintroduced, with considerable success, Gothic and neo-Gothic elements, which she resort to framing the little landscapes thumbnails which often accompanies her botanical watercolours and verses, to want definitely to tell us that, what she writes and what she has in her mind in that moment, evokes in her soul that place that was certainly familiar to her.

Little by little, as you gradually scroll through the pages of this book, it takes body the presence of an affective figure of which the author feels the absence, as the symbolic and metaphorical meanings tell us, a lack, as if the dominant reason it was that of a lost love ... probably lost suddenly, a person to whom she was certainly linked in a profound way.
There are those who assume that the person in question was a young man who attended the Magdalen College, Oxford, suggested by the heralds and the thumbnail of the table 19


- picture 3 - PLATE 19


supposedly died as a result of a hunting accident, but about the author's life we do know very little and of her we don't have even a picture ... I like to imagine her so ...


- picture 4 - Straying ThoughtsEdmund Blair Leighton (1852 - 1922)


Fanny was born in London in 1802 into a genteel family and was educated to art and to botany, as we may cleary understand from what we've inherited; she got married with William Hubbard Burrell at the age of 36, lived a modest and serene life until she died in 1872 in Gorleston, Norfolk, where, since she was married, had moved.
We know for sure that the person to whom the Book of Memory is dedicated wasn't the one who became her life's companion.

The decision, taken by the pro pro nephew, to make known these contents with charitable purposes dates back to a few years after the publication of Edith Holden's prestigious text The Country Diary of an Edwardian Lady ( I talked you about here ), and it is, in some ways, to it quite similar, in other very different: if Miss Holden had as sole purpose that of annotating on her diary what she saw in her countryside over a calendar year, combining all this with her considerable knowledge about botany and skills in the art of watercolor, the theme here is that of a lost love and the subtle melancholy that derives from it is the underlying theme to everything is collected here, in spite of the affinity of botanical knowledge and skills of painting ( we have also to remember that a few generations separate the two authors, as Fanny Robinson belonged to the Victorian era and Edith Holden to the Edwardian one), and the difference, even in the same floral representations, equally faithful and detailed, is tangible in the way they are represented: the Victorian era wanted the images carefully framed and, as you can see, the initials of a poetic quotation could keep busy for several hours, maybe more than if they would have been embroidered, also if certainly embroidery was much more widespread as activity of the fairer sex.


- picture 5 - PLATE 2


I think I don't need to add even a little more, I leave you with the photographs of some of the pages of this invaluable text that for a few days is part of the collection in my library - and I say it with great pride !


- picture 6 - PLATE 11

- picture 7 - PLATE 16

- picture 8 - PLATE 26

- picture 9 - PLATE 41

- picture 10 - PLATE 21

- picture 11 - PLATE 25

- picture 12 - PLATE 17

- picture 13 - PLATE 42


Even though they are feelings such as the melancholy, the nostalgia for the days spent and that will come back no more, the sadness for a lost joy, the sadness for the denied fulfillment of a dream Ye bring your bright blossom when Summer is gone, / Like new hope to the heart of a desolate one 1 ; Spring returns, the flowers blow. / Will hope return ? ah, no. 2 ;  Flowers are the gems that children love, / Yet men delight to see, / And they bring a thousand memories / Of by-gone days to me ! 3  ), this book, by virtue of the style with which it has been painted, the selection of the flowers combined according to the symbolic meaning ascribed to them by the language of flowers and the lyrics therein, conveys a deep joy and heartens one's mind, believe me !

A greeting, as always full of affection and gratitude, to those who follow me with dedication and interest, I wish much love to all of you.

See you soon 













Quotations: 

1 - Fanny Robinson, The Country Flowers of a Victorian Lady, op.cit., page 84

2 - Ibid., page 42

3 - Ibid., page 77






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domenica 12 ottobre 2014

I giorni genovesi dell'Imperatrice Elisabetta d'Austria.



Il segreto consisteva nel sapere che la sua vera natura viveva, perfetta come un numero non scritto, contemporaneamente dappertutto, nello spazio e nel tempo.

"Il gabbiano Jonathan Livingston" , Richard Bach





Lo yacht imperiale Miramar




Spira sovente, nei mattini di primavera, una brezza fresca che proviene dall'alto dei colli che fanno da schiera al golfo della capoluogo ligure, Genova, punteggiato di antiche fortezze, per giungere a lambire alcuni punti della città in cui le vie principali convergono .... 
Piazza Acquaverde su cui si apre la Stazione di Porta Principe 






è uno di quei luoghi della città che da sempre gode di questo frizzante alito mattutino che vi fa ritorno verso la fine della giornata, quasi come se volesse riedere da dove è provenuto, e certamente Lady Parker, appena scesa dal treno su cui era salita a Milano alcune ore prima, "in un compartimento riserbato della vettura di prima classe recante il N. 814"1  avrà pensato che pur approdando in una città di mare, avesse portato con sé parte di quel vento che scende giù dai suoi monti, anzi, forse avrà pensato che le ali di quello stesso Zefiro l'avessero seguita fin lì ... 

... Ella aveva finalmente raggiunto una città di mare .... il mare, quel mare da lei tanto amato, di cui avvertiva il richiamo e a cui si sentiva tanto simile e legata nel profondo ... come il mare era mutevole, incostante, raminga, in cerca sempre di nuovi lidi su cui approdare ... anonima ... ineffabile ... infinita ...

Una carrozza la stava attendendo ( su di essa sarebbero saliti l'Imperatrice, la sua dama di compagnia, contessa Maria Festetics, il suo lettore di greco subentrato a Costantin Christomanos, professor Barker ) ed un altra era pronta per ricevere il suo breve seguito, 





nessuno si era avveduto del suo arrivo, a quell'ora di tardo pomeriggio non vi era molto passaggio nella zona alta della città ... alla fine della giornata, come all'inizio del mattino, sono più animate le vie della città vecchia, quelle più vicino al porto, 




Strada della Madre d'Iddio e Ponte di Carignan a Genova, Pieter Van Loon (1801 - 1873)



spesso luogo di mercati di fiori o di frutta e verdura proveniente dagli orti delle colline della valle del Bisagno ( ancor oggi in dialetto genovese le venditrici di frutta e verdura sono dette besagnine' ) gremite di gente dai volti e dalle parlate differenti. 
Genova è una città difficile da comprendere - così eterogenea morfologicamente, culturalmente, storicamente - ... tanto facile da amare.

Due i cocchieri che la stavano attendendo seduti a cassetta: al vedere la sua nobile figura, fasciata in abito da lutto che la forgiava come un raro cigno nero - affiancata da un'altra dama, anch'ella vestita in abito scuro - uno scese dal proprio sedile per aprirle con riverenza la porta del veicolo che avrebbe dovuto condurla al Miramar, il panfilo imperiale attraccato nel porto, presso il Molo Giano ... Lady Parker era il nome con cui si presentava, la Storia ce l'ha 'consegnata' con il nome di Elisabetta d'Austria, l'Imperatrice.



Elisabetta d'Austria in un ritratto di Leopold Horowitz, 1899



Il soggiorno genovese dell'Imperatrice, fermatasi nel capoluogo ligure per cinque giorni durante la Settimana Santa del 1893, da domenica 26 marzo al Venerdì Santo 31 marzo, rappresentano una delle tappe di un suo viaggio che era partito dal 'Lombardo Veneto', del quale non era ormai più regina ( Il Regno del Lombardo-Veneto, istituito con il Congresso di Vienna nel 1815 ed annesso all'Impero di Austria-Ungheria perse la Lombardia al termine della Seconda Guerra di Indipendenza nel 1859 per dissolversi poi definitivamente nel 1866, al termine della Terza Guerra di Indipendenza, quando il Veneto venne ceduto al Regno d'Italia con il trattato di Praga ), compiuto da semplice turista e proprio in qualità di turista scese a Genova per poi proseguire verso Napoli e raggiungere infine Corfù dove l'attendeva il suo solenne Achilleion, il sontuoso palazzo in stile neoclassico fatto edificare quasi fosse un Inno al suo eroe, Achille, tra il 1890 ed il 1891, un anno dopo la tragica perdita del figlio, il Principe Ereditario Rudolf, nella tragedia di Mayerling (1889).

Il Secolo XIX non si fece sfuggire l'occasione di seguire passo passo, per tramite di un suo cronista, ogni giornata dell'Augusta Signora, che non poteva passare inosservata data l'imponenza della sua figura, a chiunque la vedesse saltava agli occhi che si trattava di una persona di alto rango ..., ma ella si era spogliata della sua storicità, Genova non vedeva in lei l'Imperatrice, i genovesi l'ammiravano passandole accanto perchè non si amalgamava alla folla, anzi, ne emergeva in virtù dell'anonimato del suo essere più profondo ... ontologicamente Elisabetta d'Austria era 'non presente', con sé recava solamente l'istanza pulsionale, per dirla utilizzando termini cari a Freud, la muovevano il suo amore per l'arte, il bisogno di dialogare con le acque del mare, la smania di compiere lunghe passeggiate, l'attrazione per il mistero della morte ... L'Imperatrice era "davvero la qui assente: ecco la traduzione postmoderna del «più completo incognito» del 1893" 2 .
Ma osserviamola durante la sua prima giornata trascorsa nella Superba, accompagnata dall'aria che profuma di primavera e di mare, leggendo le annotazioni del reporter del giornale cittadino:

"S.M. vestiva di tibet nero, con una cintura di seta pure nera.
Aveva in testa un cappello nero; recava in mano un ventaglio di legno teak, ed un en-tout-cas bianco, foderato d'azzurro. Calzava stivalini fortissimi alla touriste.
La sua guida, aveva a tracolla una fiaschetta ed una borsa.
Il professore di greco vestiva accuratamente di nero.
La dama di compagnia vestiva in seta, con una capote in velluto e mantellina di pelo di martora.
L'Imperatrice camminava con passo svelto e sicuro.
La sua persona sottile e slanciata, destava l'ammirazione dei passanti, i quali pur non conoscendola, la giudicavano senza errore, per una persona d'alto grado.
Uscita dalla chiesa dell'Annunziata, S.M. si diresse per Corso Carbonara, ove fece una sosta nello studio dello scultore Domenico Carli, del quale esaminò parecchi monumenti quasi ultimati.
Uscita di là, rimandò la sua dama di compagnia, ordinandole di scendere in piazza Annunziata, di noleggiare una vettura e di recarsi ad attenderla a Staglieno."




Piazza e Chiesa dell'Annunziata


Un percorso di più chilometri, a tratti impervio anche se decisamente panoramico, costituito spesso di aspre salite o 'rocche' 








L'Imperatrice a passeggio negli anni '90





separa il centro della città dal Cimitero Monumentale di Staglieno dove a guardia di antiche tombe di famiglie nobili e patrizie cui Genova diede i natali o albergo vi sono poste allegorie della Pietà, della Misericordia, della Fede, riproduzioni di parenti rimasti in vita e tristemente privati dei loro cari, Angeli Guardiani e Protettori, tutti scolpiti nel marmo da sapienti mani d'artista ... 





chissà che in questo museo all'aperto la cui fama aveva già allora varcato i confini dell'Italia, già visitato tra gli altri anche da Nietzche ed Oscar Wilde, non cercasse ispirazione per un monumento funebre da dedicare al suo Rudolf ... o forse più semplicemente cercava un dialogo con l'arcana oscurità che connota la fine della vita terrena. 

"Dinanzi al monumento a Giacomo Carpaneto raffigurante una barca con un angelo, pregevole opera dello Scanzi, si fermò parecchio, e fece copiare suòl suo taccuino l'epigrafe: Avventurato chi nel mare della vita ebbe nocchiero sì fido."

Chi soffre di anoressia non solo dà esibizione di una energia straordinaria, ma si pone di continuo nuovi limiti da superare, come se quasi in ciò cercasse compensazione al dolore che gli deriva dalla punizione che, inconsapevolmente, si autoinfligge privandosi del cibo; perciò anche in questo l'Imperatrice non manca di stupire il cronista de Il Secolo XIX quando con energia e velocità a Sestri Ponente sale il Monte Gazzo, alto 450 mt. sul livello del mare, per ammirare il panorama, dopo avere già visitato ed ammirato quello stesso giorno la Villa Pallavicini a Pegli ed il suo splendido parco pervaso da nostalgici echi neoclassici 




Villa Pallavicini, il Tempio di Diana in una fotografia del 1890


dai quali si sarà sicuramente lasciata affascinare in nome della sua totale dedizione per l'arte classica, che, con la sua sublime linearità, manifesta l'espressione dell'ideale di perfezione e di bellezza, attingendo inoltre al suo mondo mitologico e comunicando il carisma di un'epoca che non è più e che solo, compiutamente, nelle opere d'arte è in grado di rivivere.

Ed ancora non si lasciò sfuggire i lussureggianti giardini della Villa Groppallo di Genova Nervi 


Nervi, passeggiata con marina e torre della Villa Groppallo sullo sfondo, ed. Alinari 


che per un tratto corre lungo la passeggiata a mare raccogliendone gli echi ed il respiro salmastro ed infine le più antiche botteghe del centro storico genovese già rinomate per la produzione artigianale ed artistica di dolciumi e cioccolato quali la Confetteria d'arte della vedova Romanengo in Piazza di Soziglia 





( di cui qui ho già avuto il grande piacere di raccontarvi ) prima di ripartire il mattino del 31 marzo solcando le acque del Golfo alla volta, si suppone, di Portofino.

Mi piace concludere questo mio scritto citando le parole di Massimo Sannelli, giovane e già celebre scrittore ligure, a cui lo dedico per intero poichè con il libro "Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria", da lui curato insieme con Vittorio Laura,





ne ha rappresentato la fonte d'ispirazione:

"A Genova si può vedere l’apertura totale dello spazio, tra cielo, mare e montagna. Nietzsche ci si è esaltato come Dioniso: «Rendo grazie alla mia sorte che mi ha fatto capitare in quella dura, austera città durante gli anni della décadence: e quando uno va a Genova è ogni volta come se fosse riuscito a evadere da sé: la volontà si dilata, non si ha più il coraggio di esser vili» (lettera a Peter Gast, 7 aprile 1888). L’aforisma 291 del libro IV della Gaia scienza è un inno: il genovese ha sempre cercato di «interporre tra sé e il suo vicino la sua personale infinitudine», «ad ogni angolo della strada, trovi un uomo che sta per conto proprio, che conosce il mare, l’avventura e l’Oriente, un uomo che è avverso alla legge e al vicino, come a qualcosa di tedioso…». Queste parole si possono applicare anche ad Elisabetta, né più né meno. "5

Ancora grazie a questo giovane talento dall'animo gentile a cui mi lega la mia formazione presso l'Università degli Studi di Genova ed i nomi celebri di coloro che la hanno promossa nonché il profondo trasporto per questo affascinante e delizioso personaggio che ha segnato la storia del XIX secolo.

Un saluto affettuoso a tutti i miei carissimi ed affezionati amici e lettori.

A presto 












Bibliografia:

Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München1995

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998

ELISABETTA D'AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982

Gabriele Praschl-Bichler, L'IMPERATRICE ELISABETTALonganesi & C. Editore, 1997

Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria, a cura di Vittorio Laura e Massimo Sannelli, EDIZIONI GMT, Genova, 2012 ( questo testo lo potete trovare cliccando qui )



Citazioni: 

 1 - Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria, op. cit., pag 35

2 - Ibid. pag. 16

3 - Ibid. pag. 41

4 - Ibid. pag. 45

5 - Ibid. pag. 20











The Genoese days of the Empress Elisabeth of Austria.




The secret was to know that her true nature lived, as perfect as an unwritten number, everywhere, in the same time, in space and in time. 



"The Seagull Jonathan Livingston", Richard Bach



- picture 1 - The imperial yacht Miramar



It often blows slight, in the mornings of spring, a cool breeze that comes down from the hills that make up the array to the Gulf of the Ligurian chief town, Genoa, dotted with ancient forts, leading to lick some parts of the city in which the principal streets converge. ... 
Piazza Acquaverde, which opens into the station of Porta Principe


- picture 2 and  picture 3 - Vintage postcards depicting Piazza Acquaverde and the Porta Principe Station


is one of those places in the city where always this crisp morning breath and where it makes return, at the end of the day, almost as if it wanted to come back from where it was born, and certainly Lady Parker, just got off the train on which she got on in Milan a few hours before, " in one private compartment of the first-class car bearing the N. 814" 1 would have thought that, despite arriving in a seaside town, she brought with her some of that wind that comes down from her mountains, indeed, maybe have thought that the wings of that same Zephyr had followed her there ... 

Finally she had reached a seaside town .... the sea, the sea she loved so much, of which she felt the call and to which she felt so similar and linked in her deep ... so as the sea she was changeable, inconstant , wandering, always in search of new shores on which to land ... anonymous ... unspeakable ... endless ... 

A carriage was waiting for her at (on it would go up the Empress, her lady-in-waiting, Countess Maria Festetics, her greek reader that replaced Constantin Christomanos, Professor Barker) and another was ready to receive her brief following,


- picture 4 - A vintage coachman leaving the Station


no one was aware of her arrival, at that hour of the late afternoon there wasn't a lot of transition in the upper area of the city ... at the end of the day, as early in the morning, are much more lively the streets of the old city, those nearest to the port,


- picture 5 - Strada della Madre d'Iddio e Ponte di Carignan a Genova, Pieter Van Loon (1801 - 1873)


often place of markets of flowers or fruit and vegetables coming from the fields of the Val Bisagno (still nowadays in Genoese dialect, the sellers of fruits and vegetables are known as 'besagnine') filled with people whose faces and speaks are so much various. 
Genoa is a city hard to understand - so different morphologically, culturally, historically - ... so easy to love. 

Two were the coachmen who were waiting for her and as soon as saw her noble figure, swathed in a mourning dress that forged her as a rare black swan - accompanied by another lady, also dressed in a dark suit - one came down from his seat to open, with reverence, the door of the carriage that should have led her to the Miramar, the imperial yacht moored in the harbor, at the Molo Giano ... Lady Parker was the name with which she introduced herself, History has 'handed her over' to us with the name of Elizabeth of Austria, the Empress.


- picture 6 - Elisabeth of Austria in a portrait by Leopold Horowitz, 1899


The Genoes stay of the Empress, lasted five days during the Holy Week in 1893, from Sunday March 26 to Friday March 31, represent one of the stages of a journey that had started from the 'Lombardo Veneto', of which she wasn't queen anymore ( the Kingdom of Lombardo-Veneto, established by the Congress of Vienna in 1815 and annexed to the Empire of Austria-Hungary, lost the Lombardia at the end of the Second War of Independence in 1859 to dissolve then finally in 1866, at the end of the Third War of Independence, when the Veneto was ceded to the Kingdom of Italy with the Treaty of Prague), made as simple tourist and just as a tourist she arrived to Genoa for went on her way to Naples and finally reach Corfu where her solemn Achilleion, the sumptuous palace in neo-classical style made built almost like a hymn to her hero, Achilles, between 1890 and 1891, a year after the tragic loss of her son, Crown Prince Rudolf, in the tragedy of Mayerling (1889), awaited her. 

IL SECOLO XIX didn't miss the chance to follow step by step, through a chronicler of its, every day of the August Lady, who could not pass unnoticed given the size of her figure, everyone saw it was clear she was a high ranking person ... but she was stripped of her historicity, Genoa didn't see her as the Empress, the Genoese admired her walking beside her because she didn't amalgamate with the crowd, indeed, she emerged because of the anonymity of her deepest inner ... ontologically Elisabeth of Austria was 'not present', with her she only brought the 'instinctual istance', to put it using terms dear to Freud, her love for art, her need to communicate with the waters of the sea, her desire to take long walks, her attraction to the mystery of death drove her... the Empress was "really here absent, here is the translation of the postmodern" more complete incognito "of the 1893" 2
But let's have a look at her during her first day in the 'Superba', accompanied by the air smelling of spring and of sea, reading the records of the city newspaper reporter: 

"S.M. dressed in black tibet, with a black silk belt as well. 
She was wearing a black hat; she hand a fan of teak wood, and an en-tout-cas white, lined in blue. She wore very strong booties at the touriste. 
Her guide had a flask and a shoulder bag. 
The professor of greek dressed carefully in black. 
Her lady-in-waiting was dressed in silk, with a velvet hood and cape sable. 
The Empress walked briskly and safely. 
Her slim and slender person, aroused the admiration of passersby, which, while not knowing her, they judged her without error, for a person of high rank. 
Leaving the Church of the Annunziata, S.M. went to Corso Carbonara, where she made a stop in the studio of the sculptor Domenico Carli, where she  examined several monuments of his almost completed. 
Out there, she sent her lady-in-waiting and ordered her to reach the Piazza dell'Annunziata, rent a carriage and go to Staglieno waiting for her. "3


- picture 7 - Piazza and Chiesa dell'Annunziata


A walk of several miles, sometimes impassable even if panoramic, often consisting of rugged hills or 'rocche' (hard climbs)


- picture 8 - Vintage postcard from Genoa, S.Francesco d'Albaro

- picture 9 - The Empress having a walk in the 90's

- picture 10 - Vintage postcard from Genoa, Righi


separates the city center from the Monumental Cemetery of Staglieno where guarding ancient tombs of noble and patrician families to which Genoa gave  birth or harboured are placed allegories of Ruth, Mercy, Faith, reproductions of surviving relatives sadly deprived of their loved ones, Guardian and Protector Angels, all carved in marble by skilled hands of artist ...


- picture 11- Detail of a monument in the Cemetery of Staglieno


I wonder if in this open-air museum, whose reputation had already crossed the borders of Italy, visited, among the others, by Nietzsche and Oscar Wilde, she was looking for such inspiration for a memorial to dedicate to her Rudolf ... or maybe, more simply, she sought a dialogue with the mysterious darkness that characterizes the end of our earthly life. 

"In front of the monument to Giacomo Carpaneto depicting a boat with an angel, a valuable work of Scanzi, she stopped herself a lot, and made writein her notebook the inscription: Ventured who into the sea of life had such trusty helmsman."

Those suffering from anorexia not only give performances of extraordinary energy, but arise constantly new limits to be overcome, almost as if they had  to compensate the pain coming from the punishment they unwittingly inflict depriving themselves of food; so even in this the Empress never fails to impress the reporter of IL SECOLO XIX when with impressive energy and speed in Sestri Ponente she went on the Monte Gazzo, 450 meters high above sea level, to admire the view, after having already visited and admired the same day the Villa Pallavicini in Pegli and its beautiful park filled with nostalgic neoclassical echoes 


- picture 12 - Villa Pallavicini, The Temple of Diana in una photograph dated 1890


from which she'll surely be left fascinate in the name of her total dedication to the classical art, which, with its sublime linearity manifests the expression of the ideal of perfection and beauty, also drawing on its mythological world and communicating the charisma of an era that is no more, and only, fully, in the works of art, is able to revive. 

And she also didn't miss the lush gardens of Villa Groppallo in Genova Nervi


- picture 13 - Nervi, promenade and seaside with the tower of the Villa Groppallo on the background, Alinari editions.


that for a stretch runs along the promenade reaping the echoes and the salty breath of the sea and finally the oldest shops in the historical center of Genoa already renowned for the manifacturing production of confectionery and chocolate such as the Confectionery of art of the widow Romanengo in Piazza di Soziglia


- picture 14 - entrance door 



(of which here I've already had the chance and the great pleasure to tell you about) before leaving on the morning of March 31st, plowing the waters of the Gulf, having as a destination, it is supposed, Portofino. 

I would like to conclude my writing quoting the words of Massimo Sannelli, young and already famous Ligurian writer, to whom I dedicate it entirely as with the book "Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria"which he edited together with Vittorio Laura,


- picture 15 - "Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria", cover


has been my source of inspiration: 

"In Genoa you can see the full opening of the space between sky, sea and mountains. Nietzsche exalted himself as Dionysus:" I give thanks to my fate that has made me come in that hard, austere city during the years of decadence : and when one is going to Genoa every time it's as if he had managed to escape from itself: the desire expands, you no longer have the courage to be vile "(letter to Peter Gast, April 7th, 1888). The aphorism 291 Book IV of The Gay Science is a hymn: the Genoese has always tried to "interpose between himself and his neighbor his own infinitude," "at every corner of the street, you find a man who is on his own, who knows the sea, the adventure and the East, a man who is against the law and his neighbour, as for something tedious... "These words can also be applied to Elizabeth, neither more nor less."

Thanks again to this young talent by the gentle soul which I'm linked by my training at the University of Genoa and the famous names of those who have promoted it and by the deep love for this charming and delightful character that has marked the history of the XIXth century. 

An affectionate greeting to all my dearest and loyal friends and readers. 

See you soon 














Bibliography:

Hellmut Andics, Die Frauen der Habsburger, WILHELM HEYNE VERLAG, München1995

Elisabetta d'Austria, Diario poeticoMGS PRESS SAS, 1998

ELISABETTA D'AUSTRIA NEI FOGLI DI DIARIO DI COSTANTIN CHRISTOMANOS, Adelphi edizioni S.p.A., Milano, 1989

Brigitte Hamann, Elisabeth. Kaiserin wieder Willen, Amalthea Verlag, Wien, München, 1982

Gabriele Praschl-Bichler, L'IMPERATRICE ELISABETTALonganesi & C. Editore, 1997

Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria, a cura di Vittorio Laura e Massimo Sannelli, EDIZIONI GMT, Genova, 2012 ( you may find this book here )



Quotations: 

 1 - Una rapida ebbrezza - I giorni genovesi di Elisabetta d'Austria, op. cit., page 35

2 - Ibid. page 16

3 - Ibid. page 41

4 - Ibid. page 45

5 - Ibid. page 20